Buona giornata! Infocomune e Migranti

Torino, 23 novembre 2018

 

Carissimi,

 

ultime notizie da “Migranti” e Infocomune”. Solo una riflessione. La Banca d’Italia  è nata con l’Unità d’Italia ed era un ente gestito da privati. Fu Mussolini a nazionalizzarla e resse fino al 1981 quando iniziarono a privatizzarla in nome di una fantomatica separazione del potere finanziario a quello politico che l’Iri iniziò a privatizzare il tutto. La Fiat nel 1978 vendette il suo sistema sanitario  all’Italia

Due persone sole hanno cercato di cambiare il sistema politico nel mondo: Lincoln e Kennedy sono stati entrambi assassinati.

In questi anni stanno nascendo molte alternative di “Standingh Togheter” (Uniti insieme con i piedi per terra), un movimento nato in Israele due anni fa: bisogna mettersi insieme.

Adesso cercate su internet “blockchain”. La corsa al nuovo oro socialmente, economicamente e politicamente, è appena cominciata…e poi ricordate che qualcuno l’ha detto, l’ha pensato e ci ha lavorato…

 

E poi come diceva Padre Davide Turoldo leggere ed informatevi, soprattutto i giornali alternativi che sto mettemdo sul mio blog…

 

Torna a crescere il numero di stranieri nel torinese, gli immigrati scelgono la provincia

Posted: 22 Nov 2018 07:42 AM PST

I comuni che registrano la percentuale più alta di stranieri sono Pragelato (27,6%), Colleretto Castelnuovo (24,5%), Claviere (18,2%), Chiesanuova (17%) e Pancalieri (16%) Dopo anni di diminuzione, aumenta il numero di stranieri presenti in…

 

Migranti, l’Alto Commissariato Onu accusa il governo: “Criminalizza le ong”

Posted: 22 Nov 2018 03:11 AM PST

Le nuove critiche sulle politiche per l’accoglienza dopo l’inchiesta con sequestro della nave Aquarius L’Alto Commissariato dell’Onu torna a bacchettare il governo italiano sulle politiche di accoglienza dei migranti. E non a caso lo fa…

 

Terzo sgombero per il Baobab. “Accanimento, le persone non svaniscono”

Posted: 22 Nov 2018 02:38 AM PST

La denuncia della Rete legale che sta seguendo il caso dei migranti rimasti senza accoglienza. “Stiamo incontrando le singole persone e valutando la loro posizioni. Non si dissolveranno a colpi di ruspe. Assicurare loro…

 

 

 

ULTIMI GIORNI PER IL PRIMO ORDINE
L’eccellenza del cioccolato di Modica diventa una barretta per Ribellarsi Facendo merenda. È squisita, fa bene a chi la mangia e a molte altre persone comuni, cioè straordinarie. Volevamo provare a mangiare un po’ delle idee che disseminiamo ogni giorno su queste pagine virtuali, ne è nata una leccornia. Adesso vogliamo condividerne il gusto, in primo luogo con chi ci legge. Prenotate subito 10, 20, 100 barrette del cioccolato Comune, un piacere disarmante

 

SARÀ MAREA
Sono la marea di donne che in Italia e nel mondo ha levato uno straordinario grido globale contro la violenza maschile, di genere e razzista e contro i governi che la legittimano, incluso quello di Salvini e Di Maio. Da più di due anni sono nelle piazze a ribadire che i femminicidi sono la punta di un iceberg fatto di oppressione: “la violenza maschile comincia nel privato delle case ma pervade ogni ambito della società e diventa sempre più strumento politico di dominio, producendo solitudine, disuguaglianze e sfruttamento…”. Dicono che vogliano trasformare la società e il mondo intero. In realtà hanno già cominciato ovunque da molto tempo e in tanti modi. Speciale sulla manifestazione e l’assemblea di Nonunadimeno (include articoli di Lea Melandri, Silvia Fed erici, Carla Maria Ruffini, Alberto Castagnola, Penny)
R.C.

