Chiesa Sant’Andrea: a Elio Mosso

I nostri padri che la nostra vera felicità e il nostro benessere consistevano in un uso appropriato delle nostre mani e piedi. (M.K.Gandhy)

 

 

Torino, 20 giugno 2017

 

Carissimi,

 

sono due anni che è morto Elio Mosso. Con Papa Francesco e la “ventata” di cose positive che accadono soprattutto nel nostro ci fanno sorridere. Ne parlavo molto con Elio, non pensavamo mai più che don Mazzolari, don Milani sarebbero stati riconosciuti. Così va il mondo, bisogna seminare, qualcun altro raccoglierà.

 

Venerdi 23 giugno 2017 nel laboratorio di Elio metteranno una targa con il suo nome all’entrata alle 17.45 e domenica 2 luglio 2017  ci sará messa in suo ricordo alla Chiesa di Sant’Andrea.

 

Aggiungo il mio “archivio-impegno fotografico”.

 

Chiesa di San Andrea

 

 

1987/1990:  Adozione a distanza in Brasile a Teofilo Otoni, incontri con Rosemary Link, con don Giovanni Lisa, Battesimo di Federico Lano, Domenica delle Palme, Incontro con Ermes Segatti, Estate, Festa di Sant’Andrea con spettacolo su Silvano e Fredo,  tra gli altri Gigi Eusebi, Renzo Zanello, Tonito Castro, Natale, Marilena Gusella, Fredo Olivero, Tre giorni di Volontariato con Isa Albalustro,

 

1991: incontro con Suor Zoè. presepio,

 

1992: incontro con Padre Miguel Ramero,

 

1995: Tre giorni del Volontariato, Presepio vivente,

 

1996: Riunione Comitato Brasile

Incontro Gruppo Brasile (11/09/96)

 

1997: Dieci anni di Adozione a distanza

 

1999: Adozione a distanza in Brasile, incontro con mons. Fiandino, con don Toni Revelli, Messa festiva, Incontro con don Fredo Olivero, Zingari in via Artom, Don Fredo Olivero,

 

2000: Festa dedicata a Carmelo Nicoletta

 

2002: 17 febbraio battesimo, preghiera di Pasqua, Veglia e battesimo, Domenica delle Palme, 21 novembre festa ed incontro, Festa di Sant’Andrea (messa e teatro), incontri vari,

 

2003: Gruppo biblico in famiglia, Messa festiva, 17 aprile Battesimo,

Prima Comunione di Miriam, etc. Messa festiva, 11 maggio Prima Comunione, 18 maggio Prima Comunione, Festa di Natale, settembre Tre giorni del Volontariato,

 

2004: Il saluto di don Silvano Bosa, Libro collettivo della comunità a don Silvano, Festa dei 30 anni di attività, Natale, Mostre dei presepi portatili, Famiglia Cordovez e Delcorso,

 

2005: 24 marzo Prima Comunione, Natale e Pasqua di Pace Italia Iraq, Cena del gruppo della Chiesa di S. Andrea a Torino il 28 giugno a casa di Sandro e Grazia Mirto a Borgaretto, 5 novembre cena del Gruppo Palestina con don Fredo Olivero e don Silvano Bosa nella Parrocchia di San Giulio d’Orta in via Cadore a Torino, Festa di Sant’Andrea, 19 dicembre Cena natalizia da Marina e Battista del gruppo Biblico,  29 dicembre  Pranzo in occasione del Compleanno di don Silvano Bosa alla Parrocchia San Giulio d’Orta,

 

2006: Serena Cordovez, Compleanno di Giovanna Pittavino, 19 maggio Gli Alisei, Natale,

la Chiesa, Cartelli della pace sul reticolato, mostra sul Basurero del Mais,

 

2007: Serena Cordovez, Festa di Sant’Andrea teatro con testo su Robin hood, Anniversario di Franco e Flora, Natale,

 

2008: 20 anni di Adozione Internazionale a distanza con la capoeira, Festa 8 marzo Donne a Mirafiori, Primo maggio pranzo amici di Sant’Andrea, ottobre 50’ compleanno di Giorgio Cordovez,

 

2009: Festa delle Donne in quartiere, incontro con Giancarlo Caselli, con don Luigi Ciotti con l’intervista fatta da Andrea Delcorso, incontro con don Silvano a San Giulio d’Orta, 50’ compleanno di Massimo Delcorso, Viaggio con Carmelo e l’Associazione Alaga  e riflessioni di don Valentino su Rosarno, Viaggio in Marocco con Rashid,

 

2010: 25 novembre incontro con don Fredo, Festa della Comunità, Presepio, Preghiera con l’Operazione Mato Grosso, (video)

 

2011: Incontro con Graciela, Festa della Comunità, a casa dalla famiglia Cordovez,

 

2012: incontro con Antonio Lombardi, Festa della Comunità, incontro con don Fredo Olivero,

 

2014: Incontro con don Ermes Segatti e don Toni Revelli

 

2015: Messa liturgica del 4 gennaio, 12 ottobre con Padre Julius  e del progetto delle donne indiane,

 

2016: 14 febbraio, incontro con Sergio Durando

 

2017: 11 marzo ricordo di don Toni Revelli, 12 marzo Messa celebrata da don Claudio, Ospitalità Eucaristica con il Pastore Paschetto,

 

 

Insieme a Elio Mosso

 

MAGHREB progetto

 

2009: 14 maggio

2010: 13 maggio (video) e 13 ottobre

2011: 19 marzo

 

2005: Famiglie di Beniamino, Elio, Maurizio

Video interculturale di Elio

 

2006: 1 giugno cena da Elio, 24 giugno 50 anni di Elio

 

2007: 25 giugno al Ciabot, 23 giugno Prà d Mille, 13 ottobre al Ciabot,

Caso Riggin e il parroco, Verso la libertà, Concilio dal basso

 

2008: 20 gennaio a None, 22 giugno al Ciabot, 21 febbraio resoconto incontro, incontri: dicembre, 13 giugno, 12 gennaio; revisione di vita, incontri 2008, 27 gennaio in via Germanasca

Comunicazione messa 14 novembre, Messa in latino di don Mazzi. Per un’etica condivisa

Preghiera Bonhoffer, gennaio  Resoconto Sconfinati, Revisione autunno 2008, ottobre incontri di revisione di vita, Riunione per revisione sconfinati, comunicazione del sito,

 

2009: 18 gennaio da don Silvano Bosa, 29 marzo a Pinerolo, 21 giugno 2009 a Candiolo, 16 17 gennaio Sconfinati Revisionati, auguri natalizi e incontro 24 gennaio, 19 aprile 2009 messa da Fredo, auguri da Carlo e Gabriella, Gruppo revisione di vita,

Riflessione di Mario Menin, riunione 15 febbraio 2009,

 

2010: 1 giugno al Ciabot, 13 giugno a   Candiolo, Auguri S-confinati Pasqua 2010, 23 maggio da don Silvano, 13 giugno 2010 Salutare e salvifico Candiolo, settembre 2010 Ricordo mamma di Michi, S-confinati Programma 2010_11

 

2011: 20 febbraio don Toni Revelli, 20 marzo don Silvano Bosa, 19 giugno 2011 al Ciabot, Acqua: bene comune o business?

Emanuele Fantini, Intervento Daniele 12 marzo 2011, 17 aprile Messa a Piossasco, 29 maggio date incontri,

 

2012: Aprile gita di gruppo a Vercelli, settembre Appuntamenti, settembre Laboratorio Immagine,

Comunità di don Toni Revelli,

 

2013: 12 gennaio gita ad Alba, 12 maggio a San Biagio, 12 agosto Mondovì, Grazia Gonella,

 

2014: Estate 2014 Genova San Michele

 

2015: 27 settembre Elio Mosso messa, Proiezione del film “Allego ma non troppo” al Parco Colonnetti a Torino in ricordo di Elio, Michi a cena da Matilde Chareu,

 

2017: 11 marzo, ricordo di don Toni, tra gli altri don Ermes Segatti, Armando Pomatto; 12 marzo

Messa celebrata da don Claudio, 14 maggio Ospitalità Eucaristica,

 

 

Ricordo di don Toni Revelli

 

1987 – 2002: Chiesa di Sant’Andrea

1988 – 2000: Comunità  Ragnatela

2004 – 2014: Incontri

2007: al primo maggio a Torino

2017 – un ricordo di don Toni video dal Nicaragua,

 

 

 

Il mio impegno nella Chiesa di San Andrea

 

 

“Il popolo che cammina nelle tenebre

vide una grande luce

su coloro che abitavano in terra tenebrosa

una luce rifulse”    (Isaia)

 

 

Torino, 27 settembre 1997

 

Nel 1997 la Comunità di sant’Andrea ha festeggiato i dieci anni dell’Adozione a distanza con la venuta di suor Zoè. Nell’occasione è stato stampato un opuscolo con alcune mie fotografie.

Era un anno che era morta mia sorella, mia mamma aveva un minimo di broncopolmonite. L’ho lasciata a casa da sola per un’ora per andare a portare la mia testimonianza a Sant’Andrea dove don Silvano è stato contento

 

Nei primi volantini io sono stato uno dei referenti del Gruppo Brasile di sant’Andrea.

 

27 – 27 – 28 Settembre 1997 Seminario su:

 

Adozione internazionale a distanza per lasciare ad ogni popolo i suoi figli 10 anni…di esperienza

 

Venerdi 26 settembre ore 20,45

 

–          10 anni di attività: la nostra storia

–          Suor Zoè: vittorie, sconfitte e speranze di questo progetto

–          Graziana Calcagno (procuratore capo del Tribunale dei minori di Torino): Tutela e adozione dei minori in Italia.

 

 

Sabato 27 settembre ore 14,45

 

–          Carlo Daghino: Sfruttamento minorile

–          Alberto Tridente: Situazione socio-economica Brasiliana e non solo.

 

Sabato 27 settembre ore 19,00

 

Cena brasiliana preparata dalla Cooperativa guarany (è bene prenotarsi)

 

Ore 21.00 Spettacolo con danze e ritmi latinoamericani.

 

Ingresso libero.

 

Musica e danze brasiliane

 

 

Domenica 28 settembre ore 9,00

 

–          Scambio di esperienze di progetti da parte dei gruppi operanti in Brasile.

–          Seguirà Celebrazione eucaristica.

 

 

Natale 2005

 

“Io ho un nuovo amico, un sacerdote cattolico caldeo iracheno”

 

La Comunità di Sant’Andrea e l’Ufficio Pastorale Migranti dell’Arcidiocesi di Torino insieme per un progetto di sostegno ai sacerdoti ed alle comunità cristiane irachene.

