Auguri con invito

Attenti a quelli che cercano continuamente la folla: da soli non sono nessuno. (Charles Bukoswsi)

 

Carissimi,

 

in un mondo che ci rintaniamo nel nostro guscio la mia proposta è di venirmi a trovare. Andiamo “verso il peggio” perché siamo molto ignoranti nel senso che “ignoriamo” e diamo per scontato ciò che scontato non è e ci lasciamo “prendere dal quotidiano”.

Riporto questa frase che più che mai è attuale. Pensate che 62 persone sono più ricche di 3,6 miliardi di esseri umani. In cinque anni la loro ricchezza è cresciuta del 44%.

C’è l’altro lato della medaglia (su “La Stampa” del 18 dic 2017) stanno aumentano le iniziative controcorrenti.

 

 

 

«Prima di tutto vennero a prendere gli zingari

e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei

e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,

e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,

e io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,

e non c’era rimasto nessuno a protestare.»  (Bertolt Brecht – Berlino 1932)

 

 

N.B. Questi sono degli auguri/inviti all’inaugurazione (personalizzata) del Ciabot e la presentazione della “Biblioteca del Tempo” e la mia risposta ai consigli ed alle ipotesi che mi sono stati dati in vent’anni.

 

Natale 2017

 

 

Abbiamo religione a sufficienza per farci odiare,

ma non abbastanza per farci amare l’un l’altro. (Jonathan Swift)

 

 

Torino, 23 novembre 2017

 

Carissimi,

 

in questi giorni è terminata la ristrutturazione del Ciabot “ecosostenibile”: la “casa della memoria” dove la mia famiglia ha vissuto per trent’anni.

 

Un piccolo museo contadino-fotografico-analogico-digitale vissuto. Una piccola biblioteca della memoria in collegamento con la mia esperienza: un “salotto culturale”, una futura “libreria” dove ci si può incontrare.

 

Ho sempre scritto le “lettere agli amici” in cartaceo, poi on line in e-mail, da quattro anni sul blog con il mio diario. Sarà l’archivio delle mie “esperienze” vissute, in oltre quarant’anni.

 

Il Ciabot potrebbe essere un Airbnb, tra amici, tra di noi: “Una Community costruita sulla condivisione: Airbnb è nato nel 2008 quando due designer che avevano uno spazio da condividere hanno ospitato tre viaggiatori in cerca di una sistemazione. Ora milioni di host e viaggiatori scelgono di creare un account Airbnb gratuito per pubblicare il proprio annuncio e prenotare alloggi unici in tutto il mondo”.

 

Vi invito a venirmi a trovare anche solo per una “merenda sinoira” o una “vija” come si faceva un tempo, allo smettere dei lavori dei campi e fermarsi per una “ciancia” come facevano mia mamma, il mio babbo e mia sorella Anna Maria: tutte le domeniche c’era gente e loro continuavano a lavorare.

 

Aspetto una vostra telefonata per avvisarmi di una vostra visita! Ci conto!

 

Colgo l’occasione per augurarvi Buone Feste a Voi e a chi vi stà vicino! 

Grazie Un abbraccio Daniele

 

Io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare.

La gran cosa è muoversi, sentire più acutamente il prurito della nostra vita, scendere da questo letto di piume della civiltà e sentirsi sotto i piedi il granito del globo. (Robert Louis Stevenson)

 

Potrei trascorrere il resto

della mia vita

a fotografare il mio cortile

e non riuscire ad esaudire l’argomento. (Paul Strand)

Daniele Dal Bon

Frazione Sant’Anna, 2 – 12040 Monteu Roero (Cn)

Tel.0039 3383481187

Email:danieledalbon2014@libero.it

Email: vagabondodellasolidarieta@gmail.com

danieledalbon2015@yahoo.it

BLOG – https://danieledalbon.wordpress.com/

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Buona giornata!

Dove non c’è umorismo non c’è umanità, dove non c’è umorismo, c’è il campo di concentramento. (Eugène Ionesco)

 

 

Torino, 18 dicembre 2017

 

 

Carissimi,

 

inizio con una riflessione di don Fredo, info comune per cambiare il mondo, dei racconti significativi di Bruno Ferrero

 

CARE TUTTE E TUTTI

 

i tempi del Natale non coincidono più con le feste in famiglia .

Le scadenze cambiano:d’inverno la neve(sciare) condiziona molte famiglie che ne approfittano e usano le 2^case o case di amici ormai vuote  .

In città  a san Rocco continuiamo con le nostre cadenze :incontri domenicali,altri incontri anche piacevoli di musica o di riflessione (ALLEGATI)

 

La cosa che più mi turba è vedere un mondo deciso ad autodistruggersi con le armi nucleari,prodotte o ospitate a disposizione di personaggi inquietanti e vedere un intero paese che lo ignora e guarda chi se ne preoccupa come un extraterrestre

Vorrei passare a voi questa inquietudine Vi allego il quadro fatto dal sereno regis,nostro vicino di casa molto attivo sui temi della pace e del disarmo

SIATE UN AUGURIO PER CHI VI INCONTRA! Fredo Olivero

 

http://www.repubblica.it/motori/sezioni/sicurezza/2017/11/28/news/ania_bianca_farina-182422498/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P6-S1.8-T1

Crolla il tasso di motorizzazione in Italia: da 53% a 37% in 10 anni

 

Crolla il tasso di motorizzazione in Italia: da 53% a 37% in 10 anni(imagoec)

L’analisi arriva dal presidente dell’Ania Maria Bianca Farina in occasione del primo Annual meeting ‘Innovazione e mobilita’: dall’auto alla sharing economy e alla smart mobility’. E’ l’inizio di una rivoluzione dovuta al car pooling e al car sharing

 

di VINCENZO BORGOMEO

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28 novembre 2017

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In picchiata il tasso di motorizzazione in Italia: da 53% a 37% in 10 anni. Questa l’analisi dell’Ania Maria Bianca Farina in occasione del primo Annual meeting ‘Innovazione e mobilita’: dall’auto alla sharing economy e alla smart mobility’.

 

“E’ in atto – ha spiegato il numero uno dell’Ania – una tendenza sempre più marcata verso un significativo cambiamento della circolazione dovuto a un parco auto più ridotto, alla mobilità condivisa e ad auto intelligenti”.

 

“Il tasso di motorizzazione degli italiani tra i 18 e i 45 anni è passato dal 53% del 2005 al 37% del 2016 – ha proseguito Farina – a ciò ha contribuito anche la diffusione del car pooling con 2,5 milioni di utenti e del car sharing con 5.600 noleggi in media al giorno”.

 

Ed è solo uno dei tanti spunti arrivati da “Innovation by Ania”, il primo meeting dedicato a mobilità. Futuro, nuove prospettive di mobilità e strategie. Tutto in un maxi convegno che si è concluso con un faccia a faccia fra il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan e Maria Bianca Farina. “L’ocse – ha detto il ministro – ha pubblicato oggi il suo economic outlook che contiene dati lusinghieri per l’italia”. Il ministro si riferisce al fatto che l’Ocse ha rialzato le stime per il pil italiano nel 2017 e 2018. L’italia, però “ha bisogno di grandi investimenti di lungo termine che abbiano impatto positivo sulle infrastrutture”, ha ribadito Padoan.

 

Serve insomma una nuova spinta propulsiva verso il cambiamento. “E le assicurazioni – ha commentato Farina – vogliono essere parte centrale del cambiamento, innovando il nostro modello di business e trovando nuove modalità di rapporto con le istituzioni, le famiglie e le imprese”.

