Lettera agli amici – riflessioni – Buone Vacanze

Impara a scrivere le tue ferite nella sabbia ed a incidere nella pietra le tue gioie.

Prenditi del tempo per vivere!

 

Durante l’era glaciale molti animali morirono per il freddo. I ricci se ne accorsero e decisero di unirsi in gruppo e aiutarsi. In questo modo si proteggevano, ma le spine di ognuno ferivano i compagni più vicini che davano calore. Perciò decisero di allontanarsi e iniziarono a congelare e a morire. Così capirono che o accettavano le spine del compagno vicino oppure sparivano dalla terra e morivano in massa.  Con saggezza decisero di tornare tutti insieme. In questo modo impararono a convivere con le piccole ferite che un compagno vicino può causare, dato che la cosa più importante era il calore dell’altro. In questo modo sopravvissero… Morale della Favola: Le relazioni migliori non sono quelle con delle persone perfette, ma quelle nelle quali ogni individuo impara a vivere. con i difetti degli altri e ad ammirarne le qualità.

 

Carissimi,

 

Buone vacanze! (A chi le fa). Non le faccio, sono sempre stato in vacanza. Nei tempi che furono viaggiavo durante i mesi invernali. Ad agosto, stavo a casa, c’erano i miei che andavano in campagna e allora stavo due giorni con loro e tre giorni a Torino. Alla morte di mia mamma ho voluto “mettere a posto” tutto quanto ci “dicevamo” e che lei spesso mi diceva che non gli interessava fare. Non ci siamo sposati né io e né mia sorella, forse, aspettando la morte di mia mamma che era già anziana: gli piaceva stare in campagna ma stava molto bene a Torino. Diceva: “Abbiamo un alloggio grosso, con tanto sole e delle piante che arrivano all’ottavo piano!”. E poi mi chiedeva sempre chi aveva telefonato, se c’era posta. Alla fine di agosto mi chiedeva: “Daniele, quando torniamo a Torino che riprendiamo il tran-tran della normalità!”. Ed effettivamente stò bene anch’io, sono nato, cresciuto, la sala è stato il mio “primo studio”, il mio trampolino di lancio, come si suol dire, dove ho iniziato a lavorare, dai Salesiani da don Pietro, don Serra, scattavo le foto ai bambini alle serate dei sabati sera all’Oratorio della Crocetta. Poi venivamo a casa mia, Serra ed io a sviluppare e lui usciva di casa in punta di piedi alle tre di notte per non farsi sentire dai miei. Sono andato a lavorare da Foto Bertazzini (Nulla sfugge al mio obiettivo), ho fotografato la Juve, il Toro, Matrimoni, Battesimi e facevo lo sviluppatore di camera oscura, avevo imparato al Paravia, Bodoni alla fine degli anni sessanta, le piazze erano piene di studenti, operai che manifestavano. Non andammo a scuola una mattina, andammo al cinema, all’Ideal di piazza Statuto, vedemmo, “Il medico della Mutua” con Alberto Sordi, uno dei tanti film “verità” che fece. Il preside telefonò anche a mia mamma dicendole che avevamo “tagliato” da scuola”. E lei: “A Daniele gli ho sempre detto che quando ci fossero stati dei subbugli, delle manifestazioni, di venire a casa subito!”. C’era il Movimento Studentesco con Marco Boato, Lotta Comunista, Lotta Continua, le Acli con Beppe Reburdo.  Al Politecnico c’erano sempre manifestazioni contro una “scuola di classe”. Si arrivo ad avere aperta l’università da ogni “ramo scolastico” con una legge provvisoria chiamata “Sullo”, legge che durò oltre quarant’anni”.

 

Ho messo due riflessioni che potete leggere e l’inizio dell’articolo di Domenico Quirico. Non c’è più bisogno di viaggiare per vedere, con un clik su google si può visitare tutto. Però c’è bisogno di informarsi, per conoscere, sapere per non dire cosa ha scritto Domenico Quirico: “Che non sapevamo, che credevamo”.

L’altro giorno sono stato a trovare don Piero Nota in vacanza a Villar Pellice, dove abitano molti valdesi spinti dalla politica centinaia di anni fa. Ci sono andato perché gli ho portato la sua posta elettronica. Posso spedirla ma, incontrandosi,  ci siamo confrontati. Lui ha vissuto molti anni in Guatemala con una salute precaria. Ora non esiste più una politica di servizio, di destra, di sinistra, mi ha detto: “Il mondo è diviso in due: ricchi e poveri, dobbiamo schierarci!”.Le foto sono state scattate a Villar Pellice, le ultime sono con don Piero Nota che come ci siamo salutati e rientrato nel suo residence di villeggiatura”. Grazie don Piero per la tua amicizia!

