Buona giornata!

MILANO, GENOVA, BRESCIA, PADOVA, FIRENZE, PISA, ROMA, PALERMO…
… E perfino Bruxelles. Per eliminare le spese di spedizione e creare legami importanti c’è chi promuove ordini collettivi nella propria città per assicurarsi le squisite barrette di cioccolato di Modica chiamate Comune. Chi si aggiunge? Prendetevi una libertà di movimento e assaggiate qualcosa che non dovrebbe esistere e adesso c’è


IL BIVIO AD ALTA VELOCITÀ
Corriamo a grande velocità verso la catastrofe, siamo sempre più insensibili al dolore del mondo, lasciamo crescere le differenze tra ricchi e poveri. La Tav è il simbolo di questo devastante delirio. Abbiamo bisogno di decrescita e reddito universale. Scrive Paolo Mottana: “È il momento di fermarsi… e fare causa comune per rallentare, desaturare, abbassare il volume del nulla vociante…”
PAOLO MOTTANA

DIRE “FASCISMO” CONFONDE E DE-POLITICIZZA
Quante volte per esprimere un profondo senso di disgusto nei confronti della realtà politica che genera personaggi come Trump, Bolsonaro, Erdogan (e una lunga lista di nefasti o pagliacceschi epigoni) c’è capitato di utilizzare il termine “fascista”? Tante, è più che naturale. Eppure, ci ricorda Raúl Zibechi, che in Sudamerica vive lo stesso problema politico-lessicale, il pensiero critico dovrebbe sconsigliare parallelismi semplificanti con il passato. Il rischio è di non poter comprendere un presente assai caotico e complesso e, soprattutto, di finire per provare a cambiarlo con argomenti e azioni oggi inutili o controproducenti. Il capitalismo non è eterno e non è certo sempre stato uguale a s e stesso, anzi. Così non lo sono state le espressioni politiche di cui ha avuto bisogno di servirsi. Dovremmo evitare certe “umanissime” scorciatoie, non certo per moderare l’avversione o la denuncia di politiche o comportamenti ripugnanti, ma proprio per non impoverire un’analisi più che mai urgente. E poi poter comunicare, con maggior precisione ed efficacia, il significato e tutta la portata devastante dell’avanzata della nuova destra sociale, culturale e politica a livello mondiale
RAÚL ZIBECHI

IL MOSTRO DI RIACE. E NOI?
“Quanto stiamo diventando cattivi? Come quelli che prendevano il caffè alla stazione quando partivano i treni pieni di ebrei e zingari?… Più ci penso e più credo che non serve molto parlare di immigrati… Dobbiamo parlare di noi – scrive Ascanio Celestini – Dell’umanità che ci stiamo perdendo per strada… Con lo sgombero di Baobab s’è toccato un fondo che non era facile toccare… ‘E non è finita qui, dalle parole ai fatti’ dice il mostro di Riace, quello che ha trattato come un malfattore il sindaco Mimmo Lucano che ha dato una casa ai migranti e un paese ai suoi paesani. Il ministro che sta facendo a pezzi le nostre barricate di civiltà. E noi…?”
ASCANIO CELESTINI

RACCONTARE BAOBAB
Baobab a Roma è nato dopo un sgombero nel 2015. In questi tre anni ha subito più di venti sgomberi. Quello di questa settimana mostra ancor di più quanto le istituzioni siano ovunque fallimentari. Ciò che possiamo fare è sostenere i prossimi passi di questa fragile quanto ostinata comunità, ma soprattutto non smettere di raccontare cosa è stata questa straordinaria esperienza di accoglienza autogestita e solidarietà. Del resto, baobab, è un albero tropicale dall’eccezionale diametro del tronco e dai frutti commestibili, un testardo donatore di ombra e ristoro
GIANLUCA CARMOSINO