SALTIAMO I MURI, APRIAMO LE SCUOLE, DIAMOCI DA FARE
“Sabato 24 a Roma incontriamoci in tanti per condividere esperienze e lanciare una grande campagna educativa per una pratica didattica concreta e quotidiana, capace di contrastare ogni discriminazione – dice Franco Lorenzoni, maestro, tra i principali animatori del Tavolo SaltaMuri a cui aderiscono oltre cento associazioni – Ce n’è urgente bisogno, subito! Propagandate l’appuntamento e venite in tante e tanti. C’è da preparare la settimana dal 10 al 17 dicembre per a festa dei settant’anni della Dichiarazione universale dei diritti umani. Diamoci da fare…“. Sarà presente anche la redazione di Comune
R.C.

UNA COMUNITÀ CHE APPRENDE INSIEME
Inutile negarlo o sottovalutarlo: la storia dell’educazione è una storia di violenza. L’insegnamento è nato, e ancora oggi è pensato, come relazione che si alimenta con la paura della punizione e con il controllo di ogni singola azione di bambini e ragazzi. Ma c’è una violenza più sottile. “La scuola è un sistema che cerca di dar forma alle persone secondo un’idea di come dovrebbero essere – scrive Antonio Vigilante – Quest’idea di riferimento… si pretende universale, ma non lo è. È l’ideale di uomo e di donna che è stato abbracciato dalle classi dominanti europee degli ultimi secoli e che, in una società complessa, è destinato a cambiare con una rapidità che stordisce…”. Per eliminare dall’educazione la violenza (in quanto comportamento ma anche relazione di tipo economico e politico) occorre allora ripensare la figura dell’insegnante e la relazione educativa, anche perché le possibilità di apprendere sono ormai diffuse ovunque, si può imparare anche fuori da scuola. “Bisogna ripensare il processo, renderlo interamente dinamico. Diversamente dalla visione tradizionale, in cui l’insegnante è fermo e lo studente si muove, dobbiamo provare a mettere in movimento entrambi… In tal modo, una classe non è composta più da una persona che insegna e venti o trenta che imparano, ma da una comunità che apprende insieme. Lo studente e l’insegnante si muovono insieme… Chiaramente, restano diversi, per età, per cultura, per visione del mondo, ma si impegnano in un’impresa comune…”
ANTONIO VIGILANTE

I NOSTRI BAMBINI. I NOSTRI RAGAZZI. I LORO DIRITTI
“I bambini e i ragazzi hanno diritto ad essere accolti… Hanno diritto a portarsi dietro la loro storia… Hanno bisogno di fratelli e sorelle non solo quelli di sangue, ma quelli della terra che appartiene a tutti. A non essere abili, ad arrivare ultimi. Non sono quelli i perdenti. A sbagliare e fare errori… I bambini e i ragazzi hanno diritto a scappare per salvarsi – scrive Penny, insegnante e scrittrice -, ad aggrapparsi alla vita come possono…”
PENNY

IL CONFLITTO E QUELLE CAROVANE DI MIGRANTI
Agenti della polizia federale e dell’Istituto nazionale delle migrazioni hanno arrestato circa 300 migranti centroamericani entrati mercoledì in Messico guadando il Rio Suchiate dal Guatemala. Erano stati bloccati nel comune di Metapa de Domínguez. I media italiani si sono accorti dunque di quel che accade al confine tra Messico e Stati uniti. Naturalmente non sono in grado di ascoltare il grido delle carovane di migranti e riconoscere la sua portata planetaria: la Terra è di tutti, nessuno può reprimere la libertà di movimento, abbiamo bisogno di creare un mondo senza il dominio del denaro e senza il delirio del sovranismo. A sostenere le ragioni e i corpi delle genti che premono, anche al prezzo delle proprie vite, in Messico com e negli Usa e in Europa ci sono “mille organizzazioni della solidarietà – scrive Guido Viale -, quelle che lavorano ai confini di mare e di terra per salvare delle vite, quelle che operano nell’accoglienza, quelle impegnate nei rari quanto straordinari processi di inclusione sociale, messe ai margini e criminalizzate da una persecuzione che non dà tregua”
GUIDO VIALE