In questa iniziativa ne sono stato coinvolto, come fotografo, referenti sono stati don Fredo Olivero e Luigia Storti. Erano le prime difficoltà in Medio Oriente dove stavano iniziando ad uccidere i “cristiani” la Chiesa Copta”, dopo oltre dieci anni la guerra rimane all’ordine del giorno.

Era appena morta mia mamma, l’Ufficio Migranti mi ha molto preso nella vita: duplicato oltre mille video e scannerizzato centomila immagini.

 

Natale e Pasqua di Pace: Italia – Iraq

 

Disegni che vanno…Disegni che vengono…

 

La Comunità di Sant’Andrea già nel 2004 ha fattivamente dimostrato il suo interesse nei confronti del progetto di sostegno di alcuni sacerdoti cattolici caldei iracheni e delle loro comunità. Un sostegno rinnovato per il 2005 che conferma il legame tra le due comunità.

 

Sostenere un sacerdote iracheno vuol dire aiutare lui e la sua comunità a superare un momento che tutti sappiamo difficile, e preservare, nella sua terra di origine, una delle più antiche comunità cristiane del mondo.

 

I disegni e le fotografie sono la concreta realizzazione del progetto che ha visto come protagonisti bambini di Torino e provincia e bambini di Baghdad.

 

I disegni e gli auguri di Natale realizzati dai bambini di quattro scuole ed un’associazione di Torino e Rivoli sono stati distribuiti ai bambini di tre parrocchie cattoliche caldee di Baghdad che, a loro volta, hanno inviato i loro disegni ed i loro auguri per Pasqua.

 

Le foto testimoniano il ricevimento dei disegni da parte dei bambini di Baghdad.

 

Un grazie a tutti i bambini che hanno partecipato ed un arrivederci al prossimo Natale…

 

Padre Salah Khaddour è nato nel 1957 e nel giugno del 1997 è stato ordinato sacerdote ed assegnato alla Chiesa di Mariam Al Tahira, nel quartiere di Camp Al Gailani, nella parte orientale di Baghdad.

 

Camp al Gailani è un quartiere povero e popoloso dove vivono circa 70 famiglie che fanno capo alla chiesa cattolica caldea.

Quasi tutti i componenti di queste famiglie sono operai ma molti di loro non hanno più lavoro e vivono in baracche poveramente arredate fatte di mura di argilla e tetti di legno e lamiera.

 

La Chiesa di Mariam al Tahira è punto di riferimento per queste famiglie che vi trovano conforto spirituale ma anche aiuto in cibo e vestiario.

 

Ufficio Pastorale Migranti

Arcidiocesi di Torino

Via Ceresole, 42

10155 Torino

http://www.migranti.torino.it

Voce: Iraq ed Internazionale

Per informazioni: f.olivero@diocesi.torino.it

Tel. 011.24.62.443

 

Per donazioni:

 

I contributi si possono inviare direttamente alla Chiesa di S.Andrea, Via Torrazza Piemonte n. 25 – 10127 Torino – Gruppo Brasile Onlus Tel. 011.6053672

 

o mediante vaglia postale indicando l’agenzia 48 di Torino in via O.Vigliani n. 144  con la causale:    adozione internazionale,

 

o mediante conto corrente postale n. 63123913

 

o mediante versamento sul conto corrente n. 100000061032  San Paolo Imi spa  CAB 01019 – ABI 01025  ag. 19 in via O.Vigliani, 145/b con la causale: adozione internazionale, avendo cura di far trasmettere il proprio indirizzo completo sulla ricevuta di versamento.

 

Martedi 25 aprile 2007  al Ciabot Prachiors

 

E poi una notizia “tra amici” per una revisione di vita di un gruppo (S.Andrea) che faccio parte per chi  ha tempo e voglia….trovarsi una giornata in campagna al “Ciabot di Mamma Rita” nel Roero. Vi aggiungo il programma…se qualcuno si trova vicino… può aggiungersi anche solo all’Eucarestia…

 

PROPOSTA GIORNATA

 

ore 9 partenza da S.Andrea da Torino

ore 10 caffè nel Roero

ore 10,30 – 12,30 Confronto per individuare la situazione per farne poi  oggetto di revisione

ore 13 Pranzo comunitario

ore 16 messa in condivisione delle nostre esperienze e celebrazione Eucarestica con Don Silvano ore 18 partenza per Torino

 

E poi la notizia…dopo Pasqua il 10 aprile parto per il Brasile, esattamente a Teofilo Otoni nella associazione cooperativistica produttiva con don Giovanni Lisa.

Vi scriverò il diario di viaggio…da un’esperienza una proposta per un futuro possibile….

 

Un caro saluto anche alle vostre famiglie.

 

Grazie e alla prossima. Ciao Daniele

 

Torino, 25 aprile 2007

 

Carissimi,

 

io, vi aspetterò sul luogo con una fetta di salame ed un caffè.  Non sarà troppo pulito come le vostre case perchè la mia badante non è più venuta. Doveva venire oggi ma non può, e poi per l’autunno o all’inizio primavera è prossimo un cantiere. Spero di darvi l’ospitalità che vi meritate. Vi aggiungo l’itinerario, e il programma della giornata, se non piove e non ci sono terremoti con  danni, non ci dovrebbero essere deviazioni.

 

Note logistiche:

 

Per arrivarci in auto: prendere la strada per Carmagnola, alla rotonda grossa di Carmagnola girare per Alba, al bivio per Bra girare a sinistra, per Ceresole d’Alba, al Bivio per Alba girare a sinistra per Monteu Roero; dopo Monteu Roero, una serie di tornanti e si arriva ad un distributore Ies, girare a destra nella strada dopo il distributore per SAnna e Canton di Sandri, dopo circa 300 metri sulla sinistra potrete vedere il Ciabot: una piccola casa prefabbricata…. (telefono 338.34.81.187).

 

Per arrivarci in bus: linea Torino/Alba, scendere a Canale nella prima piazza, girare nella strada per Monteu Roero a destra, dopo 3 chilometri sulla sinistra potete trovare un distributore Ies, girare nella strada prima per S.Anna Canton di Sandri, dopo circa 300 metri sulla sinistra potrete vedere il Ciabot: una piccola casa prefabbricata…. (telefono 338.34.81.187).

 

 

ore 10,15 ritrovo davanti edicola via Vigliani 156 , ci contiamo per risparmiare con le macchine, partenza per Monteu ore 10,30

ore 11,15 accoglienza con caffè e salame.

ore 11,30 inizio preghiera in comune, e comunicazioni/proposte

ore 13 pranzo come al solito

 

Iniziando durante il pranzo proiezione a ciclo continuo delle mie mostre, del Vietnam e del Sahara.

Presentazione del mio progetto che vi avevo inviato a Natale.

 

Dopo potrete fare una passeggiata nelle caratteristiche rocche, nei boschi di S.Anna, tra i vigneti di Negro con una, eventuale, degustazione presso la sua famiglia. Ammirare le immense colline di Negro davanti a casa mia durante una riflessione dialogata tra noi.

 

 

Incontro con il gruppo di Sant’Andrea (Elio Mosso) il 23 giugno 2007

 

Dodici anni di presenza a Pra ‘d Mill il monastero ha trovato una stabilità di vita:  “Ora et labora” in vita fraterna, bella, semplice e gioiosa, ma anche ancora molto da convertire, e con quella apertura agli ospiti, che nei fine settimana sono sempre molto numerosi, che si cerca di mantenere nella semplicità e nell’autenticità della ricerca di Dio. Non ho partecipato tutta la giornata, al mattino c’ero un incontro con una comunità immigrata.

 

Monastero Dominus Tecum

Pra ‘d Mill

12031 Bagnolo Piemonte (Cn)

Tel. 0175/392813 – fax. 0175/348800 (telefonare prima delle 21)

e-mail: pradmill@davide.it

http://www.dominustecum.it

 

CCpostale Associazione Dominus Tecum 17301128

 

 

 

 

Torino, 8 dicembre 2007

 

Oggi abbiamo festeggiato il 25’ anniversario del matrimonio di Franco e Flora, mi ricordo come fosse ieri, quando siamo partiti insieme per il Nicaragua, era appena stato assassinato il generale Dalla Chiesa. Era la prima volta che andavo in America Latina con Padre Testa e l’appoggio di don Fredo. Avevamo tanto entusiasmo che credevamo che fosse una delle ultime possibilità di cambiare il verso della storia. Ho raccolto i documenti di “quel viaggio in Nicaragua dell’82”.

 

 

Torino, 22 giugno 2008

 

Carissimi,

 

grazie per aver accettato la mia piccola, semplice ospitalità. A questo foglio allego tutti i miei dati compresi i numeri di telefono. Se mi potete, per favore, trascrivere i vostri così ci rimaniamo in contatto…..Grazie e buona permanenza al Ciabot. Confermiamo e ricordiamo a tutti l’incontro programmato per

 

Domenica 22 giugno.

Per motivi organizzativi attendo la conferma di coloro che intendono

partecipare. Per ora hanno dato l’adesione :

Bianchin Carlo e Gabriella, Bonino Renata, Lobbia Maurizio e Malù, Del

Corso Massimo e Gemma, Zambuto Gianni e Elvira, Buono Antonio e

Arianna, Menin Mario e Maria, Mosso Elio e Michi, Dal Bon Daniele)

 

PROGRAMMA

 

ore 9,30 ritrovo in via Vigliani 156 (Davanti alla casa di Elio)

ore 9,45 partenza per Monteu Roero al Ciabot di Daniele

ore 10,30 accoglienza al Ciabot con caffè  e salame

ore 11 introduzione alla giornata con eventuali comunicazioni

ore 11,15- 12,30 presentazione del sito S-confinati e istruzioni sull’uso (Intervento con premessa di Massimo, spiegazione di  Maurizio  e Gianni)

ore 12,30- 14,30 PRANZO (come sempre ognuno porta per se pensando agli altri, Il Ciabot offre acqua, un pò di vino, caffè) PENSIAMO anche  all’AMBIENTE: riduciamo piatti e bicchieri di plastica e cerchiamo di consumare prodotti a basso Kilometraggio)

 

ore 14,30 -16,30  scambio di esperienze e riflessioni in piccoli gruppi

su SOBRIETA’ e STILI di VITA

ore 16,30- 17 pausa

ore 17 conclusioni con socializzazione, critiche e proposte

ore 17,30 preghiera finale

ore 18 RIENTRO

 

 

1 giugno 2010

 

Elio, Massimo, Antonio, Mario e famiglie al Ciabot

 

ieri abbiamo trascorso una bellissima giornata di amicizia e condivisione con tutti gli amici. Ti ringraziamo ancora tantissimo anche per il calore della tua ospitalità. Buona giornata! Ciao

Gemma e Massimo

 

Grazie della giornata anche se ho di nuovo la febbre. Elio

 

Grazie della tua ospitalità; abbiamo trascorso una giornata bellissima.Grazie! Mario Menin

 

Carissimi,

 

è stata una bella giornata domenica 22 giugno al Ciabot di Mamma Rita con il gruppo degli “Sconfinati” ex Sant’Andrea http://www.sconfinati.it , non eravamo moltissimi ma neanche pochi: circa una ventina.