 

Così il meeting annuale dell’osservatorio innovation by Ania, ha l’obiettivo dichiarato “di cogliere e rendere concretamente disponibile la nuova spinta innovativa, per dare concretezza al confronto, per proseguire nel nostro modo di fare impresa, che vuole proteggere la voglia di crescere di un paese, di un’azienda, di una persona. Un laboratorio permanente – ha concluso Farina – per dare spinta alla modernizzazione che le compagnie assicurative stanno sperimentando nell’elaborazione di nuove soluzioni e servizi, nei proprio processi”. Il meeting di oggi è dedicato alla mobilità: tra sharing economy e smart mobility”.

 

Di certo la mobilità è “un concetto” che coinvolge diversi settori e che “genera complessivamente circa il 20% del pil italiano. Ed è un settore in forte evluzione, una “tribù che balla” perché è in atto una tendenza sempre più marcata verso mobilità condivisa e ad auto intelligenti. D’altra parte il crollo del tasso di motorizzazione di cui parlavamo prima è proprio dovuto alla diffusione del car pooling con 2,5 milioni di utenti e del car sharing con 5.600 noleggi in media al giorno. Insomma, la rivoluzione è appena iniziata.

 

 

UN MONDO NUOVO COMINCIA DA QUI LA CAMPAGNA 2017 DI COMUNE

 

PENSARE E FARE [SERGIO SEGIO]

«C’è sempre più bisogno di pensiero critico e di azione… »

 

MI METTO IN CAMMINO [TEODORO MARGARITA]

«Io sono un salvatore di semi.… Mi metto in cammino. Un cammino in “Comune”. Andiamo. Se avremo fame, ci fermeremo, faremo un orto…»

 

 

 

FERMARE L’APOCALISSE UMANITARIA

Impoverimento, aumento delle disuguaglianze, guerre infinite (dall’Afghanistan all’Iraq) e alimentate da armi italiane (Yemen), razzismo, populismo, approvazione di leggi ingiuste, ma anche violenze contro donne, popolazione Lgbt, migranti e musulmani. Possiamo fermare l’apocalisse umanitaria e la guerra contro i poveri del mondo (alcuni la chiamano tormenta), in corso? Non si tratta soltanto di sperimentare nuove politiche redistributive e centrate su diritti umani, giustizia sociale e su una più generale conversione ecologica dell’economia, ma di sostenere la storie di disobbedienza e solidarietà dal basso che pur non mancano. “Forse occorrono però anche parole nuove, dato che quelle sono state rubate e rovesciate di senso – scrive Serg io Segio nell’introduzione al Rapporto dei diritti globali 2017, uno sguardo sul mondo al tempo stesso globale e profondo, nel quale i volti delle persone vengono prima dei non pochi numeri e delle analisi – Ma soprattutto occorre che chi pensa che non la solidarietà e la povertà bensì la diseguaglianza e l’appropriazione dei beni comuni siano un crimine, dopo le parole, trovi le gambe, le forze, le alleanze e le intenzionalità politiche con cui procedere…”

SERGIO SEGIO

 

ALLA CANNA DEL GAS

C’è già chi dice che Melendugno ormai somiglia a Nassiriya. Le truppe di occupazione schierate a difesa della coda di una grande opera lunga quasi 4mila chilometri, cioè di un presunto “interesse generale”, continuano a presidiare con il massimo schieramento di uomini e mezzi il territorio salentino. La popolazione locale, prigioniera nella zona di San Basilio, sede del cantiere della Trans Adriatic Pipelin, però continua a opporsi allo stato d’assedio, incapace di abituarsi all’incubo del gasdotto e di cancellare il ricordo di un’esistenza “normale” sulle spiagge più belle del litorale e tra gli ulivi, gli alberi di fico e i muretti a secco. Nell’inchiesta di Alexik, tutto quello che c’è da sapere sul grande imbroglio che dovrebbe salvare l’E uropa dalla sete di gas, la cui improrogabile necessità, alla faccia della desertificazione e degli altri effetti del cambiamento climatico, viene “dimostrata” con quel che capita: dalle necessità del mercato interno al calmieramento dei prezzi, fino all’indipendenza dal giogo del crudele Putin

ALEXIK

 

COME CI RUBIAMO LA VITA

Viviamo il tempo della frantumazione: dei nostri corpi, dei nostri linguaggi, delle nostre menti, dei nostri luoghi, delle nostre relazioni, dei nostri tempi. L’unica unità di misura è il denaro. Si tratta di ricomporre le relazioni sociali, per ritrovare “un anelito di desiderio, una voglia di partecipazione – scrive Paolo Mottana -, un desiderio di riprendersi pezzo a pezzo il proprio intero e non essere più funzionari del nulla…”

PAOLO MOTTANA

 

DA MAREA A TEMPESTA. NON UNA DI MENO

Per la manifestazione contro la violenza maschile sulle donne a Roma sono arrivati pullman da più di ventiquattro città. Trovatelo voi un altro movimento, un partito, una rete di grandi associazioni in grado di far emergere dal basso, in questi tempi grigi, qualcosa di così bello, importante, partecipato, vivace

GALLERIA FOTOGRAFICA IN COSTANTE AGGIORNAMENTO

 

VIOLENZA SULLE DONNE E RIVOLUZIONE CULTURALE

Sessismo, modalità di delegittimazione delle donne nella vita di tutti i giorni, stereotipi così radicati nella nostra società da diventare talvolta invisibili… È una rivoluzione culturale, dal linguaggio alle abitudini, quella che può produrre il cambiamento reale

ALESSANDRA MAGLIARO

 

COMMONS, MADDALENA: “PLAUDO A QUESTA LEGGE”

Paolo Maddalena, già vicepresidente della Corte costituzionale, interviene su Comune a proposito dell’articolo di Paolo Cacciari dedicato alla nuova legge sui “domini collettivi”, nata anche grazie alla riscoperta dei commons avvenuta tramite i lavori della premio Nobel Elinor Ostrom e la nascita di un vasto movimento che rivendica la gestione comunitaria e partecipata dei beni indispensabili al benessere “di tutti e di ciascuno”. Scrive tra l’altro Maddalena: “Plaudo a questa legge che conferma la funzione di conservazione dell’ambiente delle proprietà collettive. Non condivido invece la facoltà data alle regioni del cambio di destinazione… Auspicherei una legge che ampliasse l’elenco delle proprietà pubbliche… e abrogas se il decreto legislativo del 2010 (il “Federalismo demaniale”), che rende alienabili anche i beni demaniali…”

PAOLO MADDALENA

 

LETTERA APERTA ALLE ONG, DISERTATE QUEL BANDO

Dicono che vogliono «migliorare» i «centri migranti e rifugiati» in Libia, ma tutto il mondo ormai sa che sono «campi di concentramento». È giunto il momento di disobbedire, disertare, cambiare l’ordine delle cose

AA.VV.

