Papa Giovanni Paolo II e Papa Francesco e INFOCOMUNE

Torino, 26 dicembre 2018

Carissimi,

Buon anno! Pace, Serenità, gli aggettivi sono sempre molti. Il Papa ha pregato per la Pace e anche per il Nicaragua cui è una mia “esperienza” come gli incontri con i Papa nel 1980 e 2015.

 

 

INFOCOMUNE

 

CURA DI SÉ E CURA DEL MONDO
L’odio e i veleni che l’Occidente ha sparso nel mondo tornano ovunque indietro ingigantiti. Un rovesciamento, secondo Lea Melandri, può cominciare soltanto dalla consapevolezza di scoprirci feriti e dalla capacità di accogliere creature ferite. Prima che sia troppo tardi
LEA MELANDRI

CONSIDERARE PROPRIO TUTTO CIÒ CHE È UMANO
Mai come in questi tempi bambini e ragazzi hanno bisogno di creare relazioni, coltivare conoscenza ed esperienza, accettare responsabilità personali e collettive, mettersi insieme nell’agire. La priorità degli adulti? Essere liberi e non rinunciare mai a capire. Franco Lorenzoni rilegge Ada Gobetti per una meditazione laica sull’educare. «Educazione è partecipazione: non si possono educare i ragazzi isolandoli dal mondo che li circonda – scrve Ada Gobetti -, chiudendo loro gli occhi a ciò che accade, restringendo gli interessi al ‘particulare’: bensì abituandoli a considerare come cosa propria tutto ciò che è umano…»
FRANCO LORENZONI

DUE BAMBINI. AVEVANO TRE E CINQUE ANNI
““Non siamo riusciti ad afferrarli…”
GIUSTIZIA PER I NUOVI DESAPARECIDOS

L’INGIUSTIZIA CHE AVVELENA LA TERRA
Sì, certo ci sono i preziosi riferimenti all’impressionante documentazione scientifica, come scrive don Ciotti nella prefazione a “Per amore della terra”, ma è soprattutto l’idea di ripensare – e declinare in modo del tutto diverso – i concetti e i nessi tra giustizia e ambiente e tra etica e vita che fa dell’ultimo lavoro di Giuseppe De Marzo un libro essenziale. Non solo, naturalmente, per una discussione seria e in profondità su come salvare il mondo dall’autodistruzione antropocentrica, ma per fermarne la mercificazione affermando la dignità della natura (vista anche come soggetto giuridico), e di tutte le persone e le specie non umane che abitano il pianeta. È con questa chiave che possiamo sperare di superare l’idea di una sostenibilit& agrave; dello sviluppo, formula vuota utile a garantire solo la governance liberista, per sviluppare invece vere e proprie comunità della vita, capaci di affrontare le diverse crisi sistemiche di un dominio predatorio quanto irresponsabile e le avvisaglie di una catastrofe ecologica ogni giorno più imminente
DON LUIGI CIOTTI E GIUSEPPE DE MARZO

LA TELEVENDITA DELLA LEGGE DI BILANCIO
Con la presentazione del maxi-emendamento alla legge di bilancio al senato, il cosiddetto reddito di cittadinanza si riduce a qualcosa di simbolico mentre la sbandierata “riforma delle pensioni” diventa strumento per fare cassa, in ottemperanza e i continuità con i diktat dell’austerity europea. In realtà, come ricorda Andrea Fumagalli, c’è anche una ciliegina sulla torta: “Vengono imposte clausole di salvaguardia, che impegnano le future leggi finanziarie a reperire circa 38 miliardi di euro nei prossimi tre anni… Una debacle politica che conferma la dipendenza dai poteri forti dell’Europa…”
ANDREA FUMAGALLI