Siamo partiti da casa di Elio Mosso, puntuali come sempre, a Torino in via Onorato Vigliani, 156. Siamo arrivati a Monteu Roero nel Roero, paese delle Rocche verso le 11.

Un caffe, pane e salame e poi dopo che Elio ha introdotto la giornata, Massimo Del Corso, uno di noi, ha presentato internet, il web in generale rivolto al nostro sito in costruzione e l’ha poi presentato Gianni Zambuto. Due esperti del web. Massimo webmaster e capo progetto del CSI, Regione Piemonte, mi ha insegnato, i primi passi, quando non sapevo neanche cosa voleva dire www o taglia e incolla, o file…parole che vent’anni fa erano arabe senza offesa per gli arabi, loro possono dire altrettanto di noi. Come diceva mia mamma durante la guerra: noi abbiamo i nemici ma per loro siamo noi i nemici.  Per capire, bisogna sempre mettersi dall’altra parte. Ma andiamo per ordine, dopo questa presentazione un pasto condiviso tra tutti, nella semplicità e nella sobrietà, ognuno mettendo a disposizione dell’altri, non bicchieri, piatti e posate di carta: in dieci minuti sono stati lavati tutti.

Nel pomeriggio un libero dibattito tra tutti i presenti, ognuno ha presentato le proprie opinioni e difficoltà per vivere una vita essenziale.

Per me è più semplice perchè non ho figli e famiglie cui mediare, però anch’io pur decidendo da solo ma posso spendere, nella gestione della vita, molto di più di quello che mi occorre. Come il Ciabot, è stata un minimo ristrutturata con mezzi di recupero, con le cose che avevo, per esempio, non ho messo neanche un cancello all’entrata.

Al termine dopo le 18 una lunga preghiera tra tutti ed una bella riflessione di Petrini: tutti materiali che verranno messi sul sito.

 

Sono quattro anni che mia mamma mi ha lasciato, questo Ciabot, è già stato utilizzato una quindicina di volte da famiglie e gruppi: piccoli e mirati, amici che mi sono vicini.

Si stà realizzando l’idea della casa (progetto che potete leggere sul sito con alcune foto).

Ieri mi è stato detto, certo che è un bel posto ma il salone dovrebbe essere almeno il doppio, la casa sopra è fabbricata, sotto in cemento. Trent’anni fa l’impresario edile aveva detto: quando siete stanchi la smontate e la fate in muratura. E poi siamo andati avanti così nella “provvisorietà”, ogni due anni verniciandola; mia mamma: ci disse: “abbiamo speso  tanti soldi per questa casa che avremmo potuto farla in muratura. Due anni fa ci ho rifatto il perlinato esterno  e un intonaco sotto il garage da amici.

Ora è di nuovo da verniciare.

Un sogno come tanti anche per dare significato alla casa, a mia mamma, a mia sorella e al mio babbo: e se si facesse in muratura per questi incontri con un piccolo appartamento per persone in difficoltà? Il gruppo degli “sconfinati” potrebbe” essere un punto di riferimento?

Volete condividere questo mio sogno?

 

Grazie. Questo messaggio viene mandato a voi e ai miei amici che mi sono vicini e sono stati in questa casa. Un abbraccio e alla prossima

Carissimi amici

 

Domenica 19 giugno ci troviamo  per concludere l’anno e incontrarci con gli amici                                                                                  della Comunità di Piossasco che abbiamo invitato per trascorrere insieme un giornata di chiacchiere, di preghiera, di  riflessioni ma anche di piacere e relax tra i vigneti delle colline  del Roeroa casa di Daniele  al Ciabot”Prachiors” di Mamma Rita.

Abbiamo pensato di proporre come argomento di riflessione il concetto di BENI COMUNI di cui l’acqua è un simbolo significato.

 

 

…proviamo a sognare un mondo senza scarichi di petrolio che uccidono la vita dei fiumi: una società in cui si costruiscono case con passione e non per speculazione, case energicamente autonome, sane da vivere e belle a vedersi.

Immaginiamo treni regionali frequenti, puliti e decenti, treni da prendere con piacere e non da sopportare con rabbia o rassegnazione per la loro inefficienza. Immaginiamo un mondo dal quale carbone e petrolio siano stati cancellati e il nucleare sia scomparso per sempre.

Un mondo in cui sia bello salutarsi e sorridersi, in cui sentirsi ben accolti. Un mondo libero dagli attacchi alla privatizzazione dei beni comuni, dove la prevenzione dei conflitti sia normale come la prevenzione antincendio.

Sono solo sogni? No! Sono tutte cose concrete, anzi, spesso già realizzate in alcuni luoghi o pronte da realizzare….

 

 

Carissimi amici

 

Domenica 19 giugno 2011 ci troviamo per concludere l’anno e incontrarci con gli amici della Comunità di Piossasco che abbiamo invitato per trascorrere insieme un giornata di chiacchiere, di preghiera, di  riflessioni ma anche di piacere e relax tra i vigneti delle colline  del Roeroa casa di Daniele  al Ciabot”Prachiors” di Mamma Rita.

Abbiamo pensato di proporre come argomento di riflessione il concetto di BENI COMUNI di cui l’acqua è un simbolo significato.

Se  vi è possibile leggete il documento allegato “Manifesto per una vita conviviale” , “L’acqua  un bene per tutti o un bussiness” e una lettera di Don Milani del 1955.

 

…proviamo a sognare un mondo senza scarichi di petrolio che uccidono la vita dei fiumi: una società in cui si costruiscono case con passione e non per speculazione, case energicamente autonome, sane da vivere e belle a vedersi.

Immaginiamo treni regionali frequenti, puliti e decenti, treni da prendere con piacere e non da sopportare con rabbia o rassegnazione per la loro inefficienza. Immaginiamo un mondo dal quale carbone e petrolio siano stati cancellati e il nucleare sia scomparso per sempre.

Un mondo in cui sia bello salutarsi e sorridersi, in cui sentirsi ben accolti. Un mondo libero dagli attacchi alla privatizzazione dei beni comuni, dove la prevenzione dei conflitti sia normale come la prevenzione antincendio.

Sono solo sogni? No! Sono tutte cose concrete, anzi, spesso già realizzate in alcuni luoghi o pronte da realizzare….

 

 

PROGRAMMA

 

ore 9,30 ritrovo e partenza da Torino in via Vigliani 156 davanti all’edicola

 

ore 10,30 accoglienza  e ristoro con caffè e chiacchiere Gabriella prepara un dolce e un antipasto , io porto 2 bottiglie di vino

 

ore 11 celebrazione della Parola e riflessioni in comune condividendo pane e acqua

 

ore 12,30 pranzo (Maurizio prepara per tutti un primo, Elio e Michi pensano ai formaggi delle Langhe e al salame,Gabriella prepara un dolce e un antipasto , Carlo  2 bottiglie di vino, Daniele tovaglioli, posate, piatti bicchieri, pane e grissini, caffè, per il resto ognuno porti qualcosa che condivideremo. Se per favore date una conferma possiamo calcolare in modo approssimativo le quantità)

 

ore 14-16,30 confronto con Comunità di Piossasco

-Introduzione di Cesare per scambiarci opinioni  sui temi proposti nell’ultimo  incontro delle comunità di base -idee e proposte per il cammino da fare per il prossimo anno.

 

ore 17 saluti

 

In allegato trovate alcuni materiali

 

Carissimi amici S-confinati

 

è bene cercare di fare un incontro prima dell’estate per non perdere il  nostro  ritmo ( se ti ricordi l’obiettivo che ci eravamo dati era  quello di  due incontri all’anno) perchè chi va piano va sano e

lontano!

 

L’incontro è fissato per DOMENICA 22 GIUGNO, saremo ospiti in campagna   nel Roero da Daniele DAL BON. Pensiamo di trovarci al mattino,    condividere il pranzo, e lavorare in gruppi nel pomeriggio. Per il tema  abbiamo pensato di sottoporre alla tua scelta due argomenti che  riteniamo di grande attualità  e sui quali vorremmo confrontarci.

Il primo riguarda la  sicurezza.

Il problema della sicurezza che i mass media presentano come l’origine  delle paure della gente quale posto trova in una graduatoria da 1 a 10  nelle tue attuali preoccupazioni ?

Il problema  è davvero la sicurezza o dietro si nasconde la paura del diverso, la non accettazione dell’altro, la xenofobia (odio dello straniero)?

Perché tanti pregiudizi in Italia nei confronti del popolo Rom (zingari) criminalizzalo nel suo insieme?

Il secondo problema  è  la sobrietà come stile di vita. Sono sotto gli occhi di tutti gli effetti di questi  30-40 anni di consumismo sfrenato da parte del mondo ricco. E’ ora che ci fermiamo  a riflettere sul concetto di benessere che non è sicuramente il semplice possesso di cose materiali ma la soddisfazione delle nostre dimensioni umane più profonde. La sobrietà deve diventare la parola chiave : essa è uno stile di vita che sa distinguere tra i bisogni reali e quelli indotti o imposti .

Condividi  questa rivoluzione non indolore? Ti cuoi mettere in gioco s-confinare anche su questo fronte?Hai delle esperienze in proposito da comunicare?

Possiamo  condividere qualche progetto insieme?

 

FAMMI SAPERE QUALE TEMA PREFERISCI AFFRONTARE E SE CONFERMI LA TUA

PARTECIPAZIONE e di qualche  tuo amico.

Più avanti ti faremo sapere in dettaglio l’agenda della giornata, gli orari e le indicazioni geografiche.

Per ora segna sulla tua agenda l’impegno, come sempre sarà il pretesto  per fare 4 chiacchiere e 2 pettegolezzi .

 

Ciao

Carlo e Elio

 

Grazie della bella giornata che, grazie alla tua ospitalità, abbiamo trascorso insieme. Belle le idee, le opinioni che ci siamo scambiati, ma soprattutto bello il ritrovarsi.