Ieri sera sono andato a cena da Sandra, Console del Vietnam, ad aiutare a mettere ordine nel suo ufficio. Anche qua non c’è bisogno che vada, possiamo telefonarci per confrontarci. Loro stessi si muovono pochissimo a trovare gli amici di un tempo. Sono stato a pranzo da don Stefano Rosso, salesiano teologo. Posso benissimo rimanere senza auto, vendendola avrei un buon ricavo che “investirei”, in un anno l’ho usata, e starmene a casa tranquillo e finire i miei lavori. Mi scade l’assicurazione a novembre quando Oscar inizia a fare meno spettacoli. Donato quest’anno ha organizzato meno “serate”. Per avere i libri posso invitare lui, gli amici e a venire a trovarmi ed organizzare una “serata al Ciabot” a visitare il Museo Contadino e la Biblioteca del Tempo che è in vendita.

Non ho la pensione e i rimborsi sono molto meno, i risparmi sono finiti, devo vendere le case. A Torino ho già avuto una richiesta ma ho anche una “buona richiesta di affitto”. In campagna ora (risolto alcuni problemi burocratici) dovrei avere delle richieste buone. In passant qualcuno mi ha fatto una “richiesta di affitto”, ma alla mia risposta di sederci a tavolino mi ha snobbato.

La crisi è forte, i poveri la sentono di più. Il pensiero unico ci fa capire che noi, “classe media” non siamo poveri e allora ci comportiamo come se fossimo ricchi, ma se vogliamo stare a galla, dobbiamo sognare, metterci in qualche modo insieme, altrimenti…(vale sempre quella poesia di Brech del 1800):

 

E poi al termine il programma di “Nostro Teatro di Sinio”

 

«Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare.»  (Bertolt Brecht – Berlino 1932)

 

Da “La Stampa” del 12 agosto 2017 di Domenico Quirico

 

Che fine fanno quelli che rimandiamo indietro, il popolo dei barconi che le motovedette libiche «salvano» prima che entrino nel nostro mare: quelli per cui inizia il vero viaggio, che è al di fuori di se stessi? I migranti che evaporano nel nostro limbo di disattenzione, che non sono per noi più migranti, un figliol prodigo senza la casa in cui ritornare? A quale destino li consegniamo, noi che abbiamo cessato di dare? Per questo sono venuto in Libia, a cercare una risposta. Il mestiere che faccio non è discutere se una politica è efficace o no, è semplicemente raccontare quali sono le conseguenze della politica sugli esseri umani. Alla fine di tutto, ogni volta, c’è sempre una scelta morale. Poi deciderete, ma dovete sapere qual è il prezzo che fate pagare. Non potrete dire: ignoravo tutto, credevo, mi avevano detto. Vi racconterò allora dove ho incontrato i migranti salvati. Se non mi credete, è facile verificare. I centri libici per i clandestini, dunque. È lì che ho sentito l’odore dei poveri.

 

Domenica 13.08 – Rocca Ciglié – Strì

Lunedì 14.08 – (nell’ambito della “Notte delle masche” a Sinio): Oscar Barile e Marilena Biestro “feat” amici della compagnia in “Abbiamo visto le masche”

Martedì 15.08 – Sinio – Teatro in piazza – Strì

Venerdì 18.08 – Santo Stefano Belbo – Carvé

Domenica 20.08 – La Morra – Carvé

Lunedì 21.08 – Castelletto Uzzone – Scapadacà

Mercoledì 23.08 – Cortemilia – Gin e Gena

Venerdì 01.09 – Gallo Grinzane Cavour – Strì

Lunedì 04.09 – Canove di Govone – Marìjte e peu … grigna

Venerdì 15.09 – S.Albano Stura – Tant o r’é fòl

Sabato 14.10 – Roreto di Cherasco – Strì

Sabato 21.10 – Alba – Fondazione Ferrero – Carvé

Sabato 28.10 – Monastero Bormida – Strì

Sabato 11.11 – La Morra – Strì

Sabato 02.12 – Trana (To) – Gin e Gena

Sabato 09.12 – Monastero Bormida – Carvé

Sabato 16.12 – Bra (Teatro del Poi) – Carvé

Sabato 10.02.2018 – Caraglio Teatro Civico – Strì

Sabato 03.03.2018 – ore 21 – Teatro Sociale – Tòte Vigiòte (la nuova commedia in prima assoluta – si può prenotare sin da ora qui su facebook o tel. 0173263990 – 0173613420 – 3341392727)

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2 thoughts on “Lettera agli amici – riflessioni – Buone Vacanze

  1. Ciao Daniele , andrò via una decina di giorni a partire dal 16 agosto , un viaggio organizzato nei Balcani , che non conosco , insieme ai miei nipoti grandi . Martina ed il suo compagno stanno girando per conto loro il Laos e poi andranno in Vietnam .Sono giovani e mi ricordano come ero io un tempo. I miei dolori vanno e vengono , me li tengo . Ciao , grazie sempre per quanto scrivi Isa

  2. Bello questo tuo diario . Un pò ti invidio perché da tempo non riesco più a scrivere . Spero quando finalmente avrò trovato un nuovo rifugio e sarò tranquilla riprenderò.

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