LA LETTERA DI SALVINI AI PREFETTI: BUON NATALE
Nella giornata internazionale dei diritti dei migranti è stata diffusa ai prefetti una Circolare del ministero dell’interno. Nelle stesse ore il ministero diffondeva tramite internet un opuscolo informativo sul “decreto sicurezza”, nel tentativo forse di rassicurare gli operatori, e la stessa opinione pubblica, sulle conseguenze “positive” della nuova legge. Entrambi i documenti tradiscono prima di tutto una forte impronta propagandistica, spiega Fulvio Vassallo. Naturalmente nei provvedimenti non esiste alcun cenno alle oltre 1.400 vittime della rotta libica del 2018. E mentre si restringono i fondi destinati ai Comuni che offrono accoglienza per i minori stranieri non accompagnati, appare evidente come per migliaia di migranti nei prossimi mesi non r esterà che la strada …
FULVIO VASSALLO

UN REGALO ATTESO SOTTO L’ALBERO
“Possiamo scegliere se rispondere alla richiesta sociale oppure cercare di capire veramente chi sono i nostri bambini o i nostri ragazzi. Non farsi prendere dalla smania di competizione e dalla paura del futuro… Se la società ci spinge a consumare, a elemosinare il loro amore comprando regali per accontentarli… dobbiamo pensare che tipo di persone vogliamo che siano. Persone che abbiano il senso del limite, che desiderino ancora qualcosa, che si guardino intorno e si accorgano della mancanza, del dolore del prossimo; che non si aspettino da se stessi il coraggio se sono maschi e la dedizione se sono femmine, ma che scelgano di essere se stessi in base alle loro inclinazioni… Dovremmo impacchettare il dono più importante sotto l’albero, quello che i nostri figli si asp ettano da noi: essere accettati per ciò che sono esattamente….”
PENNY

ABITARE SULL’APPENNINO DEL TERREMOTO
Il sisma, se in una prima fase ha fatto scattare una forte solidarietà esterna e tra i membri delle comunità dell’Appenino centrale ferite con il passare del tempo sta facendo riemergere le stesse dinamiche, in alcuni casi amplificate, del pre-terremoto. C’è sempre più bisogno di creare relazioni comunitarie e una nuova alleanza tra città-montagna. Da dove ripartire? Come segnala Paolo Piacentini ci sono diverse esperienze virtuose diffuse: dalle ragazze di C.A.S.A. (Cosa Accade se Abitiamo) al lavoro con le Comunanze portato avanti dalle Brigate Solidali e dal Gruppo di ricerca militante di Emidio di Treviri (che raccoglie dottorandi, ricercatori e docenti universitari, vd foto), da comitati come Terre in Moto al “Cammino nelle Terre Mutate&rdqu o;, passando naturalmente anche per numerose esperienze individuali di contadini e allevatori che provano a resistere in modo diverso
PAOLO PIACENTINI

PREOCCUPAZIONI E SPERANZE MESSICANE
Despeñadero. che in Messico significa, ovviamente, liberarsi della pesante eredità di Enrique Peña Nieto, ultimo presidente della Repubblica dell’ex partito-Stato (il Pri). È quello di certo il primo compito di Andrés Manuel López Obrador, ma sarà possibile farlo senza cadere in un burrone (l’altro significato della parola despeñadero)? Non è affatto probabile né facile. Il nuovo presidente riconosce che la speranza in una trasformazione non dipende da quello che lui potrà fare con gli apparati di uno Stato corrotto e lasciato marcire oltre misura, perfino se riuscirà a ripulirli da cima a fondo. Il cambiamento reale, profondo può dipendere solo dalla gente, dalla sua autonomia. Se si riuscisse a trasformare l&rsquo ;entusiasmo popolare che in questi giorni si esprime per le strade e nelle piazze in capacità organizzata per cambiare le cose, e non per applaudire e appoggiare, sarebbe forse possibile nutrire delle speranze
GUSTAVO ESTEVA