Per quel che riguarda l’ampliamento della tua casa, per gli SCONFINATI ritengo più che sufficiente il tuo bel CIABOT, ma tu lo sai che io non sono una sognatrice perciò è meglio che senti il parere di qualcun altro.Ciao e grazie ancora.

 

Non ci siamo più sentiti, sei ancora vivo?

Ho ricevuto le indicazioni stradali, non sono in grado di darti i cellulari.

In settimana manderò a tutti il programma del giorno. Attendo ancora  alcune conferme.

In linea di massima :

 

ore 9,30 ritrovo in via Vigliani 156 e partenza ore 9,45

ore 10,30 accoglienza a casa di Daniele

ore 11-12,30 comunicazioni e presentazione del sito degli Sconfinati da

parte di Massimo del Corso, Maurizio e Gianni

ore 13 -14,30 Pranzo condiviso ognuno porta qualcosa per se pensando

agli altri ( caffè e acqua offerto dalla casa)

ore 15 – 17 riflessione e chiacchiere in gruppi

ore 17 thè socializzazione, preghiera finale

 

Mosso Elio

 

12 gennaio 2013 ad Alba

 

Con i Bianchin e i Menin pensavamo di andare a vedere la mostra di Carrà ad Alba sabato 12 gennaio p.v. Se qualcuno è interessato potremmo andare insieme in macchina e magari vedere se c’è qualche ristorante/trattoria a buon prezzo nella zona e farci anche un giro per la città. Non dovrebbe essere necessario prenotare la mostra dal momento che è gratis, ma possiamo sempre informarci meglio. Fateci comunque sapere tenendo presente che sabato 19 c’è RDV e la mostra chiude il 27 gennaio.

Tanti saluti a tutti voi da Arianna e Antonio

 

CIAO carissimi!! Purtroppo Massimo e Gemma, come già Michi e Elio, non potranno

esserci alla mostra di sabato 12 gennaio. Quindi rimaniamo in otto. L’appuntamento è sotto casa di Mario e Maria in Via Candiolo 31 (Portone accanto alla farmacia) per le ore 9,15.

 

Fondazione Ferrero alla Ferrero da corso Europa Non credo ci sia bisogno di prenotare per la mostra, ma per sicurezza domani provo a telefonare e sento cosa mi dicono. Per adesso buona serata e, se non ci sono cambiamenti da comunicare, ci vediamo sabato.

Arianna

 

Grazie per la giornata trascorsa e i ricordi che di essa abbiamo portato con noi.

Mario e Maria.

 

Grazie per le foto e per la bellissima giornata. E’ un’esperienza assolutamente

da ripetere, come ci siamo anche già detti, quando farà un po’ più caldo. Grazie

anche per il dvd che abbiamo cominciato a guardare e che ci ricorda tanti bei mo

menti.

Buona serata da Arianna e Antonio

 

 

Torino, 2013

 

Cari amici,

 

questa volta ho voluto scrivervi perché, come dice Elio, scrivo meglio che parlare, e poi soprattutto cerco di più il farmi capire.

Ho letto il libro di “Manicardi della “Comunità di Bose” “La Carità”, tra l’altro vi consiglio di leggerlo, che aiuta molto, attuale agli ultimi tempi e commenta le opere di misericordia spirituali e materiali…nelle ultime pagine ho trovato questo scritto.tra l’altro oggi sono 37 anni che è morto il mio babbo…

 

…la dedizione nei riguardi delle persone in lutto richiede necessariamente un aiuto per l’elaborazione della loro sofferenza. Questo aiuto comprende varie fasi:

riconoscimento della realtà della morte; valutazione  e progressiva accettazione della perdita; interiorizzazione del sentimento nei confronti della persona defunta; riorientamento nel mondo dei vivi. La persona colpita da lutto non può assolvere da sola tutti questi compiti. Ha bisogno dell’aiuto umano di parenti e amici, ma soprattutto dei cristiani della sua comunità che le offrono, attraverso la loro parola e la loro vita, un aiuto e un accompagnamento nel lutto”….

 

…e mi sono ritrovato, ed ho fatto moltissimo grazie a voi amici e conoscenti anche se qualcuno non ha capito, qualcuno mi ha detto di andare dallo psicologo, qualcuno mi ha detto di lasciare la mamma che ormai è morta….si possono fare tutte le discussioni che si vogliono, le revisioni di vita, i gruppi biblici ma poi bisogna mettere in pratica….ma a volte ci perdiamo in discussioni lunghe, quando ero adolescente nelle revisioni di vita si diceva: “masturbazioni mentali”….

Ognuno ha i suoi tempi ed  pare che ho fatto moltissimo, a volte invece di parlare è meglio il silenzio….

 

Bravo ! un bel resoconto, ma soprattutto tempestivo ! varrebbe la pena di inserirlo nel sito. fammi sapere per Taizè ciao Elio

 

Carissimi,

 

stamattina mentre lavoravo al computer a scaricare le foto, metterle sul computer elaborandole mi è arrivato un sms da Michi: hai saputo di Maria Grazia!? rispondo no, ma ho telefonato subito e ho scoperto che quella ragazza che da settimane la cercano e che tutti i giornali ne parlano compreso fb era Grazia che conosco da anni. Partecipavamo insieme con il marito alla redazione della prima rivista missionaria laica “Alfazeta” nel 1996. Era appena nato il primo figlio Lorenzo che ho fotografato, poi è nata la bambina e ci ho fatto anche il battesimo. Il marito Sandro è stato assessore a Nichelino e Beinasco. Sono stato a cena varie volte, mi sono stati vicini quando persi i miei cari.

 

Non si può giudicare, un’ora brutta possiamo attraversarla tutti, però se permettete una mia opinione e che non sappiamo ascoltare e purtroppo capita anche tra di noi tra gli “alternativi”. Poi i giornali sembra che ci godano di mettere le notizie che fanno scalpore.. Certo dispioace perchè è una famiglia impegnata, in un botte di ferro, ma capita anche e sopratutto in queste famiglie. Certo a me fanno la battuta che scrivo troppo e che non hanno tempo per andare sui network e poi ci vanno. Erano mesi che non li vedevo, in quest’ultima settimana ho inviato vari sms di saluti, mi hanno risposto in tre con problemi abbastanza gravi.  Prima d fare volontariato, andare a messa, partecipare ad incontri forse è meglio che ci guardiamo attorno anche vicino a noi. Ma il tempo passa rapido che non c’è n’è  accorgiamo.

 

 

Torino, 2 luglio 2015

 

Carissimi amici, molti di voi sanno già del grave lutto che ha colpito la comunità di Sant’Andrea: la morte improvvisa questa notte di Elio Mosso.

Domani sera, giovedì 2 luglio, ci ritroviamo alle 20,30 a Sant’Andrea per un momento di preghiera, mentre venerdì alle 10 verrà celebrato il funerale

Vi chiedo di avvisare i vostri contatti, in particolare chi non ha la mail

Grazie Flora

 

 

Carissimi,

 

non so se la frase è giusta però il senso pare di averlo scritto giusto. Non avrei mai voluto scrivere questo necrologio, lo faccio perchè è un’altra opportunità che la vita mi offre: “decidi cosa ti dice il cuore e poi il resto viene da se”, Come diceva Madre Teresa: “bisogna vivere oggi, domani non potrebbe più esserci”. Devo finire il mio lavoro La Ragnatela (Francesco mi ha detto che lui non potrà far niente, ma solo aiutare. Don Fredo dice di fare e che ogni copia che sia per lui etc. Quindi il tempo stringe, a novembre, se Dio vuole, vado in America per la mostra che poi servirà per San Giuseppe ad Alba .

 

Stamattina dopo aver confermato la visita a don Stefano Rosso e don Renzo Virano al Ciabot per l’indomani mi telefona Massimo, colui che mi ha instradato sul web: “hai saputo? E’ morto Elio Mosso! Mi è venuto un colpo. Era della Comunità di Sant’Andrea, adozione a distanza, insegnante e perchè no, regista. Lavorava al Laboratorio dell’Immagine facendo animazione con i ragazzi, ha iniziato con la pellicola analogica. Abbiamo fatto anche dei lavori insieme oltre ad essere impegnati nel sociale. La sua scuola era una di quelle iniziative aperte dalla giunta Novelli a Torino come tutte le cooperative sociali. Poi con la globalizzazione dove vince il mercato anche se, su La Stampa di oggi, una pagina intera è stata dedicata alle imprese sociali in Italia, queste iniziative “non rendono” e allora bisogna farle finire.

 

Ho telefonato a Luciano di Comunecazione, gli ho detto di Fabio che ospito, Donato ha detto che ci si aiuta l’un con l’altro. Luciano mi ha confermato che prima di tutto dobbiamo aiutarci nel nostro quotidiano.

 

Tornando ad Elio Mosso, insieme alla sua famiglia mi è stato molto vicino, mi ha sempre detto: “quando passi da me suona, mangiamo insieme”. Poi don Silvano è andato via (era il prete di Sant’Andrea che facevamo parte), Elio ha organizzato un gruppo biblico, sono venuti diverse volte  al Ciabot a fare una revisione di vita, abbiamo invitato anche le Comunità di Base, ero abbastanza giù moralmente, sopratutto nel 2011 per la trombosi all’occhio. E non ci siamo più frequentati molto, anche perchè ho dato priorità ad Oscar Barile e Donato Bosca. Però tra una stagione e l’altra Michi, sua moglie mi invitava a cena.

 

Un mese fa tornavo dal Ciabot, era domenica sera, le 10, si trovavano per una revisione, mi avevano invitato, non avevo voglia di passare, anche perchè li avrei disturbati, ci sono passato e li ho disturbati, infatti Elio non mi ha lasciato finire di parlare, me ne sono andato, non ho più sentito nessuno fino a l’altro ieri Michi, sua moglie, mi ha inviato un messaggio e stamattina Massimo con la notizia.

 

Bisogna guardare i bicchiere mezzo pieno, pare lo stia facendo e che questo episodio non è il primo che mi capita in cinquant’anni…e poi non so ma ogni fatto, che mi capita io me li sento nell’aria, un qualcosa, una sensazione, non so.

 

La vita continua, continuare a fare le cose che si facevano e si credeva, anche per rendere memoria,  insieme ma tutto cambia e non è più come prima!…

 

L’altra sera dopo che mi ha   telefonato Massimo, mi ha inviato un sms Fredo. Il pomeriggio sono andato a trovarlo. Ne ho fatto una lettera agli amici sul blog dove sono andati molti a vederlo. stò ospitando un universitario  che Elio aveva collaborato con l’Associazione Yepp che partecipa. Poi mi hanno inviato una email Flora e Franco.