 

TUTTA UNA VITA, SUL CELLULARE

“Qualche donna, a volte, viene col bebè da allattare sulla schiena. Qualche donna col marito e con il figlio,.. Una ragazza cinese molto sveglia mi fa ascoltare la canzone inglese che ama, una specie di musica “ambient” per pianoforte. Se chiedo dove l’hai sentita, mi indica il cellulare. Tutta una vita, sul cellulare. Parlano con i familiari rimasti in patria, si esercitano con le app che formano le parole con le sillabe, fanno i giochi o ascoltano musica del loro paese…”. Appunti di un maestro, da una scuola di italiano per migranti adulti

LINO DI GIANNI

 

AGGRAPPATO SOTTO UN TIR

Trovato aggrappato sotto un tir, diceva la cronaca qualche giorno fa. Da leggere sfogliando il giornale al bar prima di passare oltre. Curdo imbarcato dalla Grecia, migliaia di chilometri aggrappato al telaio… Non sapremo mai come si chiama. Chissà dov’è ora. Almeno 50 ore, ferito e ustionato. Quanto terrore nel suo cuore. La rotta balcanica. Se ne parlava già vent’anni fa. Turchia, Patrasso, Brindisi… Scrive Alessio Di Florio: “Potremo superare ogni crisi, ogni paura, ogni angoscia, solo quando ripartiremo dagli ultimi…”

ALESSIO DI FLORIO

 

BLACK FRIDAY, IL PD SI FINANZIA CON LO SHOPPING SU AMAZON

Avete visto l’unico articolo dedicato al Black Friday sul sito di Democratica?

SIMONE RAMELLA

 

LA PLASTICA NELLE VISCERE DELL’ARTICO

Nella settimana del Black friday scopriamo che grandi quantità di plastica galleggiano perfino nei mari dell’oceano Artico…

MARIA RITA D’ORSOGNA

 

L’ESTATE INFUOCATA DI UN ANNO CALDISSIMO

Ci siamo lasciati alle spalle un’estate tremenda, la seconda più calda da quando le statistiche che ne misurano gli effetti sono diventate significative dopo quella del 2003. La grande siccità della California, gli incendi del Portogallo e la nube gialla della Valsusa sono state dimenticate in fretta. Fino alla prossima emergenza

ALBERTO CASTAGNOLA

 

CI VUOLE IL TEMPO CHE CI VUOLE

“Ci vuole il tempo che ci vuole” non è più solo un quaderno (sempre più scaricato) sull’imparare a perdere tempo: grazie a un’idea della redazione di Comune e dell’associazione La Strada ora è anche un percorso educativo bellissimo promosso in un’accogliente scuola elementare della periferia di Roma, l’l.C. Gianni Rodari

QUADERNO A CURA DI COMUNE

 

UNA SCUOLA DIALOGICA, CRITICA, IMPEGNATA

Una scuola che mette al centro il dialogo, in cui studenti e insegnanti si pensano prima di tutto come una comunità di ricerca, una scuola aperta alla gestione dei conflitti e in grado di riflettere su sé stessa, una scuola dove si discute in modo critico del sistema sociale e dove si forma all’impegno sociale comunitario, in cui l’insegnamento è aperto all’interdisciplinarità ed è strutturalmente interculturale, una scuola in cui il tempo non è quello del mercato. Una scuola che non nasce dall’alto… “Alternativa nella Scuola Pubblica”: alcune tesi emerse da un confronto tra docenti, studenti, genitori e persone interessate a vario titolo alla scuola

ALTERNATIVASCUOLA.IT

 

23 NOVEMBRE 1980, ORE 19,34

“Domenica 23 novembre 1980, ore 19,34 sto terminando il mio turno di servizio presso la guardia medica di Battipaglia in provincia di Salerno. Sono un giovane medico di venticinque anni laureato da poco più di uno. Sto per scendere dall’ambulanza di ritorno da un intervento d’urgenza quando sento come un rotolare di pietre sotto l’asfalto dove ho appena appoggiato il piede. Difronte a me vedo il prefabbricato pesante che ospitava la sede della guardia medica oscillare come … SEGUE QUI

EGIDIO T. ERRICO

 

LE NOSTRE VITE SONO “CHEAP”

Jonathan, ventidue anni, travolto e ucciso a Roma mentre era in sella alla sua bici

ROTAFIXA

 

FARE LA PASTA PER CAMBIARE IL MONDO

Con il Ceta ci rimettono la qualità, i consumatori, il territorio, l’ambiente. “Dovremmo rinunciare a principi e valori, e non valgono così poco…”, dice Giovanni Battista Girolomoni, la cui azienda agricola resta un riferimento per tanti nel biologico

MONICA DI SISTO

 

CREARE ECONOMIE DIVERSE

“Un’altra economia prende corpo se matura un’altra forma di società – scrive Roberto Mancini, nell’introduzione dell’ultimo libro di Euclides Mance – e questo lo possono fare solo dei diffusi movimenti popolari e una rete di comunità territoriali aperte…”. Tuttavia occorre essere consapevoli dei propri limiti: “ogni soggettività che stia coltivando l’altra economia non può restare una nicchia e non deve somigliare a una setta, ma deve maturare una fisionomia comunitaria aperta, un’incidenza politica e un radicamento popolare…”. C’è bisogno sempre di più di “aprire percorsi concreti lì dove molti non vedono alcun passaggio…”

ROBERTO MANCINI

 

MONETE E BANCHE COOPERATIVE

Faircoin è uno strumento finanziario che tenta di sfruttare le attenzioni dedicate alla moneta elettronica del Bitcoin per proporre la costruzione di un’alternativa economica che, tra inevitabili limiti e contraddizioni, miri al bene comune, a una modalità che non è privata né statale, da applicare e sviluppare non solo a livello locale

ENRIC DURAN

 

FOCACCIA PUGLIESE CON LIEVITO MADRE

Ci sono almeno tre buone ragioni per partecipare al laboratorio di autoproduzione dedicato alla focaccia pugliese in programma sabato 2 dicembre. La prima: l’autoproduzione resta un atto ribelle alla dittatura della mercificazione e del cibo spazzatura. La seconda: è una splendida occasione per creare relazioni sociali. La terza: a fine laboratorio tornate a casa con una focaccia pronta per essere cucinata la sera…

R.C.

 

 

 

AGENDA

 

ROMA. ERITREA E SOMALIA: LE VOCI DEI PROTAGONISTI

 

FIRENZE. PRESIDIO IN DIFESA DI MONDEGGI BENE COMUNE

 

ROMA. PER I BIMBI DI GAZA

 

GENOVA. DON MILANI, MAESTRO

 

 

 

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Li abbiamo chiamati «Consigli Comunali» e sono l’offerta di banner per promuovere (a prezzi per tutte le tasche) attività, iniziative o anche prodotti a interlocutori selezionati in modo diretto (da noi) e molto rigoroso. È una scelta rara perché richiede capacità, impegno e investimenti che graveranno sulla redazione, ma è il solo modo, per mantenere il controllo della propria indipendenza in un campo minato come quello della pubblicità. Per informazioni sulle prenotazioni degli spazi pubblicitari scrivete ad amministrazione@comuneinfo.net

Auguri all’Ufficio Migranti di Torino

Una cosa è morale se ti fa sentire bene dopo ad averla fatta, ed è immorale se ti fa sentire male. (Ernest Hemingway)

 

Torino, 14 dicembre 2017

 

Carissimi,

 

ieri sono stato all’Ufficio Migranti di Torino a Porta Palazzo. Mi hanno invitato Sahid, Paolo perché sono una “figura storica”. Molti operatori, la riflessione di Padre Duglas, letta la preghiera del volontario, è un’altra storia che va avanti con tutte le difficoltà e contraddizioni della vita.