MILLE SCUOLE APERTE
Ha poche settimane di vita e nessun capitale da investire eppure il Tavolo SaltaMuri, al quale aderiscono oltre cento associazioni attente ai temi dell’infanzia e dei diritti, si prepara già a promuovere una campagna nazionale, “Mille scuole aperte per una società aperta”. Scrivono Miguel Benasayag e Gérard Schmit in L’epoca delle passioni tristi: “La libertà individuale non esiste: esistono soltanto atti di liberazione che ci connettono agli altri…”. Ecco, incontrarsi, non abituarsi alla violenza che precipita sui più fragili e sui più piccoli, aprire scuole e territori, mettere in comune idee e campagne per saltare muri e gettare sabbia negli ingranaggi delle ruspe, non sono che questo: atti di liberazione
R.C.

LA COOPERAZIONE EDUCATIVA DIETRO LA LAVAGNA
“I detti di Matteo. Una moderna pedagogia del buon senso”, scritto nel 1959 e pubblicato da La Nuova Italia nel 1962, è uno dei più bei libri di Célestin Freinet e uno dei testi che dovrebbero stare sul comodino di qualsiasi educatore o educatrice. Così pensavamo fino a ieri. Oggi, dopo lo show del ministro degli interni (affettuoso, solidale e complice tra i bambini) alla prima puntata di “Alla Lavagna!!!” andata in onda in prima serata su Rai3, possiamo cominciare a pensare che avremo dei nuovi “detti di Matteo”, con molto (apparente) buon senso e con sicura valenza pedagogica moderna
CARLO RIDOLFI

CINEMA IN STILE ZAPATISTA
Una maratona con ottanta film tra cortometraggi, lungometraggi, fiction, documentari, cinema sperimentale ma anche tante chiacchierate e una grande festa finale: quattromila tra donne, uomini e bambini hanno partecipato a modo loro per una settimana al primo festival promosso dalle comunità indigene zapatiste in Messico. La loro straordinaria lotta senza prendere il potere e la loro ostinata voglia di costruire ogni giorno un mondo che contenga tanti mondi hanno messo sottosopra l’idea tradizionale di cinema e quella di festival: l’arte, come dimostrano gli zapatisti, può essere un’alternativa al tempo di morte che viviamo, occasione per ripensare il mondo con uno sguardo e un pensiero critico, spazio per immaginare e creare altri mondi possibili. Cronaca di un festival nec essario e impossibile
COOPERAZIONE REBELDE NAPOLI

NOVE SECONDI
L’organizzazione della società civile turca “Kish Malek” ha così reso graficamente l’ultimo istante dell’esistenza di #Rasha Bseis, il cui omicidio da parte del fratello Bashar è stato filmato dal vivo e condiviso migliaia di volte sul web. Rasha è morta perché un tizio qualsiasi ha postato sue foto su Facebook. Il fratello ne ha dedotto che era un’adultera. Il suo onore di maschio e proprietario di Rasha era “macchiato” da ciò. L’unica soluzione per “ripulirlo” era uccidere. “Assicurati che si vedano entrambe le vostre facce”, ordina una voce fuori campo nel filmato prima che Bashar spari. Le ci vogliono nove strazianti secondi a Rasha per morire. “È cultura, tradizione, costume locale, religione? No – scrive Maria G. Di Rie nzo -, è uno dei prodotti più ributtanti del patriarcato: femminicidio…”
MARIA G. DI RIENZO

LA SORELLANZA, IL POTERE DI…
Appare sempre più chiaro a un numero crescente di persone: il ddl Pillon è un tentativo per calpestare conquiste e diritti delle donne, modi diversi di vivere. Possiamo ribellarci, dice il movimento delle donne. “Ci vogliono povere per poterci controllare, ci vogliono sole per poterci spezzare. Ma noi staremo insieme…. – scrive Penny, insegnante e scrittrice – Loro hanno paura, per questo hanno ideato il ddl Pillon. Per farci arretrare. Per chiuderci la bocca. Per ucciderci laddove siamo più deboli: nel ricatto dei figli. La sorellanza è potere. Il potere più grande che abbiamo. Loro hanno paura. Noi usiamolo quel potere. Facciamone la nostra forza. Come hanno fatto le altre prima di noi. Stiamo ins ieme…”
PENNY

