Buona serata!

 

Mai pensare che la guerra, per quanto necessaria o giustificata, non sia un crimine. (Ernest Hemingway)

Convegno della Rete Radiè Resch

 

Torino, 29 giugno 2017

 

Carissimi,

 

E’ morto Ettore Masina  a 87 anni qualche giorno fa, un altro grande della solidarietà. Giornalista della Rai, eletto come indipendente nelle liste del “Partito Comunista Italiano” quando esisteva un Partito Comunista.

Ha fondato il movimento di solidarietà “Rete Radie Resch”, negli ultimi anni è stato anche presidente dell’Associazione Italia Vietnam. L’ho conosciuto telefonicamente quando stavamo preparando il viaggio in Vietnam. Poi nel 1988 sono andato a Rimini in occasione del convegno della “Rete Radie Resch”: ho scritto un articolo che ho pubblicato, non mi ricordo più.

In questi mesi è anche morto Miguel d’

Escoto, ministro sacerdote durante la rivoluzione sandinista in Nicaragua con Ernesto Cardenal che vive tutt’ora più sobriamente.

E poi domenica  gli amici della Chiesa di Sant’Andrea organizzano una cena di solidarietà per un’africana che aiutava don Toni Revelli

Dal 23 al 25 aprile 1988 si è tenuto a Rimini il 10’ convegno della “Rete Radiè Resch”. Oltre venti anni fa, lavoravo alla Ldc ed iniziavo con tanto entusiasmo, un periodo di aspettativa dal lavoro per impegnarmi di pìù nella solidarietà sopratutto nel Mais, organismo non governativo di Torino.

“Cambiare per liberare: liberarci per cambiare”.

Oltre 700 persone hanno partecipato al convegno: numerosi i gruppi e le persone non solo della Rete ma anche di altre associazioni.

Molto interessanti le relazioni che si sono succedute e gli incontri tra i partecipanti.

In un mondo in cui sempre più viene esaltato l’individualismo (in cui i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri) le persone che lottano nel proprio ambiente per una società più giusta sembrano diminuire mentre in realtà sono ancora molte.

In Italia le esperienze simili alla Rete sono molte: bisogna saperle vedere, coordinarle e stimolarle e insieme crescere verso il futuro.

“Ormai da 20 anni esiste la Rete – ha detto Ettore Masina nell’introdurre il dibattito – un gruppo di amici che insieme lavorano, per combattere l’ingiustizia, finanziando alcuni progetti di altri amici in America Latina, Centro America e Palestina: dopo 20 anni si continua a mantenere due caratteristiche fondamentali della Rete: lo spontaneismo e il volontariato; è necessario allargarci per aumentare sia le persone che i finanziamenti e per aprire in più direzioni”. Masina ha sostenuto inoltre che “le numerose iniziative realizzate in questi anni (finanziamento ai progetti, manifestazioni, invio di lettere a parlamentari) sono state utilissime per influenzare le scelte politiche; purtroppo esistono molti problemi da affrontare anche in Italia, dove l’informazione di massa non è mai la più completa: non c’è un giornale che ha parlato dello sterminio degli indios in Brasile, dello spreco di miliardi della legge Forte; allo stesso modo la grande stampa non dedica nemmeno una riga al fatto che in Vietnam nascono ancora bambini deformi a causa dei defolianti”.

“Malgrado ciò – ha continuato Masina – tra la gente stanno aumentando sempre più i gruppi pacifisti e i movimenti tipo “Beati i costruttori di pace”: venti anni fa con Don Milani l’obiezione di coscienza era fuori legge: in questi anni ormai è possibile effettuare l’obiezione fiscale alle spese per gli armamenti.”

Nel dibattito è inoltre intervenuto Arguello, direttore del Centro Valdivieso di Managua, presentato da Oreste Papi, ambasciatore a Roma.

Interessante anche la testimonianza di Rigoberta Menchù, che proprio in questi giorni è rientrata in Guatemala. A tale proposito tutti i gruppi si sono impegnati ad inviare telegrammi al Presidente del Guatemala per garantire l’incolumità di Rigoberta Menchù.

Era presente anche Francesco Cavazzuti, missionario da molti anni in Brasile, dove è stato accecato in un attentato da parte di sicari dei fazendeiros. In questi giorni ritornerà in Brasile tra le sue Comunità, povere e sfruttate.

Don Fausto Marinetti, missionario in Brasile, Paul Gauthier dei piccoli fratelli di Charles de Focault e numerosi interventi di militanti della Rete, hanno esposto brevemente il cammino compiuto e le prospettive future.

I partecipanti si sono poi divisi in 5 gruppi di lavoro: Palestina, Centro America, Nicaragua, San Salvador, Brasile biblico, Brasile politico ecclesiale.

Ettore Masina ha così concluso: “solo uniti insieme con i più poveri, gli sfruttati dei Paesi in via di Sviluppo, possiamo creare le condizioni per una società di uguaglianza; io posso dire questo: cerco me stesso e non mi trovo, cerco Dio e non lo trovo, lì cerco nel prossimo e li trovo ed insieme andiamo verso il futuro”.

 

Immagini scattate nel 1988 al convegno nazionale di Rimini. Articolo pubblicato sul Bollettino del Mais nello stesso anno.

 

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