La settimana marocchina – Sciopero GTT

Torino, 13 dicembre 2017 a Porta Nuova

La sfida non deve essere come “usare” bene la rete, come spesso si crede, ma “vivere” bene al tempo della rete. (Antonio Spadaro)

Giovedì 14/12 un aperitivo marocchino con il reci

tal dei ragazzi di YEPP Porta Palazzo e musica aprirà la Quarta Settimana di cultura marocchina torinese in Galleria Umberto I all’Hafa Storie.

 

Venerdì 15 dicembre sarà il Centro Culturale Dar Al Hikma il centro dell’interesse: hammam riservato agli uomini (ore 16.00-18.00), presentazione del documentario/film Torino/Khouribga di Andrea Parena alle 18.30 e cena marocchina alle 20,00. Sabato il consueto appuntamento con la Passeggiata Torino è Casablanca, con incontro in moschea e cena a Al Jasera in Borgo Dora.

 

Domenica in mattinata incontro con la scuola di arabo di Afaq e nel pomeriggio s’impara a cucinare i tagine della tradizione popolare marocchina con Hassna presso l’Arcabalenga in via La Salle. Lunedì a Le Petit Hammam di via Sesia hammam riservato alle donne, con merenda marocchina e per finire ore 18 serata sul Tadelakt nello studio dell’arch. Daniela Re della Rete Solare per l’Autocostruzione in via Banfo, sempre a Torino!

 

info e prenotazioni: associazionebizzeffe@libero.it Vedi meno

Carissimi,

sono passato a Porta Nuova ed ho visto la manifestazione dei dipendenti GTT: c’è stato sciopero dei bus per tutto il giorno, salvando gli orari di punta; uno sciopero “soggettivi” perché alcuni hanno aderito altri no. E’ sempre stato così. Ora con la globalizzazione tutto il mondo è uguale, aumenta la competizione, aumentano i poveri di cui l’Italia è al primo posto e diminuisce la classe media, la classe che negli anni precedenti, provenendo dalla classe borghese, ha lottato perché ci fossero diritti per tutti. Bisogna capire, informarsi, ora tutti possono capire e quando si passa per strada e si vedono dei manifestanti, bisogna porsi degli interrogativi, leggere il volantino che riporto e pensando al passato forse non siamo riusciti a capire dove stiamo andando. Certo che è brutto per noi, il popolo, sono a pranzo all’Ufficio Migranti, avevo deciso di andarci a piedi, l’auto non l’ho, poi sono stato fortunato che è passato un tram. Perché ora con la scusa del “contenimento dei costi” l’ottimizzazione dei servizi in vista di un mondo globale dove consumeremo meno, ci aiuteremo, ci incontreremo con amicizia però se non collaboriamo in “progetti per la gente” continueremo a perdere posti di lavoro e dovremo “accontentarci”. Sono quattro anni che dico che ho problemi di salute e che non mi conviene avere l’auto e tutti a dirmi che non posso a farne meno. Mi vogliono vedere che vado a mangiare alla Caritas che ci vado già come ieri a pranzo? Mettiamoci insieme, un vero “baratto” con l’interesse economico e la cultura passando attraverso la politica, la mediazione come dice Papa Francesco.

Comunicato ai cittadini

 

Cosa succede al trasporto torinese?

Perché i lavoratori di GTT scioperano?

 

Filt CGIL, FIT CISL e UIL Trasporti proveranno in poche righe a spiegare ciò che i cittadini torinesi ignorano!

 

Concittadina, concittadino questa nuova amministrazione comunale a dispetto di quanto promesso in campagna elettorale, stà smantellando il sistema di trasporti della nostra città, già fortemente in difficoltà!

 

Tutti avrete visto la presentazione del nuovo piano di revisione dei trasporti, l’effetto scenico è sicuramente notevole con i colori diversificati tra le linee prioritarie e meno prioritarie, ma in realtà cosa nasconde questa revisione?

 

Purtroppo nasconde la riduzione del servizio da e per la periferia, più esplicitamente se prima le attese per andare in periferia erano interminabili ora saranno eterne!!!

 

Cari concittadini oltre a questa scelta sconsiderata, c’è anche la “non scelta” (pericolosissima) per intervenire per sanare la difficile situazione finanziaria della NOSTRA azienda di trasporto Pubblico GTT!

 

Il bilancio 2016 non è ancora stato approvato la Sindaca con questo immobilismo rischia di far fallire la più grande Azienda piemontese che dà occupazione a circa 5000 persone e 15000 nell’indotto.

 

Noi riteniamo che GTT debba restare una Società Pubblica, a garanzia per tutti i torinesi del miglior servizio di trasporto anche grazie al reinvestimento degli utili in corse e bus nuovi!

 

Qualunque privato anche con le migliori intenzioni non sarebbe in grado anche solo per statuto di garantirci tali condizioni!

 

GTTBENECOMUNE!!!

 

Le Segreterie Filt CGIL Fit Cisl Uil Trasporti

 

 

Buona giornata!

Carissimi,

pubblicità per i cestini natalizi, adesso è il momento, tra l’altro avete letto? L’Italia è il paese dell’Europa con più poveri. Stò leggendo dell’analisi di economisti latinoamericani. Ci sono molte contraddizioni che non abbiamo tempo né di leggere e né capire, quindi è più facile chiudere il discorso e fare un’offerta, però ora l’offerta deve essere in un contesto di impegno per “cambiare il mondo”. E se leggete vari articoli di quotidiani come “La Stampa” riuscite a cogliere dove stiamo andando.

 

N.B.: Fernando Silva, un grande medico specializzato in pediatria, pittore, poeta, uno dei scrittori più innovativi del Nicaragua, purtroppo ci ha lasciato poco più di un anno fa, il 1 ottobre 2016 a 89 anni.

Sono disponibili i cestini natalizi equosolidali di MAIS!! 🎄 http://www.mais.to.it/it/layout1/72/Cestini_natalizi_2017.html

 

 

 

Buona notte e buona giornata per domani!

Difficile non è sapere, ma saper fare uso di ciò che si sa. (Confucio)

 

 

Torino, 10 dicembre 2017

 

Carissimi,

 

le foto del penultimo spettacolo di Carvè di quest’anno e poi il concerto a San Rocco il 17 dicembre; il 24 l’Hora Nona e poi la tradizione messa natalizia.

 

Ed i prossimi spettacoli di “Nostro Teatro di Sinio”:

 

Sabato 09.12 – Monastero Bormida – Carvé

Sabato 16.12 – Bra – Teatro del Poi – Carvé

Domenica 17.12 – ore 15.30 – Sinio – Pim pom pam e 150,ruse për gnente con brindisi e auguri di buone feste

Sabato 03.02.2018 – Monforte d’Alba Strì

Sabato 10.02.2018 – Caraglio Strì

Sabato 03.03.2018 – Alba – Teatro Sociale

(in prima assoluta) Tote Vigiòte

Venerdì 16.03.2018 – Canale – Tòte Vigiòte

Domenica 18.03.2018 – Cuneo – Teatro Toselli – Strì

Venerdì 23.03.2018 –Millesimo Teatro Lux -Tòte Vigiòte

Venerdì 06.04.2018 – Bollengo (To) – Gin e Gena

Sabato 07.04.2018 – Monticello d’Alba – Tòte Vigiòte

Venerdì 13.04.2018 – Narzole – Tòte Vigiòte

Sabato 05.05.2018 – Savigliano Teatro Milanollo

 

