Gay Pride ad Alba

 

A partire da Auschwitz sappiamo di che cosa è capace l’uomo. A partire da Hiroscima sappiamo che cosa c’è in gioco. (Victor Emil Frankl)

 

Torino 9 luglio 2017

 

«Qui stiamo facendo la storia».

 

Lo slogan che ha iniziato la manifestazione ad Alba: semplice, ordinata, due ore di parata, con partenza alle 17 da piazza Pertinace per una sfilata che imbocche

rà via Pertinace, via Belli, via Maestra, piazza Ferrero, via Einaudi e corso Banskà Bystrika, in H-Zone alle 19, dove interventi e musica live, banchetti informativi e servizio ristoro fino alle 23 e dopo al Caffè Latino per l’Official Party.

Anteprima dell’Alba Pride, alle 15,30, c’ stata l’inaugurazione alla libreria La Torre della mostra «Tra le nuvole – elovun el art», progetto fotografico di Paola Arpone e Georgia Garofalo. «Un progetto – spiegano – che vuole metterci di fronte all’anacronismo culturale della nostra società, in cui la “norma” è ancora regola, l’identità di genere è un tema sospeso nel limbo della disinformazione e termini come transessuale e transgender sono ancora percepiti come lontani se non addirittura grotteschi». L’esposizione si muove su due linee narrative differenti: quella di dieci ritratti su sfondo azzurro coperto di nuvole dei modelli Male to Female e Female to Male, e quella informativa, declinata in nove cartelli per altrettanti spunti di riflessione sulla fatica della transessualità. In mostra fino al 15 luglio ad Alba mentre – in autunno – approderà nel capoluogo regionale come avvio delle attività autunnali del Coordinamento Torino Pride.

 

Noi facciamo la storia, oggi, condividendo la nostra vita, la testimonianza ad altri, far conoscere il “positivo”. Era il 2005 quando ho fotografato la prima volta a Torino il “Gay Pride”.

 

Le armi nucleari sono state dichiarate illegali Una pagina di storia è stata scritta pochi minuti fa.

22 paesi favorevoli, un contrario gli Usa, assente l’Italia.

 

Il mondo ha ora un trattato che dichiara “illegali” le armi nucleari. Così come le armi chimiche e biologiche. Illegali perché non distinguono fra militari e civili. Perché armi di distruzione di massa.

 

L’Italia è assente come assenti sono in questo evento le potenze nucleari.

 

L’Assemblea generale dell’ONU vara finalmente – dopo mesi di trattative – un testo definitivo per la messa al bando delle atomiche. Questo è un momento storico. Un momento per cui avevamo lavorato da tempo. Il sogno è diventato realtà. È il successo di una campagna internazionale a cui ha partecipato anche PeaceLink.

 

Il premier Paolo Gentiloni, dopo aver guidato quando era giovane il movimento contro i missili atomici di Comiso, oggi non c’è a New York, al Palazzo di Vetro.

 

La motivazione è che questo bando delle armi atomiche sarebbe “divisivo”.

 

Ma in realtà c’è un piano di ammodernamento delle armi nucleari da 12 miliardi di dollari per le nuove bombe B12. Bombe che potranno essere trasportate dai cacciabombardieri F-35. Così anche i piloti militari italiani potranno provare il brivido di chi trasportò la bomba di Hiroshima.

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