 

 

Da “La Stampa” del 2 luglio 2015

 

Circoscrizione10 Mirafiori Sud Addioa Elio Mosso l’uomo che sognava di cambiare via Artom

 

Stroncato da infarto. Aveva 58anni ed era il fondatore del Laboratorio dell’Immagine dove ha insegnato per molti anni

 

Le decine di giovani e bambini che conoscono il «Laboratorio dell’immagine» di via Millelire, dove Elio Mosso ha insegnato a generazioni di ragazzi cinema d’animazione lo chiamavano «maestro». Lui, però, preferiva definirsi un artigiano. Mosso, 58 anni, è scomparso nella notte tra martedì e mercoledì (stroncato da un infarto): uan perdita che lascia questa parte di Mirafiori Sud orfana di uno dei più attivi animatori. Il suo impegno nel quartiere inizia nel 1977, quando apre il Laboratorio dell’immagine: sono gli anni più difficili per l’area di via Artom, tra criminalità e giovani allo sbando, come quelli raccontati nel film «La ragazza di via Millelire», proiettato proprio martedì sera in occasione della Mirafiori Week. Da quel momento Mosso non ha mai lasciato il quartiere, diventando la colonna portante del Laboratorio e, con le attività e i progetti da lui coordinati, un punto di riferimento. «Era molto legato al territorio e credeva di poter contribuire a migliorarlo – racconta la moglie, Michelina Facciotto – rimanendo sempre curioso e aperto a nuovi progetti e buone iniziative». Una carriera costellata anche di successi importanti, come il premio vinto alle Olimpiadi di Los Angeles con il filmato «L’importante è partecipare», o la collaborazione con Luzzati e Sepùlveda nella realizzazione del film ispirato a «La gabbianella e il gatto». Dice Gabriella Garbarino, collega di Mosso da trent’anni: «Oggi è un momento difficile per il Laboratorio, ma andiamo avanti anche per Elio, che lo considerava una seconda casa». I funerali si terranno venerdì, alle 10, alla comunità di San Andrea di via Torrazza.

 

MIRIAM CORGIAT MECIO

 

Caro Daniele, non lo conoscevo, ma vedo dalle tue parole che era un tuo caro amico: mi unisco nella tristezza del distacco e nella preghiera. .Ciao.Oscar

 

Tante persone e sacerdoti a S.Andrea, più silenzioso ma commovente il commiato a Piscina. Credo sia morto sereno accarezzato da Michelina Ricordiamolo nella pace Ciao Isa

 

Torino, 14 febbraio 2016

 

Carissimi,

 

domenica scorsa sono stato ad un piccolo incontro con Sergio Durando nella Chiesa di Sant’Andrea dove per oltre vent’anni ci sono stati don Fredo Olivero e don Silvano Bosa. Ora c’è don Toni Revelli, c’è la piccola comunità, meno giovani per non dire nessuno. E’ uno di quei piccoli semi di speranza che continuano a “modificare” questo mondo, a rendere migliore il modo di vivere. Ho letto su Info Comune che è stato redatto un libro sulle esperienze alternative. Le proposte non mancano, spesso siamo noi stessi che non li vediamo, e forse più invecchiati e con altre priorità non ci accorgiamo che il mondo cambia ma anche in meglio, e me ne accorgo da quando ci incontriamo: continuiamo a trattarci come ci siamo lasciati mesi prima dopo averci frequentato per degli anni.

 

 

Torino, 19 luglio 2015

 

Carissimi,

 

ho terminato il “dossier” della Comunità di Sant’Andrea e del gruppo di Elio Mosso, che è mancato “improvvisamente” in questi giorni.

Sono due esperienze significative, vissute e fotografate, non esaustive perché avendo “tanti amici” non ho potuto seguirle in tutto. Possono essere due esempi di vita, è possibile, se non cambiare il mondo, rendere più piacevole la vita.

 

Dio è venuto a incontrarci facendosi uomo come noi. Noi abbiamo fatto i nostri passi per incontrarlo?

 

è uno dei tanti pensieri che viene espresso nella Chiesa di San’Andrea ogni domenica alle ore 10 a Torino dove celebra don Toni Revelli: una comunità che vive da quarant’anni, negli ultimi dieci anni gestita da alcuni laici.

Ho partecipato per circa vent’anni, infatti   ho un buon archivio. Quest’anno sono stati celebrati i quarant’anni, è stato editato un libro sulla storia; non ho partecipato perché appena arrivato dal Brasile. L’Adozione a distanza è nata soprattutto in questi locali dopo un viaggio di don Fredo Olivero nel 1984 e dai suggerimenti di Franco Nota e miei dopo i viaggi del 1986 e 1987 che ne parlammo con la Comunità e il Gruppo Progetto dove c’era don Silvio Ruffino. Ho voluto dire questo per far capire quanto sono importanti i laici,  tante scelte vengono suggerite dai laici, che  non diamo importanza.

Domenica scorsa ho partecipato dove ho fotografato il presepe: Franco Perri tutti gli anni ne inventa uno. Ho ritrovato i vecchi amici, però il mondo cambia, mi hanno detto: “…non siamo riusciti a passare il testimone di una bella esperienza, abbiamo scritto una pagina della storia….”, che però la storia continua e dobbiamo “far conoscere” cosa noi abbiamo vissuto, dire che non tutto è perduto ma ci sono stati tempi peggiori…adesso con la tecnologia che abbiamo la vita è molto più facile.

 

La Comunità nasce nel 1974 da una preoccupazione pastorale del Vescovo Padre Pellegrino, che constata la mancanza di una specifica evangelizzazione della classe operaia alla quale la Chiesa appare lontana dai problemi reali, a volte come nemica di classe.  Il vescovo affida questa sua preoccupazione pastorale alla sensibilità di un prete che lavorava in fabbrica, quindi a contatto con la realtà del lavoro e gli affida la chiesa non parrocchiale di Sant’Andrea, nel quartiere di Mirafiori Sud. In quegli anni di rinnovamento dopo il vento pentecostale del Concilio Vaticano II, diversi gruppi di cristiani della città formano un collegamento chiamato Progetto comune, per confrontarsi e aiutarsi a vivere le sollecitazioni della Lettera pastorale “Camminare Insieme”. A questo progetto partecipa la nascente comunità.

I laici sono sollecitati a partecipare attivamente non a proposte fatte dall’alto, ma a sentirsi responsabili di tutte le scelte della vita comunitaria.

La caratteristica della Comunità è mettere in dialogo la fede che si professa e la vita che si vive  tutti i giorni  in famiglia, in fabbrica, a scuola, nel quartiere…

Momenti comunitari importanti nel cammino di crescita sono la revisione di vita, i gruppi biblici nelle case e in Comunità, la preghiera comunitaria mensile e l’appuntamento del venerdì per preparare la celebrazione della domenica.

A partire dagli anni 80 c’è stata una maggior apertura alle problematiche internazionali e alla solidarietà: è nato così il progetto di Adozione a distanza e la collaborazione con varie associazioni di volontariato. In questi ultimi anni sta crescendo una collaborazione con le altre realtà di chiesa del territorio, già iniziata in precedenza.

 

La Comunità nasce nel 1974 da  una preoccupazione pastorale del Vescovo Padre Pellegrino, che constata la mancanza di una specifica evangelizzazione della classe operaia alla quale la Chiesa appare lontana dai problemi reali, a volte come nemica di classe.  Il vescovo affida questa sua preoccupazione pastorale alla sensibilità di un prete che lavorava in fabbrica, quindi a contatto con la realtà del lavoro e gli affida la chiesa non parrocchiale di Sant’Andrea, nel quartiere di Mirafiori Sud.

In quegli anni di rinnovamento dopo il vento pentecostale del Concilio Vaticano II, diversi gruppi di cristiani della città formano un  collegamento chiamato Progetto comune, per confrontarsi e aiutarsi a vivere le sollecitazioni della Lettera pastorale “Camminare Insieme”. A questo progetto partecipa la nascente comunità.

I laici sono sollecitati a partecipare attivamente non a proposte fatte dall’alto, ma a sentirsi responsabili di tutte le scelte della vita comunitaria.

La caratteristica della Comunità è mettere in dialogo la fede che si professa e la vita che si vive  tutti i giorni  in famiglia, in fabbrica, a scuola, nel quartiere…

Momenti comunitari importanti  nel cammino di crescita sono la revisione di vita, i gruppi biblici nelle case e in Comunità , la preghiera comunitaria mensile e l’appuntamento del venerdì per preparare la celebrazione della domenica.

A partire dagli anni 80 c’è stata una maggior apertura alle problematiche internazionali e alla solidarietà: è nato così il progetto di Adozione a distanza e la collaborazione con varie associazioni di volontariato. In questi ultimi anni sta crescendo una collaborazione con le altre realtà di chiesa del territorio, già iniziata in precedenza.

Chiesa di Sant’Andrea – Domenica 4 gennaio 2015

 

Benvenuti in comunità,

La liturgia odierna ci invita alla contemplazione dell’incarnazione, dell’umanizzazione di Dio nel suo figlio. Un bambino che è la Parola di Dio, dell’eternità il Figlio suo unigenito.

 

Prima lettura dal libro del Siracide cap, 1-4-12-16

 

Il Cristiano non può considerare la sapienza come un dato acquisito una volta per sempre, valida in ogni tempo e circostanza. La tenda più che manifestare un dato acquisito e stabile, denuncia una volontà di progredire verso orizzonti nuovi, che non abbiamo ancora scoperto.

 

Salmo 147

 

Seconda lettura di San Paolo agli Efesini 1,3-6-15-18

 

Nella seconda lettura S. Paolo, effonde il suo canto di benedizione nell’inno di ringraziamento a Dio, che “ci ha benedetti” in Cristo Gesù e per mezzo di Lui ci ha predestinati ad essere “figli adottivi” del Padre suo.

 

Vangelo di Gv 1, 1-18

 

Il Centro della celebrazione odierna è l’annuncio dell’incarnazione contenuto nel prologo del Vangelo di San Giovanni, che ci rivela l’identità di quel misterioso bambino, che oggi la Chiesa ci invita a meditare: “In principio era la Parola, la Parola era Dio…si è fatta carne e ha dimorato tra noi.”

 

Da “Confronti” del febbraio 2011 di Gianni Novelli.