Associazione Nostro Teatro di Sinio

via Regina Margherita 6

tel 0173.613420/263990 – fax 0173.2638237 http://www.prolocosinio.itBuona notte

Buona giornata: Ritorno da Sarayevo

La pazienza è la più eroica delle virtù, proprio perché non ha nessuna apparenza di eroico. (Giacomo Leopardi)

 

Aldo Morrone da facebook. da un post condiviso di Antonietta Giusti, che conosco da anni  dell’Associazione “Camminare Insieme” di Torino, mamma di Cristina che era venuta con me in Nicaragua nel 1983 con l’iniziativa “Solidarietà 83” del Comune di Torino:

Immagine1Ritorno da Sarajevo, dove tra il 1992 e il 1996 un lungo assedio uccise più di 12mila persone ferendone oltre 50mila, distruggendo una città simbolo dell’integrazione tra cristiani, ebrei e musulmani. Stanotte ho ammirato la maestosità della Luna vicina al perigeo (“Super Luna”). Nel cuore, però, avevo la trepidazione per ciò che accade sulla Terra. Con il Natale ritornerà la solita giostra consumistica della bontà ostentata, con la periodica amnesia collettiva sulle tragedie del nostro pianeta. Pensavo a Papa Francesco, che invece è andato controcorrente a trovare i Rohingya per ricordare a tutti che la solidarietà non ha confini. Spero che presto qualcuno si ricordi delle bambine che Boko Haram, nel nord della Nigeria, fa rapire per usarle come schiave sessuali o come bombe umane nei loro attentati. Il gruppo terrorista sino ad oggi ha assassinato oltre 20 mila persone e ne ha costrette alla fuga oltre 2 milioni. Ma tutto ciò succede lontano dalle nostre telecamere e allora è come se non accadesse. Così come ha lasciato indifferente il genocidio della popolazione Yazida in Kurdistan da parte dei terroristi dell’Isis. Ho ancora negli occhi e nel cuore le lacrime dei testimoni che ho incontrato in Kurdistan, quando ci raccontavano dei massacri che avevano subito. Poco più di un mese fa, a Mogadiscio un camion-bomba è esploso causando una delle stragi più sanguinose al mondo: oltre 350 morti e 200 feriti. Anche in Yemen c’è una guerra che, dal 2015 a oggi, ha provocato più di 8mila morti, oltre 2mila civili uccisi dall’epidemia di colera e 20 milioni di persone affamate. Eppure non se ne parla mai. In Siria, Paese molto vicino a noi, dal 2011 un’altra guerra sta distruggendo il futuro di interi popoli. Sono migliaia i rifugiati siriani che ho incontrato e visitato e tutti mi chiedono sempre la stessa cosa: “Ci aiuti a tornare a casa”. Qualcuno dice che non possiamo preoccuparci di tutti. È vero, infatti ci preoccupiamo solo di noi stessi. Tra poco in Italia ci saranno le elezioni e si parlerà dell’invasione dei migranti, una delle “fake news” più diffuse, come l’altra che afferma “lo ius soli può attendere tempi migliori”. In questo modo, però, si rinvia all’infinito il riconoscimento di “cittadino italiano” a chi “cittadino italiano” lo è da sempre, perché è nato sul “sacro suolo” e partecipa alla crescita del “nostro Paese”, anche se la pelle è di diverso colore. D’altra parte, l’imperatore romano Settimio Severo, era “straniero”, nato a Leptis Magna e sua moglie siriana. E nel 383, dal Nord Africa, arrivò a Roma un altro “straniero”: l’algerino Agostino, un berbero che avrebbe cambiato per sempre il cristianesimo. Tutti con la pelle scura. Ma oggi la Libia è il Paese dove è tornata la schiavitù: il peggior reato di “lesa umanità” che si possa commettere. Si vendono migranti per pochi soldi, nell’indifferenza generale. Tra pochi giorni tornerò in Africa alla ricerca di quel cristianesimo fatto di canti sacri, sorrisi accoglienti e donne velate con gli scialli bianchi, sperando di immergermi di nuovo nella realtà e nelle emozioni di un popolo ferito dal terrorismo. Lo slogan “aiutiamoli a casa loro” è frutto dell’ipocrisia di chi è razzista, ma cerca di nasconderlo. Io a “casa loro” ci vado da 40 anni, con rispetto, per imparare ad ascoltare il grido di dolore di un’umanità offesa dall’Occidente, che con una mano finge di aiutare e con l’altra rapina risorse e futuro. Il “frastuono” della pseudo-solidarietà natalizia non fa bene. Ma l’immagine della Luna e delle stelle mi riporta a quella nascita in solitudine di un Dio “senza dimora”, testimone di un amore e di una tenerezza “senza confini”.

Don Serafino Chiesa

Impara l’arte e non metterla da parte ma condividila.

 

Vivere con semplicità e gioia il quotidiano,

nel prendere cura delle cose e del prossimo,

insieme nel territorio e

promuovendo la cultura

della vita e della solidarietà.

 

La cultura è un bene comune primario come l’acqua; i teatri, le biblioteche, i cinema sono come tanti acquedotti.

 

L’Italia spende 64 milioni di euro al giorno in Armamenti (l’utile netto di una banca locale di medie dimensioni è di 25 milioni di euro in un anno)

da Gianfranco Monaca – “Tempi di Fraternità dicembre 2017”

 

 

Carissimi,

 

vi metto le ultime notizie di don Serafino Chiesa, fratello di don Gino direttore dell’Ufficio Missionario di Alba”. Si tratta di un articolo dell’agenzia Salesiana ANS e poi alcuni articoli che avevo scritto nel 2000 su “Tanaro Sette” e nel 2002 in occasione della prima volta dei Cantè Yeuve”a Priocca.

 

 

Torino, 4 dicembre 2017 da Ans Salesiana

 

Bolivia – Don Chiesa: “ho investito molto sui giovani, e ora, a Kami, raccolgo i miei frutti”

(ANS – Kami) – “Sono partito per la missione di Kami, sulle montagne della Bolivia, il 2 gennaio 1985, per dare una mano e offrire il mio sostegno in quest’area così lontana e complicata a causa dell’altitudine (4.000 metri s.l.m.) – racconta don Serafino Chiesa, SDB –. Non ero preparato per partire come missionario, ma ho accettato la proposta dei superiori di aprire una piccola finestra sul mondo, una missione tra i poveri”.

 

Continua il salesiano: “La mia vita è sempre stata orientata ad aiutare i giovani a rischio: ho investito molto proprio sui giovani, e ora, a Kami, raccolgo i miei frutti perché abbiamo fatto passi da gigante nell’educazione e nella solidarietà, e i giovani stessi sono coinvolti nel miglioramento del loro futuro”.

 

La missione Salesiana di Kami copre un’area geografica molto vasta, di 910 km², nel dipartimento di Cochabamba, in Bolivia. A Kami, e nel centinaio di comunità contadine che la circondano, vivono circa 20mila persone appartenenti alle etnie Quechua, discendenti degli antichi Incas, e Aymara, di origine pre-incaica. La popolazione si divide in due gruppi ben distinti: i mineros e i campesinos.

 

I primi si sono trasferiti a Kami dalle campagne, per lavorare all’estrazione di tungsteno e stagno. I campesinos che vivono invece in piccole, poverissime, comunità isolate, sparse su un vasto territorio, coltivano patate, orzo, avena e legumi, con sistemi ancora primitivi, e allevano pecore e lama.