RIACE, LA CASA DI TUTTI
In questi giorni l’associazione Città Futura, capofila di tutti i progetti che negli anni si sono attivati a Riace prima per la riqualificazione del borgo e in seguito per l’accoglienza ai migranti, ha ricevuto lo sfratto dalla sua storica sede al secondo piano di Palazzo Pinnarò. Un ufficio che era Il primo luogo dove i migranti si sentivano riconosciuti come persone e dove veniva consegnato loro un mazzo di chiavi per una nuova vita. Un luogo che ha ospitato tante riunioni con cui ha preso forma l’incredibile storia di accoglienza di questo borgo. Naturalmente in tanti e tante hanno deciso di fare qualcosa…
R.C.

LA GRANDE CECITÀ
Dalle Dolomiti alla California, trionfa la cecità nei confronti dei cambiamenti climatici. Soltanto entrando in sintonia con il respiro delle montagne, alimentando sobrietà e mutualità, sperimentando autogoverno dei beni comuni, secondo Valter Bonan (referente dei Comitati Acqua Bene Comune del Veneto e assessore alla Democrazia partecipativa, ai Beni Comuni e all’Ambiente del Comune di Feltre), possiamo definire dal basso un’idea diversa di territorio: riduzione dei consumi energetici, biodistretti locali, conservazione del paesaggio, mobilità dolce, ospitalità diffusa…
VALTER BONAN

QUEST’ANNO FACCIAMO UN NATALE ROSSO?
L’abete rosso è l’albero di Natale per antonomasia. Ieri, nel bosco del Cansiglio, ne è stato tagliato uno di 22 metri, giovedì arriverà a Roma per essere posto e addobbato in Piazza San Pietro. Parte della foresta del Cansiglio è nel Bellunese, dove la furia del vento dei primi giorni di novembre ha devastato quasi cento mila ettari di bosco. Le foto le abbiamo viste tutti, ma il grido di allarme è stato ancora flebile. Forse non c’era bisogno di tagliarne un altro, di abete. Alberto Castagnola, che si batte da anni, in primo luogo attraverso queste pagine, per farci comprendere la portata delle conseguenze dei consumi dissennati sui cambiamenti climatici, ha avuto una bella idea, ma forse sarebbe più indicato dire che ha fatto un grande sogno. Riutilizziamo molti di quegli abeti divelti per dare un significato diverso al Natale, per cominciare con una festa a invertire la rotta, prendendoci cura dal basso del nostro pianeta e di chi lo abita. A esprimere in modo concreto (ma con una straordinaria carica simbolica) un fiume di solidarietà con le popolazioni venete colpite, potrebbero essere i Comuni che a Natale adornano le piazze, gli enti pubblici, le scuole, le parrocchie, le famiglie, i centri sportivi e chiunque capisca che in questo paese la solidarietà è la sola speranza per creare un antidoto al virus che semina chi, al governo o tra la gente comune, non si accorge che il modello di esistenza che domina le nostre relazioni sociali e con la natura è un treno lanciato a velocità folle verso l’auto-distruzione. Possiamo ancora tirare il freno, dipende da noi. Magari cominciando proprio a Natale, con un abete rosso che, poco prima di morire, ci aiuti a inventare il senso d’una nuova esistenza per tutti
ALBERTO CASTAGNOLA