 

Sono alcune foto degli anni ottanta, dai battesimi ai vari incontri ed io sempre di corsa da una comunità all’altra, dal lavoro della Ldc a mia mamma in campagna per essere sempre presente.

Ora mi rendo conto che ho fatto bene perché con la “crisi” galoppante se si hanno molti amici è più facile vivere e poi proprio oggi un giovane di quarant’anni mi ha chiesto se l’avevo fotografato a Monteu nel 1988. Scattavo le foto alla preparazione del Battesimo e poi dopo quaranta giorni alla veglia pasquale e poi di corsa in campagna: per adesso vado avanti così, dicevo. Ecco ora sono nel “futuro”, quello che trent’anni fa dicevo: quando andrò in pensione avrò molto da fare…voglio vivere nella solidarietà”.

 

 

Torino, 27 novembre 2012

 

Carissimi,

 

alla fine degli anni ottanta ho iniziato a frequentare i gruppi biblici  a Sant’Andrea con gli amici che avevo conosciuto in Nicaragua, in Brasile e in Vietnam.  Sono stati fatti diversi cammini, il primo ne riporto gli scritti con alcune immagini di una cena di Natale passata a casa di Marina e Battista

Alcuni pensieri completati da una relazione di Gabriella Zuccolin.

 

Natale 1989, Riunione del gruppo biblico,

 

con Fra Eliseo.  E’ morta Rosemary Link, suora francescana, statunitense che ha dedicato la sua vita alla causa della pace, e che in Italia aveva stretto forti legami di amicizia e collaborazione con il Cipax, il Centro Interconfessionale per la pace a Roma. Il 9 gennaio 2011 scorso, all’età di 94 anni, a Las Vegas (Usa) si è spenta suor Rosemary Link, splendida suora “francescana e pacifista. Era nata a Phoenix, in Arizona, nel 1917; aveva fatto la sua professione religiosa 76 anni fa. Era arrivata a Roma nel 1960 eletta consigliera generale della sua congregazione francescana. Qui aveva vissuto tutta la stagione conciliare. Nella sua comunità erano di casa soprattutto vescovi e teologi latinoamericani, come dom Helder Camara, don Paolo Evaristo Arns, Leonardo Boff: approfondiva con loro i temi del rinnovamento della vita religiosa….

Padre Edilberto Sena, Pranzo e riunione gruppo biblico,

 

Gruppo Biblico del 27 ottobre 1989 a casa di Franco e Franco, Flora, Gabriella G., Gabriella Z., Giuseppina, Maria.

Abbiamo letto l’introduzione al Vangelo di Matteo.

Si è constatato che è di difficile comprensione.

Si nota la differenza tra Matteo e Marco. Matteo scrive ai Giudei, una comunità  diversa da quella di Marco.

Nella lettura di Matteo alcuni hanno difficoltà a credere in Gesù  Cristo e a fare riferimento al Nuovo Testamento.

Marco presenta un Cristo potente e nello stesso tempo i un servo sofferente,

il Cristo morto in croce e risorto.

Matteo accentua di più l’aspetto di Cristo figlio di Dio e fondamento della Chiesa, il Salvatore promesso nell’antico testamento.

Tutto si compie in Gesù, il quale continua ad essere presente nella Comunità.

Soltanto nel Vangelo di Matteo si trova la parola Chiesa.

Cosa vuoi dire per noi essere cristiani, la nostra militanza? Dimostrare di essere cristiani di quale Chiesa? Come e perchè? Farlo nell’annuncio di uno stile di vita.

Essere ]. ‘ultimo, ci si rivolgeva ai pastori della Chiesa perché  erano loro i primi peccatori, coloro che volevano avere degli spazi propri. E noi politicamente come possiamo comportarcì davanti al lavoro e il consumismo dilagante?

Sono piaciute le parole di Marco: … beati i pacifici… (le Beatitudini) La preghiera è uno stile di vita da portare avanti.

Marco vuoi far capire anche a loro (i giudei) che non

basta essere popolo eletto per essere giusti. 8isogna guadagnarselo il regno di Dio.

Non è facile annunciare il Geova per- la loro costanza).

Vangelo. (si è accennato ai testimoni di…)

 

Gruppo biblico del 23/11/89.

 

Presenti: Franco, Flora, Amici di Flora, Daniele, Giuseppina, Maria, Gabriella 6., Gabriella Z., Giorgio, Fredo.

 

Dopo un momento di preghiera (lettura di un salmo si inizia la riunione con una breve riflessione sull’incontro collettivo di tutti i gruppi biblici.

Alcuni di noi avrebbero desiderato una introduzione più generale ai primi IV capitoli di Matteo, in modo da avere un riferimento in un discorso orientativo ad una discussione dettagliata nelle riunioni dei gruppi.

Si leggono i primi due capitoli del Vangelo di Matteo e dopo una lunga introduzione di Gabriella inizia una riflessione comune.

Suscita interesse 1 inizio del Vangelo.

Perché Matteo ha ribadito tutta la genealogia di Gesù vedendola con Tamar, Raab, Rut, la moglie di Una Betsabea vengono nominate in questa genealogia e son donne diventate madre in modo sorprendente, inaspettato “fuori dalle regole”. Tamar costrinse Giuda a renderla madre, Raab era pagana, Rut straniero Betsabea peccò con Davide generandogli Salomone.

Anche Maria trova posto in questa genealogia.

Gesù pur discendendo, secondo questa genealogia, da Davide da parte di

Giuseppe, non è definito direttamente figlio di Giuseppe ma di Maria.

Allora perché  Matteo si affanna a scrivere una  arrivata a….Giuseppe si ferma?

“La discendenza di Gesu’” e’ stata voluta da Dio; non ha importanza la storia ma quel lo che conta è l’intervento di Dio

Fredo individua in questa introduzione un contenuto di rottura nei confronti dell’ideologia giudaica del tempo dì Matteo,

La genealogia che “doveva” essere trionfale perche’ Dio nella storia umana non può che introdursi “regalmente diventa una storia in cui il “Dio con noi ci accetta veramente per quel lo che siamo, con tutti i peccati accumulati nel corso della nostra storia sia individuale che di popolo. Il popolo che accetta l’Emanuele e quindi diventa popolo ‘eletto”, non sarà più quel lo ebraico che ha ereditato questa tradizione, ma quello che si raccoglierà attorno a un Dio che rovescia gli schemi abituali della visione umana.

Non a caso Erode e tutta Gerusalemme si turbano al 1’ annuncio della nascita del re dei giudei fatta da dei pagani (i re magi) Erode ha paura di un altro Re. La conseguenza logica di un atteggiamento umano di potere e di dominio è il soppruso perpetrato sul più debole.

Ed ecco che Dio, entrato nella storia umana accettandola interamente per quel la che è, viene subito perseguitato e diviene sofferente e profugo in una situazione di violenza e ingiustizia (strage degli innocenti). Possiamo quindi individuare questi due capitoli:

Sul lavoro è difficile.

Bisogna credere nella testimonianza silenziosa, (potrebbe essere di comodo, senza esporsi). Bisogna fermarsi tra la gente a parlare, l’altra sera durante la processione dei Beati i costruttori di Pace ci si sentiva a disagio cantando degli inni religiosi, non bisogna avere timore di manifestare il proprio credo davanti alla gente.

La solidarietà nonostante tutto unisce. I credenti devono farsi sentire, imparare perchè si cerca di vivere un certo Vangelo. I fedeli possono cambiare la Chiesa “gerarchica” nonostante tutto. Occupare un certo spazio e poi combattere; purtroppo si viene schiacciati.

Le iniziative belle che si fanno a S. Andrea sono sempre di pochi come l’obiezione fiscale che quest’anno sono state solo sette persone a farla.

 

Il gruppo biblico termina con una scorpacciata di torta e gelato.

 

Gruppo biblico del 15/12/89.

 

Presentì: Gabriella Z., Maria, Giuseppina, Flora, Daniele, Gabriella G, Giorgio, Arianna.

 

Abbiamo letto il Vangelo di Matteo (cap 43 e 4)

 

La vita pubblica di Gesù c’iniziata con il battesimo di Gesù battezzarsi sulle rive del Giordano da parte di Giovanni il Battista, Poiché molti seguaci di Giovanni il Battista erano convinti che fosse lui il messia, Matteo chiarisce in questo capitolo che il Messia è Gesù perché  è il figlio di Dio e perciò è più grande del Battista.

Il Battista ha preparato la strada a Gesù predicando la penitenza la conversione, Egli usava un linguaggio chiaro, in particolare verso i farisei e i sadducei (farisei= seguaci di una corrente religiosa giudaica che ostentavano una rigorissisima osservanza dalle leggi

Sadducei = altra setta religiosa giudaica esistente ai tempi di Gesù).

Nel battesimo Cristo viene rivelato come Figl io di Dio. Il Padre lo ama lo ha scelto per portare la salvezza nel mondo. (la colomba è una  immagine permanente simbolica)

Dio si rivolge a tutti.

Dopo essere stato riconosciuto come Dio ha dovuto subire anche lui le difficoltà quotidiane.

La vita pubblica di Gesù è iniziata proprio dal popolo, dalla gente che lavora chi amandolo i per nome come amici,

Il Vangelo è ancora attuale: si tratta di metterlo in pratica con l’esempio quotidiano malgrado le contraddizioni di ogni giorno.

La discussione si fa vivace parlando del quotidiano, sui fatti personali di ogni giorno.

Viaggi a per la Galilea dove cura, guarisce e prega,

Gesù non vuole imporsi, vuole fare delle cose con la gente, e soffrire per seguire la volontà di Dio.

Le tentazioni, cosa vogliono dire per noi?

Anche Gesù nel deserto è stato tentato tre volte, Dobbiamo cercare di capire il suo messaggio.

Lui vuol dimostrare la sua divinità.

Magari da un’angolatura differente ma sempre arricchente.

Se si eliminasse il testo originario dei nostri libri Sacri non potremmo più ricavarne tutte le cose che nei millenni che si sono colte e ci hanno aiutato a crescere nella fede.

– Un’altra obiezione è questa. Noi siamo stati abituati a sentire la predica” cioè la spiegazione unidirezionale del senso di un brano di un Vangelo del Vecchio Testamento.

Il fatto di metterci noi attivamente a leggere il testo e cercare di rileggerlo su scoprendolo. Matteo quando scriveva il testo dell’infanzia di Gesù , forse non ne sapeva molto di che cosa Gesù avesse fatto nei primi anni della, sua vita, non ci mette in crisi? Non ci mette in crisi sapere che ha usato un “genere letterario” e che aveva già in mente una serie di cose da dire alla sua comunità cristiana?