 

In questa difficile realtà nel 1977 arrivò un piccolo gruppo di missionari salesiani che, nel corso dei successivi 40 anni, insieme a persone del posto e con l’aiuto di tantissimi volontari, hanno avviato e consolidato vari progetti, volti non solo a migliorare le condizioni di vita della popolazione locale, ma soprattutto a renderla in grado di proseguire autonomamente il proprio sviluppo.

 

“Fin dall’inizio abbiamo puntato sulla sanità e sull’educazione – prosegue don Chiesa – due dimensioni fondamentali per lo sviluppo. E, dopo essere riusciti ad organizzare meglio l’assistenza sanitaria anche con l’aiuto dell’ONG italiana COOPI, abbiamo rafforzato le scuole della zona, facendo in modo che l’altissima percentuale di abbandono scolastico diminuisse. Così la lotta all’analfabetismo ci ha dato una popolazione più preparata per ulteriori passi verso un futuro un po’ meno oscuro”

 

“Sul versante dello sviluppo sostenibile – conclude il religioso – da quasi 18 anni stiamo lavorando a un progetto idroelettrico che, con la vendita della corrente generata dalle turbine idroelettriche, possa finanziare le molteplici attività di sviluppo della missione. Ad oggi con l’aiuto di moltissimi volontari italiani, per la maggior parte pensionati, siamo riusciti a mettere in funzione la produzione di 2 megawatt e stiamo lavorando a un nuovo salto idroelettrico, che ci porterebbe a generare altri 4 megawatt: questi sarebbero la nostra speranza di autonomia e anche di recupero di dignità, nel senso che i lavoratori sono orgogliosi di essere loro stessi a portare avanti le opere di costruzione e di gestione”.

 

Fonte: Agenzia Fides

 

 

 

 

 

Pubblicato su “Tanaro Sette” di aprile 2000

 

Andranno in Bolivia i fondi raccolti nel Roero per il Cantè j’euv

 

Speranza per Kami

 

Quest’anno le sottoscrizioni raccolte durante le manifestazioni di “Cantè yeuv” verranno devolute al Salesiano don Serafino Chiesa per la sua missione in Bolivia a Kami; l’anno scorso sono state devolute a Ernesto Olivero del Sermig di Torino. Don Serafino Chiesa, è il fratello del sacerdote Diocesano di Alba don Gino Chiesa, viene aiutato da vari gruppi in Piemonte tra cui l’associazione “Compartir” (in spagnolo condivisione, ed è una parola molto significativa tra la gente) che oltre ad appoggiare vari progetti viene finanziato anche don Serafino.

Kami è un villaggio minerario situato ad oltre 4000 metri sulle Ande Boliviane.  La sola attività produttiva è il lavoro in miniera, attività soggetta, per altro, a sempre più frequenti crisi, in relazione al prezzo del minerale (Wolframio e Tungsteno), che viene stabilito dalle multinazionali europee ed americane del settore. La vita del minatore di Kami non supera i 35-38 anni, per cui ci troviamo in presenza ad un elevatissimo numero di vedove, con molti figli a carico. A Kami non esiste alcuna possibilità di lavoro retribuito per la donna, se si esclude quello della frantumazione, con un martello, del materiale di scarto della miniera, alla ricerca di poche briciole di minerale. Il progetto “Artigianato della lana” è partito dal tentativo di offrire alle donne, la possibilità di un lavoro dignitoso e costante. La missione salesiana coordina il lavoro, per altro gestito interamente dalle donne locali. Particolarmente pregiato è il prodotto, eseguito interamente a mano (cardatura, filatura, lavorazione), senza dimenticare l’alta qualità dello stesso, rappresentato per il 50% di lana di lama e 50% di lana di alpaca. Sono quasi duecento le donne che lavorano nelle proprie case producendo maglie, sciarpe, berretti, calze, etc. ottenendo un guadagno immediato, in quanto il lavoro fatto, viene pagato alla consegna. E’ da considerarsi ormai un prodotto di alta qualità. Un grande passo avanti, se si considera che solo pochi anni fa , mancando i ferri da maglia, tutti i capi di lana venivano eseguiti usando stecche di ombrelli!    Tutta la produzione viene importata e venduta in Italia dall’Associazione Compartir attraverso la vendita nelle mostre missionarie e della fornitura a negozi; l’Associazione ne garantisce la continuità e la piena regolarità fiscale.

Ci si rivolge inoltre anche alla Scuola di Kami dove la frequenza scolastica era ridotta a 30-40 giorni di scuola all’anno. Nell’arco di una decina di anni si è raggiunta una frequenza di 150-160 giorni. E’ una realtà insperata, che ha fatto si, che anche le famiglie si sentono oggi responsabilizzate e concorrono al mantenimento degli insegnanti anche con prodotti in natura.

Dice don Serafino “…le comunità sono molto contente di lavorare con noi e i frutti sono evidenti: praticamente si raddoppia la produzione, è il meccanismo è semplice: diamo alle comunità interessate la semente di patate e il concime con l’assistenza di tre tecnici e loro restituiscono la metà del raccolto che serve per ricomprare semente selezionata per le comunità che vogliono lavorare col progetto l’anno seguente. Quello che ha di buono questo sistema è l’autosostenibilità quasi completa e un forte aumento della produzione, che è la base per uno sviluppo. Questi e molti altri sono i progetti in risposta alle infinite necessità della gente e vi faccio partecipe in modo che possiate seguirci più da vicino… Vi penso e vi sento presenti, vi mando un abbraccio attraverso la preghiera, a volte serena e a volte un po’ disperata…. A nome di Kami aff. Serafino”

 

Per ulteriori informazioni, contatti e collaborazioni:

 

Don Serafino Chiesa – Salesianos Kami – Casilla 1151 – Cochabamba – Bolivia – America Latina Associazione Compartir – Parrocchia San Giovanni Bosco – Via Don Bosco, 21 – 12100 Cuneo

 

 

MISSIONE SALESIANA – A KAMI SULLE ANDE COSTRUITE UNA CENTRALE E LINEA AD ALTA TENSIONE

 