IL SETTIMO COMANDAMENTO
Possiamo ripensare l’interpretazione di un comandamento netto, e apparentemente indiscutibile, come quello che condanna chi si appropria di quel che non gli appartiene? Sì, certo. A maggior ragione quando ci invita a farlo, con la consueta chiarezza, nientemeno che la massima autorità della Chiesa. Andando in direzione ostinatamente contraria al senso comune ossessionato da una escalation di pene certe ed esemplari, papa Francesco rovescia il tavolo ponendo al centro l’idea stessa del possesso: i beni della creazione sono destinati a tutto il genere umano, ha ricordato in sostanza nei giorni scorsi. Quel che c’è da difendere, insomma, è in primo luogo l’accesso alle risorse comuni del pianeta per tutti quelli che lo abitano e per le generazioni future. Sempl ice, no?
FRANCESCO GESUALDI

LA MARCIA NON È UNA PASSEGGIATA
Considerazioni critiche sulla Perugia-Assisi a quarant’anni dalla ripresa della marcia, dopo la prima edizione del 1961. Si è riusciti a camminare ancora in tanti ma senza un obiettivo specifico e unitario. Un limite evidente per una manifestazione che non può limitarsi a far stare bene insieme i partecipanti, né a contarli, né a rinnovare la tradizione. Bisogna rafforzare una rete che sappia dare un senso politico condiviso al lavoro che tantissimi fanno sui territori
MAO VALPIANA

ELOGIO DEL CONFLITTO
“Le ‘viscere’ razziste, xenofobe, misogine, su cui la destra antipolitica ha fatto breccia per raccogliere consensi, è il sedimento di barbarie, ignoranza e antichi pregiudizi ma anche sogni e desideri mal riposti, che la sinistra, ancorata al primato del lavoro e della classe operaia, ha sempre trascurato… – scrive Lea Melandri rileggendo Elogio del conflitto di Benasayag e Del Rey – Il ritorno di ciò che è stato escluso – i corpi, la vita dei singoli nella sua complessità e interezza, passioni, fantasmi contraddittori – può tradursi in una inevitabile barbarie, ma può anche riaprire la strada al desiderio e al conflitto, alla possibilità di ridefinire su basi meno astratte il legame sociale…”. Miguel Benasayag sarà a Roma sabato 17 novembre a ragionare di conflitto
LEA MELANDRI

 

APPUNTAMENTI CONSIGLIATI:

16 NOVEMBRE, ROMA. UN PAESE DI CALABRIA
Film e videointervista a Mimmo Lucano all’ex Lavanderia

16 NOVEMBRE, ROMA. IL DOVERE DI ACCOGLIERE
Incontro della Rete 1 di Noi a Scup

17 NOVEMBRE, GORIZIA. CAFFETTERIA REBELDE, INAUGURAZIONE
Degustazione, aperitivo, teatro e musica

17 NOVEMBRE, ROMA. CONFLITTO E DEMOCRAZIA
Miguel Benasayag al liceo Orazio

17 NOVEMBRE, MILANO. VERSO LA MANIFESTAZIONE DEL 24N
Agitazione permanente, iniziative di Non una di meno

17 NOVEMBRE, ROMA. IL LUNGO SESSANTOTTO
Con, tra gli altri, R. Mordenti, M.L. Boccia, A.M. Rivera, C. Maselli, R. La Valle

17/18 NOVEMBRE, ROMA. CIBO PER LA SALUTE
Un evento dedicato al cibo genuino e a chi lo produce

18 NOVEMBRE, MILANO. I GIORNALI DEI BAMBINI A SCUOLA
Laboratorio con Luciana Bertinato e Anna Pisapia

24 NOV., ROMA. MILLE SCUOLE APERTE PER UNA SOCIETÀ APERTA
Incontro del tavolo nazionale SaltaMuri

 

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