No, perché quello che voleva dire era in relazione al messaggio più profondo che Cristo aveva appena diffuso e certamente non ha attuato una falsificazione della realtà.

Ha cercato di spiegarla nel modo più comprensibile nel suo tempo. Per esempio nella Genesi la descrizione della creazione del mondo non può essere “reale” anzi se andiamo a riguardare il testo notiamo che ci sono due versioni della creazione del mondo. questo non vuoi dire che i testi non siano “veri”, cioè non siano testi  Sacri. Sono stati scritti da uomini che cercavano di spiegare in modo unanime partendo dalla loro mentalità una ricchezza spirituale ispirata che non varia, nel tempo. La discussione sino a questo momento un po’ fiacca (bisogna.che tutti ci sforziamo d’intervenire!)

“Il Messia tanto atteso è proprio Gesù, questo lo confermano anche le scritture” dice Matteo “ma non è il Messia che vi aspettavate che arrivasse”. La comunità cristiana ha ormai ha ormai sostituito quella di Israele come popolo di Dio.

  1. b) Un messaggio alla comunità cristiana del tempo fatta segno a persecuzione e denigrazione. Questo dall’inizio della sua vita e’ successo anche a Gesù.

Matteo scrive soprattutto rivolto alla sua comunità.

Si apre a questo punto una piccola discussione anche attorno alla “verginità di Maria forse accennata nei capitoli 1, 18—2.

Anche qui dal dibattito (per la verità poco vivace per tutta la serata, perché a tutti piaceva di più ascoltare Fredo che si sforzava di tirare fuori qualche cosa) risulta che probabilmente a Matteo non interessava quel1’ argomento. Maria viene citata in una genealogia di donne “strane” ed anche in lei la maternità è “strana”, è opera dello Spirito Santo perché  è opera della logica di Dio, logica radicalmente diversa da quella umana. In questo senso l’uomo giusto “Giuseppe” la riconosce e l’accetta. Non è importante la verginità di Maria ma quello che conta è il messaggio di Dio nella storia attraverso Gesù.

Fredo specifica che non esiste un “dogma” sulla verginità di Maria.

Il “Dogma” della Immacolata Concezione riguarda la Madonna vista come la donna pura e senza peccato. Se così poteva essere immaginata come la madre e la generatrice di Dio.

Tutti i “Dogmi  risentono del periodo storico e del modo in cui si è vissuto il dibattito filosofico e teologico in un particolare momento.

Forse per questo a noi spesso sembrano un po’ troppo distanti. e difficili da  dire.

Anche nella Bibbia troviamo delle espressioni e delle figure che a noi uomini del 2.000 possono sembrare strane eppure incarnavano una grossa ricchezza e rispecchiavano dei riferimenti immediati per i credenti di allora.

Ci sono una serie di generi letterari nella Bibbia.

Il racconto dell’infanzia di Gesù per esempio ricalca la storia di Gesù. Si potrebbero rileggere le storie di Giacobbe e di Mosè . anche in questo caso c’è l’annuncio miracoloso della loro nascita fatto da un angelo e poi una storia di persecuzione ed esilio. Dio vigila e fa diventare Giacobbe padre del popolo eletto e Mosè liberatore di Israele dall’Egitto. Anche per Gesù viene usato questo tipo di racconto perché  anche lui è un liberatore ed un salvatore e stà all’origine di un nuovo popolo di Dio.

Gli angeli che appaiono spesso nel la Bibbia esprimono il “contatto” di Dio con l’uomo, il suo avvicinarsi a noi.

Ma. non sarebbe meglio “riscrivere” completamente in termini attualizzati questa Bibbia che per noi spesso è così difficile da leggere perché  è  distante dai nostri parametri attuali?

Certamente perché  tutto quel lo che e’ scritto nella Bibbia diventa. un patrimonio “sacro” scopribile nel corso dei secoli e da ogni generazione.

 

Si termina. con una mangiata di tiramisù

 

Gruppo Biblico del 26/1/90.

 

Presenti: Giuseppina, Maria, Gabriella O., Giorgio, Franco e Flora, Fredo, Marianna e  Daniele.

 

Lettura. del Capitolo lI e V Matteo sulle beatitudini,

 

Matteo ha fatto una raccolta di episodi ciò che era stato tramandato.

 

I Rabbini erano i capi spirituali: emanavano delle leggi per mantenere una certa unità.

I cristiani erano un punto di riferimento. Con Gesù Cristo era iniziata un’era nuova.

C’era pericolo che veniva interpretato in modo errato l’insegnamento. Essere Cristiano vuol dire cambiare vita.

Bisogna amare tutti come Dio ha amato noi.

Con le beatitudinì bisogna. non usare la religione per scopi utilitaristici.

Non condannare. Non ascoltare i falsi profeti e non fare agli altri quel lo che non vuoi che sia fatto a te.

Le beatitudini sono tutto un impegno cristiano.

Chi viene dal mondo pagano trova difficoltà a vivere la fede. Non si può rinnegare tutto ciò che è avvenuto prima. Bisogna vedere come leggerla nella nostra società.

Ci deve essere giustizia per tutti.

Per un padre tutti i figli devono essere uguali; siamo tutti figli di Dio

O quindi dobbiamo essere uguali tra di noi.

E’ più facile avere belle idee che comportarsi concretamente. Con alcune persone e ambienti potremmo essere scambiati per bigotti.

E’ più facile portare avanti delle idee a livello personale, a volte ci trinceriamo: cerchiamo delle giustificazioni. E’ lo spirito quello che conta.

Uno può avere niente ma essere ricco; quelle poche cose non dividerle con nessuno.

quando cerchi di fare qualcosa c’è sempre qualcuno invidioso o che ti rinfaccia.

Si è giudicati da Dio.

Il problema è la giustizia.

Matteo parla con gente povera, non credente, quindi fa delle mediazioni. Sono lo scelte della vita che spiegano. Cosa vuol dire Dio per i poveri; ognuno ha una scelta diversa.

Non bisogna chiedersi se Dio c’o’ o non c’e’; credenti e non. E’ il risultato delle esperienze che fanno le regole della vita.

Bisogna saperle tradurre.

Dopo si misura la storia se vale o no.

Nella storia ci sono dei fallimenti.

Per tanti è stato difficile farsi capire però aveva delle belle idee.

Si Sogna… imparare a comunicare.

 

Bisogna sapersi giudicare dalle cose e non dalle persone.

A volte la gente non ti riconosce

Cercare nel quotidiano una speranza da. ricostruire: una speranza da vivere.

Bisogna sapersi confrontare ed essere costruttivi verso gli altri. Si tenta sempre di giustificarsi.

L’ambiente cattolico è farisaico soprattutto in Piemonte.

 

Si termina con un buon panettone e vino con grande contentezza di tutti,

 

Fino ad ora, oltre a Gabriella Griglio, non ho ricevuto correzioni dei miei appunti. Quindi smetto il mio lavoro di dattilografo, anche per motivi tecnici, Forse il mio lavoro non è servito…

 

Gruppo biblico del 9/2/90.

 

Presenti: Gabriella Griglio e Zuccolin, Franco e Flora, Giuseppina, Maria, Daniele,….

Lettura del capitolo V vangelo secondo Matteo.

Il capitolo viene subito dopo le beatitudini. Era rivolto alla sua comunità  che è stata convertita.

Le norme sono difficili da osservare.

La lettera di Giacomo è molto dura con i ricchi.

Bisogna perdonare i nostri nemici come Lui ha perdonato noi.

In teoria si, ma in pratica?

 

Ognuno esprime il proprio problema personale di tutti i giorni:

 

Gruppo biblico del 16/3/90.

 

Presenti: Franco e Flora, Daniele, Arianna, Giuseppina,  Griglio, Maria, Ida,

 

Lettura del capitolo n. 6 di Matteo.

 

C’è molto materiale che può essere interpretato semplicistico.

Non bisogna impegnarsi per la ricompensa cui c’è sempre tempo. Non bisogna lasciarci prendere dalla società in cui viviamo dalle contraddizioni di ogni giorno.

Cerchiamo di garantirci la vita,  in modo…

La discussione si {a animata cui ognuno parla dei propri {atti quotidiani ponendosi la domanda di come comportarci in quanto cristiani.

 

Da un gruppo biblico forse non sarebbe meglio una revisione di vita?

Stando a sentire gli ultimi commenti delle riunioni.

 

La discussione termina con il tradizionale brindisi, 2 torte di Ida.

Il tirarnisu di Ida

 

(appunti della riunione del gruppo biblico. La prossima riunione ad ogni partecipante verrà data una copia ed è invitato ad apporre le proprie considerazioni ed eventuali correzioni dopo di chè cercherò di stilare una relazione tra tutte. Alla fine dell’anno tireremo le somme stilando un documento unico per tutta la Comunità e.. .perché no? anche ad altre persone cui veniamo a contatto nel nostro quotidiano).

 

1996: Riunione Comitato Brasile

Incontro Gruppo Brasile (11/09/96)

 

Presenti: Evaristo, Marilena, Fredo, Pino Lattanzio, Giorgio, Daniele, Silvano.

 

Verifica:

 

– E’  stato presentato il bilancio economico 95-96; si sono raccolti 107.000.000 e dal mese di maggio di quest’anno si fa un versamento mensile alla creche di L. 10.000.000 fino a dicembre. Poi da gennaio valuteremo se ridurre la quota.

–  Si aderisce al nuovo progetto Mais per Curitiba e si versa un acconto di L. 9.000.000 metà rispetto alla loro richiesta e poi se c’è possibilità  si fa un’integrazione a gennaio ’97.

 

Proposte:

 

– Con dicembre ’97 si entra al decimo anno da che è partita l’iniziativa.

Per fare un bilancio occorre:

–          Ripensare all’adozione in quanto tale: l’iniziativa doveva essere una risposta ad una situazione di emergenza. Di fatto la creche può avere una sua autonomia oppure è una emergenza continua?

–          I bambini di 10 anni che fine hanno fatto? Dove, come si sono inseriti? Quale il loro futuro? Che ne è dell’adozione locale? E quella internazionale?

–          Perché il governo locale non interviene? Non rischiamo di sostituirci ad una sua carenza e latitanza costante?

–          Non c’è forse il rischio di costituzionalizzare l’iniziativa?

–          Sugli adolescenti presenti in creche: è solo risposta al rischio o alla realtà della gravidanza, oppure c’è anche uno sforzo di un inserimento lavorativo, di una autonomia di gestione rispetto alla creche?

–          Ritorna di tanto in tanto la piega della vendita di bambini (cfr. Somalia).