In Bolivia don Bosco porta l’energia elettrica Padre Serafino Chiesa dal 1985 porta avanti a Cochabamba progetti di scolarizzazione e lavoro Chi conosce i Salesiani sa bene che i sogni di don Bosco continuano a realizzarsi grazie alle mani e all’intraprendenza dei suoi figli. Del resto, come ha detto papa Francesco a Valdocco, lo scorso 21 giugno durante la sua visita a Torino, il salesiano è un «uomo  concreto: vede il problema, ci pensa e lo prende in mano». Così è padre Serafino Chiesa, cuneese di Santo Stefano Roero, dal 1985 missionario in Bolivia a Kami sulle Ande nel dipartimento di Cochabamba: aveva 35 anni, sacerdote da sette, quando i suoi superiori gli chiedono di lasciare Torino per sostituire per qualche anno un confratello che doveva tornare in Italia. Invece è là da 31 anni e ha realizzato uno dei sogni che piacerebbero tanto al suo fondatore: costruire una centrale idroelettrica e una linea ad alta tensione ad oltre 4 mila metri di altitudine sulle Ande boliviane per fornire energia alla missione. «Ma soprattutto – come ci ha spiegato – per creare una fonte di reddito per la missione e per la gente che ci vive in modo da rendere la comunità autonoma e autosufficiente». E così è stato: in 15 anni il sogno di padre Serafino – figlio di una famiglia numerosa di contadini con nessuna conoscenza tecnica nel campo dell’energia elettrica – si è realizzato e, sulle ceneri di una vecchia centrale abbandonata oggi è in funzione una nuova centrale idroelettrica che produce due mega di energia e potrebbe arrivare a sei. Abbiamo incontrato padre Serafino qualche settimana fa, durante una pausa in Italia, all’Istituto Agnelli, dove è stato responsabile dell’oratorio: di qui è partito nel 1985 e in parrocchia ha ancora molti amici che hanno dato vita ad un gruppo missionario che per primo ha sostenuto l’incredibile impresa della centrale. Un progetto che negli anni, grazie a una fitta rete di solidarietà, ha coinvolto aziende che hanno fornito gratuitamente i materiali e decine di tecnici volontari che insieme agli indigeni hanno tirato su tralicci e cavi a 4 mila metri. «Quando sono sbarcato a Kami, una missione di oltre mille km quadrati sulle Ande con 20 mila anime sparpagliate in 106 comunità, in prevalenza di minatori e contadini, c’era moltissimo da fare: i primi salesiani sono arrivati nel 1977 con l’idea di far camminare con le proprie gambe la gente che viveva allo stremo, con un’economia al limite della sussistenza e con aspettative di vita bassissime». Ed ecco l’idea di padre Serafino: rimettere in moto la centrale per raggiungere l’obiettivo «concreto» di rendere automi e produttivi i villaggi, sganciandoli dalla logica dell’assistenzialismo degli amici dei salesiani italiani. La realizzazione della centrale – un’impresa epica considerate le difficoltà geografiche ed economiche – documenta come sia possibile il rapporto fra imprese, associazioni no profit e istituzioni, a sostegno di un progetto di imprenditoria sociale al servizio del bene comune. «Tutto è stato possibile – dice padre Serafino perché nella mia gente è centrale la comunità: c’è un verbo che dice bene questo modo di guardare alla vita, ‘compartir’, condividere. Ecco da noi tutto si condivide: la terrà che si lavora è di tutti, la miniera pure. E la centrale è stata una grande opera di condivisione nel costruirla ed ora nel gestirla».  E attorno al progetto della centrale in 31 anni i salesiani hanno costruito strade, una scuola con 3500 alunni, un collegio, centri di formazione professionale agricoli con stalle e allevamenti di trote, laboratori, un piccolo ospedale. «Grazie all’aiuto di tanti amici abbiamo realizzato il nostro sogno che, al di là della centrale, era dare alla nostra gente una prospettiva di vita perché come dice papa Francesco ‘non portare il pane a casa vuol dire non avere dignità’».  In questi giorni anche a Kami si è celebrata la festa di Maria Ausiliatrice in un clima, quello andino che mischia la devozione alla Madre di Dio con i riti indigeni. «Per la nostra gente è importante che noi preti viviamo insieme a loro, condividendo gioie e dolori: per loro Dio si incarna nella nostra presenza; le figure dei santi passano attraverso noi religiosi, don Bosco per chi vive a Kami siamo noi salesiani. In questo senso cerchiamo di ‘puzzare’ come le nostre pecore…». Marina LOMUNNO • Per saperne di più sulla missione di padre Serafino Chiesa in Bolivia e per sostenere il progetto di sviluppo della centrale c’è un sito www. missionekami.it (la mail di padre Chiesa è serafino@sdb.bo); sulla storia della centrale idroelettrica è stato recentemente pubblicato «Missione a 70 mila volt», un  documentario di Stefano Cavallotto per Settembre film (informazioni: http://www.settembrefilm.itsettembrefilm@gmail.com).

Buona settimana!

Con che diritto riducete gli Indiani a questa orribile e crudele sciavitù? Non sono forse uomini anche loro? (Bartolomeo De La Casas)

Torino, 5 dicembre 2017

Carissimi,

domenica scorsa la Compagnia del Nostro Teatro di Sinio dopo parecchi anni ha nuovamente recitato “La fiera di San Martino” a Santo Stefano Roero dove era parroco don Molino, ex Missionario in Africa, ne ero amico, non ci siamo frequentati ma ogni volta che ci vedevamo, ci salutavamo velocemente come se ci fossimo appena lasciati. Vent’anni fa avevo anche scattato alcune foto per il Comune quando era sindaco il dott. Gallo. Con l’attuale Sindaco Renato Maiolo sono sempre stato un amico/conoscente, gli ho anche scattato delle foto: nel mio archivio ne ho parecchie del Paese che avevo dato a don Molino.

Lo spettacolo di Oscar è molto significativo, termina con il per-dono: cosa diceva negli ultimi tempi mia mamma: perdonare sempre, dialogare. E’ questo che ci manca, di fare il primo passo.

Il link del Concerto della Chiesa di San Rocco a Torino, e poi le date degli spettacoli con Fabio Tarditi, con Oscar Barile, gli incontri Arvangia, la scheda dello spettacolo attuale e un articolo del ex Preside Donato Bosca.

il link

https://www.youtube.com/watch?v=wdhwNYmnofA

 

… e poi

 

7 dicembre Cherasco, “Mia moglie è uno squillo” con Fabio

9 febbraio 2018 Narzole “Mia moglie è uno squillo” con Fabio

 

3 marzo 2018 Arvangia a Canale, 10 marzo a Ricca d’Alba, il 23 marzo a Canale e il 29 settembre a Castagnole Lanzo.

 

La compagnia del Nostro Teatro di Sinio sarà a:

 

Sabato 09.12 – Monastero Bormida – Carvé

Sabato 16.12 – Bra – Teatro del Poi – Carvé

Domenica 17.12 – ore 15.30 – Sinio – Pim pom pam e 150,ruse për gnente con brindisi e auguri di buone feste

Sabato 03.02.2018 – Monforte d’Alba Strì

Sabato 10.02.2018 – Caraglio Strì

Sabato 03.03.2018 – Alba – Teatro Sociale

(in prima assoluta) Tote Vigiòte

Venerdì 16.03.2018 – Canale – Tòte Vigiòte

Domenica 18.03.2018 – Cuneo – Teatro Toselli – Strì

Venerdì 23.03.2018 –Millesimo Teatro Lux -Tòte Vigiòte

Venerdì 06.04.2018 – Bollengo (To) – Gin e Gena

Sabato 07.04.2018 – Monticello d’Alba – Tòte Vigiòte

Venerdì 13.04.2018 – Narzole – Tòte Vigiòte

Sabato 05.05.2018 – Savigliano Teatro Milanollo – Strì

 

Associazione Nostro Teatro di Sinio

via Regina Margherita 6

tel 0173.613420/263990 – fax 0173.2638237 http://www.prolocosinio.it

 

 

La Compagnia del Nostro Teatro di Sinio Presenta:

La Fiera di San Martino

 

Commedia piemontese in due atti di Oscar Barile liberamente ispirati dal romanzo omonimo di Andrea Monchiero con

 

Gina – Marilena Biestro

Andrea – Gabriele Tarable

Gina Giovane – Margherita Barile

Pino – Emanuele Coraglia

Gioanin – Oscar Barile

Maria – Graziella Grasso

Monsù Sòrba – Enzo Capra

Cia – Loredana Siciliano

Minot – Claudio Losinno

Ròch – Marco Giochino

Jetina – Franca Marchisio

Il Maresciallo – Paolo Tibaldi

Il Parroco – Oscar Barile

 

Musiche e canti a cura dei “Canalensis Brando” di Canale

 