C’È ALTRO DA NON DIMENTICARE [II]
Nella seconda parte del suo saggio sulla necessità di ricordare, alla vigilia dell’insediamento del primo presidente di sinistra, quel che è accaduto in Messico e nel mondo negli ultimi decenni, Gustavo Esteva comincia citando la risposta de los de arriba, quelli che stanno in alto, ai grandi venti di cambiamento che s’erano alzati negli anni Sessanta. Erano venti sospinti dalle riletture di Marx e da un pensiero del calibro di quello di giganti come Benjamin, Bloch, Adorno, Sartre, Debord, Illich, Marcuse, Foucault e un lungo, fantastico eccetera. La risposta è il grande sacrificio della rivoluzione sull’altare della democrazia, un sacrificio fondato sulle promesse delle classi politiche e dei governi di allora. Poco più di una facciata, c he doveva poi cedere puntualmente il passo all’ampio repertorio di un “neoliberismo” pronto a liberarsi del welfare, delle conquiste sociali e dello Stato-nazione. Si preparava il funerale alla politica con la P maiuscola, quel liberismo non aveva più bisogno del welfare e del resto, visto che il modo di produzione doveva mutarsi in modo di espropriazione. Che fare? Negli ultimi anni del Novecento, molti riposero, esattamente come si continua a fare oggi, tutte le proprie speranze in un salvataggio che non poteva che arrivare dall’alto, nell’arrivo del Messia…
GUSTAVO ESTEVA

L’AZZARDO DEL GOVERNO E LA SFIDA CON BRUXELLES
Intervista all’economista Andrea Fumagalli, teorico del reddito di base incondizionato e docente di Pavia. Uno dei pochi interventi lucidi apparsi finora a proposito della sfida dei Cinque Stelle e della Lega all’Ue: “È un azzardo: scommettono sul cambio radicale nel parlamento europeo, ma il suo potere è molto limitato. Il vero potere è quello dell’Ecofin che deciderà sulla procedura d’infrazione all’Italia”. “Il reddito del governo? controllo della forza lavoro, e alla coazione al lavoro. E non migliora di molto la distribuzione del reddito…
ANDREA FUMAGALLI

DI NERO NE ABBIAMO ABBASTANZA
Il venerdì nero si avvicina. Il giorno in cui si vende tutto, si compra tutto, si spende tutto. Il Black Friday, lo chiamano. Sconti, offerte speciali, gara all’acquisto e, ovviamente, montagne di soldi spesi per lo più in grandi negozi e siti di e-commerce, aperti 24 ore su 24, riforniti di qualsiasi merce… Una festa, insomma, per le multinazionali e i mega centri commerciali, reali e virtuali. Un po’ meno per i piccoli produttori. Un castigo per tanti lavoratori. Un raggiro per i cittadini consumatori. Una condanna per il pianeta. Non potevano scegliere nome migliore, in effetti: BlackFriday. Nero
ELENA TIOLI

LA RIVOLTA DEI GIUBBETTI GIALLI
Guai a liquidare la rivolta francese come una semplice protesta contro il caro vita! È un serio avvertimento all’Europa e ci dice, tra le altre cose, che prima di parlare di nuovo debito dovremmo chiederci se abbiamo fatto il possibile per ottenere i soldi da chi ce li ha e se abbiamo tentato tutte le strade per fare cambiare le regole di governo dell’Europa e dell’euro in modo da poter disporre di strumenti di spesa sociale diversi dal debito. I giubbetti gialli si ribellano a una guerra contro i poveri che forse mai è stata così intensa e violenta
FRANCESCO GESUALDI

 

APPUNTAMENTI CONSIGLIATI:

24 NOV., ROMA. MILLE SCUOLE APERTE PER UNA SOCIETÀ APERTA
Evento del tavolo nazionale SaltaMuri

24 NOVEMBRE, ROMA. C’È TUTTO DA FESTEGGIARE
Quindici anni dell’Associazione Genitori Di Donato

24 NOVEMBRE, BARI. NECESSITÀ DEL FEMMINISMO
Incontro con Lea Melandri

24 NOVEMBRE, BRACCIANO. SENSO DELLA COMUNITÀ
Incontro con Gianluca Carmosino (Comune) e Carlo Stasolla (Ass. 21 luglio)

25 NOVEMBRE, DRIZZONA (CR). SCRIVERE INSIEME
Luciana Bertinato alla Casa delle arti e del gioco Mario Lodi

25 NOVEMBRE, RECCO (GE). SEMINARIO TERRA-PEUTICO
Incontro con Massimo Angelini

26 NOVEMBRE, ROMA. DL SALVINI: SICUREZZA O BARBARIE?
F. Anselmo, A. Cosa, S. Marietti e A. Bevere a Casetta rossa

 

 

 

 

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