–          A fronte delle continue richieste di accoglienza di bambini: è più giusto potenziare la creche o fare azioni di pressione sul governo locale?

 

Non dimentichiamo la partenza:

–          Risposta ad un’emergenza

–          Movimento delle donne emarginate

–          Progetto creche partito da loro

–          Un Seminario il prossimo anno?

–          Farci inviare dalla creche una relazione sulla loro storia ed una valutazione delle loro scelte e dei loro cammini.

–          Chiedere ad Isidoro una riflessione sul suo ultimo viaggio.

–          Contattare le varie iniziative di solidarietà con il terzo mondo per un approfondimento sulle motivazioni di fondo che reggono le iniziative e fare insieme un seminario.

–          Fissare la data del Seminario

–          Preparare un fascicolo del decennale

 

 

1999: Adozione a distanza in Brasile, incontro con mons. Fiandino, con don Toni Revelli, Messa festiva, Incontro con don Fredo Olivero, Zingari in via Artom,

 

Con don Fredo Olivero ho realizzato parecchi lavori fotografici. Poi nel 1986 siamo andati insieme in Vietnam; sono andato in Brasile dopo di lui, al ritorno è stata lanciata a Sant’Andrea l’Adozione a distanza e i campi di conoscenza in  Brasile; prima in Nicaragua. A sentirlo nelle sue omelie porta molta serenità. Agli inizi che lo conoscevo mia sorella quando arrivava a casa da lavorare mi diceva: “il tuo Fredo è di nuovo sui giornali!…” e pensandoci ora era come dire “il tuo lavoro sarà con lui…”. Purtroppo tante cose si capiscono dopo, piuttosto che mai è meglio tardi.

 

 

Carissimi,

 

un altro “dossier”. Una comunità che ha quarant’anni, Don Fredo ha partecipato per trent’anni. Poi dal 2004 dopo che don Silvano è diventato parroco in un’altra chiesa la comunità si autogestisce con vari sacerdoti. La Chiesa è dei laici, lo sentivo dire già trent’anni fa.

Ho conosciuto don Silvano e la Comunità nel 1982 quando Franco e Flora si sono sposati, eravamo appena tornati  dal Nicaragua, una domenica ero venuto a messa con mia mamma e gli era anche piaciuto però scomodo da noi come residenza. Poi nel 1986 dopo il viaggio in Vietnam con don Silvano e don Fredo ho partecipato più attivamente alla comunità, anche perché nel 1987 è partita l’Adozione a distanza in Brasile dopo il mio viaggio e quello di Fredo. Ora voglio tentare di coordinare le centinaia di fotografie che ho scattato spesso  in questi anni durante gli avvenimenti che si sono succeduti nei locali della comunità: non è di certo un lavoro esaustivo ma solo una raccolta; tocca poi ai giovani completarlo ed eventualmente continuare.

1974: finiti gli anni del boom economico degli anni ’60, il paese è travolto da una grave crisi economica, il petrolio subisce una forte impennata da 3 dollari al barile arriva a 12 dollari, si è in clima di forte austerità. Si inventano le domeniche del pedone, tutti a piedi per risparmiare carburante. La prima grave conseguenza è il crollo del mercato dell’auto, la FIAT è quella che resiste meglio, almeno per questo anno 1974, grazie alla sostituzione della mitica 500 con la 126, piccola utilitaria alla portata di tutti. Nonostante le nere previsioni fatte

da economisti e tecnici, che prevedevano nell’arco di 30/40 anni la perdita per l’industria automobilistica torinese dell’80% dei suoi effettivi, l’industria torinese, basata solo sulla produzione dell’auto, si rinnova poco, soprattutto non si diversifica e per paura limita gli investimenti.

I cambiamenti a livello sociale iniziati nel ’68 sono esasperati; si verificano scontri con i sindacati, si arriva alla lotta armata e Torino è la prima ad essere colpita. A dicembre del 1973 uomini delle Brigate Rosse sequestrano Ettore Amerio, capo del personale della Fiat Mirafiori.

Nel Paese si incomincia a vivere lo scontro tra le classi sociali ipotizzato nel ’68. Purtroppo durante il 1974 ci sono due gravissimi attentati: il 28 maggio a Brescia, il 4 agosto al treno Italicus. Intanto nel Paese si vive uno scontro molto forte tra politica cattolica e laica. In maggio si svolge il Referendum abrogativo della legge sul divorzio entrata in vigore 4 anni prima. Vincono i No, 60% contro il 40% dei Si. Anche nella Chiesa c’è chi si schiera per i No.

A livello torinese la chiesa vive un buon momento sotto la guida del Cardinale Pellegrino. La sua azione pastorale è incentrata sull’attuazione del Concilio Vaticano II e si distingue  per l’attenzione ai problemi concreti dei poveri e al mondo del lavoro. Del suo magistero episcopale è soprattutto ricordata la Lettera Pastorale “Camminare Insieme”. Viene incrementato il ruolo dei laici nella vita diocesana e promossa l’esperienza dei preti operai, tra cui ricordiamo Carlo Carlevaris. Gianni Fornero, Silvano Bosa, Carlo DEmichelis, Toni Revelli, Aldo D’Ottavio e altri…

In quegli anni di rinnovamento dopo il vento pentecostale del Concilio Vaticano II, diversi gruppi di cristiani sotto la guida di Carlo Carlevaris, formano un collegamento chiamato Progetto Comune, per confrontarsi e aiutarsi a vivere le sollecitazioni della lettera pastorale “Camminare Insieme” e costruire “Chiesa in classe operaia”.

 

Il 1973 Carlo De Michelis e Michele Dosio aprono la Comunità di via Germanasca a Torino

Nel 1974 don Ciotti apre la prima comunità per tossicodipendenti, piaga sociale che attanaglia tutto il paese.

 

 

Torino, 12 marzo 2017

 

Carissimi,

 

ci sono ritornato oggi nella Chiesa di Sant’Andrea per un “ricordo su don Toni”. Ci sono andato in treno. Sono passati trent’anni, altre persone, case e strade nuove attorno. Sono dieci anni che don Silvano divenne parroco della parrocchia di San Giulio d’Orta lasciando la comunità, dopo trent’anni, che tanto ha amato. Stà celebrando messa in questi giorni don Claudio che pare non “piaccia” in diocesi. Sant’Andrea era un’esperienza operaia. Ho vissuto in anni significativi, le Comunità di Base che si trovavano in via Assietta, queste piccole chiese le aveva aperte il cardinale Pellegrino per poter avvicinarsi alla gente in periferia. Era appena morto mio padre, ero stato assunto alla Ldc. Ho ancora rimpianti per non aver vissuto abbastanza con mia mamma, ero sempre di corsa, il arrivare in fretta a casa, mi dicevo sempre “e per adesso andiamo avanti così”. E partecipavo a queste esperienze perché “prima o poi” sarebbero finite. Mia mamma mi ripeteva sempre: “Tutto quello che inizia finisce”.

La morte di mia mamma, mi sono sentito solo, è stata uno “spartiacque”, non ho fatto che “incrementare” il lavoro che facevo. Me ne sono andato via dalla Ldc, ma lo dicevo sempre che me ne sarei andato, anzi i molti impegni era per crearmi “una base” un lavoro per poter “vivere”. Dal 2004 ho fatto molto, rileggendo gli scritti. Due case, difficili da gestire soprattutto finanziariamente,  ora stò vivendo “con i risparmi” di una vita. Lo immaginavo che sarebbe andata in questo modo, ho sempre risparmiato perchè potessi vivere in modo autonomo nella “solidarietà” senza “padrini”. Fra tre anni vado in pensione, spero di arrivarci e di “sistemarmi”.

Nei locali di Sant’Andrea abbiamo incontrato molte persone, gruppi come don Ermes Segatti, don Luigi Ciotti o magistrati come Caselli e Calcagno. Avevano tutti una visione della vita come noi, dicevano che sarebbe “scoppiata” una crisi che avremmo dovuto adeguarci e se non ritornare a vivere come un tempo “limitarci nei consumi”, vivere dell’essenziale, impiegare il tempo che ci va.

Purtroppo sono già morti molti dove avrei potuto confrontarmi in questo modo. Chi ha settant’anni è in pensione con i nipotini da guardare. La mia generazione lavora ancora, sono i nostri figli, i nati negli anni novanta che quando racconto come ho vissuto gli anni ottanta e novanta mi guardano come “parlassi arabo” però sono interessati a sapere e soprattutto capire che non tutto è nato per caso.

Come Fabio che ho ospitato come laureando tre anni fa. Ero appena tornato dall’America Latina, nei miei progetti era di vivere in campagna, almeno durante l’estate. Visto che il lavoro non mi mancava sono rimasto a Torino dove abbiamo “convissuto” mangiando insieme durante la cena e soprattutto confrontandoci. Abbiamo fatto una “banca del tempo”. Più o meno ho ipotizzato i costi ma non è facile farlo. Al sabato ritornavamo in campagna nelle nostre case e ritornando alla domenica sera con la verdura. Sono ritornato indietro nei tempi come quando c’erano mia mamma e mia sorella, si lavorava nell’orto con le “numerose” difficoltà della casa che si risolvevano insieme.

Passavano molti amici a trovarci. Mi ha aiutato molto Fabio, mi ha dato anche molte idee sull’arredamento, sul lavoro, sul Ciabot. Donato aveva detto a Giovanna: “Si aiutano l’un con l’altro”. E’ stato così, perché alla fine bisogna fare le cose che piacciono, con amore ed in modo reciproco mettendosi sullo stesso piano, come faccio anche con Florina.

Ora Fabio è laureato, i tempi cambiano, ci si troverà sempre di meno, però ho un amico in più e poi chissà che non riusciamo a realizzare il “mio sogno del Ciabot!.

Non so quanto sarà lunga la mia vita, ma pare che, forse, qualche seme, ho già messo, un piccolo museo contadino e tecnologico, una piccola biblioteca che a qualcuno “potrà servire”, se non a Fabio ai ragazzi della sua generazione.

E poi tornando a Sant’Andrea, è un’esperienza che è durata quarant’anni, come tante altre. I tempi cambiano, sono i nostri figli che devono prendere il testimone. Quando è morta mia mamma tutti mi hanno detto: “Ma aveva 90 anni!”. Adesso tutti sono nelle mie condizioni ed io rispondo: “Ma le vostre mamme sono vecchie, i vostri figli sono grandi, le esperienze non possono continuare allo stesso modo! Anzi ora con la tecnologia è più facile e meno oneroso fare altre esperienze!”

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