Allestimento e scenografia a cura della Compagnia

 

Collaboratori tecnici: Enrico Bergonzoli e Stefania Albanese

 

Costumi: Sartoria della compagnia

 

La vicenda umana di Gina, la vera protagonista, del suo grande amore per il marito Pino e delle sue vicissitudini, diventa lo strumento per rappresentare la civiltà contadina della tradizione nei suoi valori (l’etica del lavoro, i temi cristiani della rassegnazione e del perdono) e nella sua quotidianità. E’ la storia di un viaggio: un ragazzo accompagna la nonna in un cammino a piedi, non facile per lei, sia per l’età avanzata della donna e la lunga strada da percorrere, ma anche e soprattutto per il grande passo che, al termine di quel viaggio, le verrà chiesto di compiere. E la nonna, quasi come una liberazione, racconta e fa scoprire al ragazzo la storia della sua famiglia, una storia di povertà e di miseria, ma anche di amore autentico, di dedizione alla famiglia e di grande fede in Dio, nei suoi tempi che non sono i nostri, nella sua giustizia intrisa di misericordia. Musiche e canti della tradizione roerina ma contribuiscono a calare la commedia nell’ambiente e nel tempo in cui la vicenda è ambientata.

 

Donato Bosca, scrittore e recuperante di memorie.

viale Cherasca, 39, 12951 ALBA, tel. 0173-35946-3381761673

mail donatobosca@hotmail.com

 

Cari amici della cultura diffusa “Cosa aspettate a diventare arvangisti?” Con i due numeri annuali della rivista  Langhe, il libro strenna, i concorsi ed i progetti ai quali partecipiamo, le collaborazioni con le università della terza età, i corsi che stiamo preparando, le visite guidate, i premi destinati ai libri e agli autori che hanno lunghe radici nella storia millenaria del nostro territorio, stiamo lavorando per salvaguardare la tradizione, trasformandola in una risorsa importante.

I due pdf che alleghiamo vi forniranno informazioni sicuramente interessanti e inviti per il prossimo rendez-vous a Gallo Grinzane mercoledì 6 dicembre, ore 20,30, presso il Circolo Acli.

Vi aspettiamo numerosi e vi ricordiamo che per diventare soci arvangia e abbonati a Langhe si può effettuare un bonifico bancario  o postale di adesione al nostro programma di promozione culturale  a partire da dieci euro. Il c.c.postale ha il seguente numero 10038123

mentre il c.c.b. ha il codice iban IT49N0311146430000000001186

intrattenuto presso la filiale di Mango della   Ubi Banca. Entrambi i conti sono intestati all’Associazione Arvangia.

Si prega di confermare il bonifico indicando con una mail a info@arvangia.it a quale indirizzo devono essere inviate le pubblicazioni omaggio e le copie della rivista Langhe

Buona giornata!

Impara ad amare ciò che desideri, ma anche ciò che gli assomiglia. (Stefano Benni)

Alle ore 16,30 del 3 dicembre 2017 nella Chiesa di San Bernardino a Santo Stefano Roero la Compagnia teatrale di Oscar Barile “Compagnia Nostro Teatro di Sinio propone “La Fiera di San Martino”, Storia di un tartufaio del Roero, tratta dall’omonimo romanzo di Andrea Monchiero: Una rappresentazione che è uno spaccato storico e sociale di un territorio vocato al lavoro in periodi di miseria; una storia romantica, con alcuni colpi di scena e una tenerezza inenarrabile.

 

Gli spettacoli di “Nostro Teatro di Sinio” sono per il cambiamento su questi fronti: ci vivo da sempre, l’eredità che ho avuto l’ho spesa per questo scopo. Vivo con i risparmi che ho risparmiato negli anni che lavoravo alla Ldc che magari mi aiutavano andare in viaggio e nello stesso tempo mi pagavano i miei. Quindi i miei eredi, non avendoli diretti saranno di chi ne avrà bisogno o che non solo mi sarà vicino ma che mi è stato vicino in questi anni e a che avrà difficoltà di farsi un “progetto di vita dignitoso”.

 

L’Agriturismo del Borgo cambia ragione sociale, completamente ristrutturato:

 

Sorsi e Morsi AgriOsteria

Località Canton Sandri, 23, 12040 Sandri CN

335 446 530

 

https://goo.gl/maps/B1Fu6ZRSmYo

 

 

 

Torino, 2 dicembre 2017

 

Carissimi,

 

due notizie, teatro Santo Stefano Belbo e poi un aiuto al Centro Sereno Regis: due situazioni che vivo. Nel mondo che cambia ed in meglio, ricordare il passato, ci fa capire che forse abbiamo perso delle opportunità. Per esempio è notizia di oggi che entro il 2023 la metropolitana arriverà fino a Cascine Vica. Agli inizi degli anni novanta i miei direttori Salesiani durante le conferenze predicevano un mondo interconnesso in cui comunicavano seduta stante e loro, in quel caso la Ldc, sarebbe stata da tramite tra chi lavorava e chi (i sacerdoti, laici) veniva comprare facilmente perché vicino all’autostrada. Ascoltavo silenziosamente, i miei colleghi non capivano. Era una profezia.

I tempi cambiano, però nel presente in peggio perché alcuni hanno perso il lavoro, il sottoscritto ha cercato altrove per eseguire le proposte che feci ai Salesiani: la digitalizzazione dell’intero archivio digitale. Dopo oltre vent’anni il direttore è morto, alcuni redattori hanno altri incarichi, la maggioranza dei dipendenti in pensione e la “Elle Di Ci” come edificio non è più a Cascine Vica e l’Archivio è ancora tutto da digitalizzare o quasi.  Si è trasferita in piazza Massaua e con i tempi che cambiano non è più necessario avere una sede fissa: saranno istituiti dei punti d’incontro dove sarà facile incontrarsi e scambiarsi opinioni ed impressioni in un paese dove le case saranno tutte ecologiche e consumeranno meno (anche su questo c’era chi profetizzava), le auto saranno elettriche. E nel presente “bisogna lavorare su questo” e se non si è in grado aiutare e “spingere” coloro che ci credono. Anche su questo saranno i “poveri che cambieranno la storia” perché non hanno nulla da perdere. I “grandi” decideranno in questo modo ma lo faranno “prendendoci alla gola”: essere costretti a ristrutturare le case, se non hai i soldi vendi, se non metti il fotovoltaico pagherai sempre più tasse, ti dice il “sistema”; i “grandi” compreranno le case, le faranno come dovranno essere e poi il “business” di vendere ed è qui che ci sarà la crescita che se non è “onesta e collettiva per il territorio e la sua gente” sarà un boomerang.

E infatti la Ldc come edificio non esiste più a Cascine Vica ed i gli allora protagonisti pure. E questo vale per tutto. Bisogna vivere con i risparmi in un’ottica di lungimiranza, informandosi, in senso critico e non dare nulla per scontato perché non c’è niente di scontato.

E tante altre iniziative, i Salesiani hanno aperto una libreria/articoli/religiosi con bar a Valdocco.

L’Ufficio Migranti in centro a Porta Palazzo.

Il mio Ciabot è un punto d’incontro,  a Neviglie ed altri luoghi i salotti Culturali.

Il Centro Sereno Regis a Torino, è morto circa un anno fa Nanni Salio che ho conosciuto: coerente ha dato la vita per la pace. E’ in difficoltà ma c’è un gruppo che ci stà lavorando.