NON SIAMO VENUTI QUI PER PREGARE I LEADER
“Ho imparato che non sei mai troppo piccolo per fare la differenza… Non mi importa risultare impopolare, mi importa della giustizia climatica e di un pianeta vivibile. La civiltà viene sacrificata per dare la possibilità a una piccola cerchia di persone di continuare a fare profitti… Dobbiamo lasciare i combustibili fossili sotto terra e dobbiamo focalizzarci sull’uguaglianza e se le soluzioni sono impossibili da trovare in questo sistema significa che dobbiamo cambiarlo. Non siamo venuti qui per pregare i leader a occuparsene… Siamo qui per farvi sapere che il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no: il vero potere appartiene al popolo…”. Il discorso di Greta Thunberg, quindici anni, alla conferenza Onu per il clima organizzata in P olonia nei giorni scorsi – in cui di fatto non è stato deciso nulla di vincolante per gli Stati, insomma i petrolieri potranno continuare i loro profitti e le loro devastazioni come niente fosse – rimbalza sul web. Ascoltarlo e rileggerlo resta un buon modo per chiudere in modo diverso un anno drammatico per le conseguenze dei cambiamenti climatici e per cercare vie d’uscita
GRETA THUNBERG

IN COSA SI STANNO TRASFORMANDO I GILET GIALLI?
Dire che in Francia ci sono «i forconi» rivela un approccio italocentrico. Tutto molto semplicistico e frettoloso.. In realtà tra i Gilet Gialli si sono aperti spazi, e le contraddizioni che si acuiscono vanno sfruttate anziché rigettate. Di certo, come spiega il collettivo Wu Ming, mentre la conflittualità sociale ha disintegrato la popolarità e la reputazione di Macron, nelle grandi sommosse parigine degli scorsi sabati è entrata in azione “la stessa soggettività che ha animato l’ultimo grande ciclo di lotte, contro la Loi Travail e non solo. C’erano le persone che si erano riunite nelle Nuits Débout e quelle che erano partite nei radicalissimi «cortei di testa»; c’er ano gli studenti che hanno più volte occupato – e tuttora occupano! – licei e università e i lavoratori protagonisti dell’ultima ondata di scioperi generali (ben visibili i ferrovieri); e c’erano gli attivisti che hanno difeso la ZAD di Notre Dame des Landes. E non erano solo adesioni individuali: si trattava proprio delle stesse sigle, degli stessi collettivi e coordinamenti…”
WU MING

QUANDO LE ARCHISTELLE PONTIFICANO
È di questi giorni la notizia che nella gara tra le due stelle architettoniche dei ponti (pontifices) l’ha spuntata il senatore Renzo Piano. Genova e il ponte di Piano, Venezia e il ponte di Calatrava. Due ponti, due città, due storie di segni e una sola filosofia: multinazionali gli architetti e le imprese… «Un tempo si parlava dell’architetto condotto, come il medico – scrive Giuseppe Campagnoli -, una figura di intermediario sociale tra la collettività, la città e il territorio per curare le loro sane trasformazioni: dalla residenza al verde, dai monumenti agli edifici pubblici, dai ponti e grandi strutture. Oggi le “cose importanti” non le fanno più gli architetti ma le imprese di architettura e le loro holdings multin azionali con tanti schiavi disegnatori ai remi. È il mercato bellezza…»
GIUSEPPE CAMPAGNOLI

KAMAL, IL MECCANICO
Tutti giustamente sappiamo chi era Antono Megalizzi. Pochissimi invece sanno chi era Kamal Naghchband. Forse è giusto chiedere perché
GIORGIO CHELIDONIO

IL DELITTO DI AID
Quando la realtà supera la più bieca fantasia. I protagonisti: l’ucciso: Aid, il senza tetto colto franco-algerino di 56 anni che viveva a Palermo (già perché la povertà precipita su chiunque); l’omicida: un ragazzo di 16 anni che abitava nel quartiere di Ballarò; il presunto complice, un ragazzino di 12 anni; il gatto Helios, l’amico intimo di Aid…
DOMENICO STIMOLO

IL LUNGO ADDIO ALLE ARMI
C’è una comunità di campesinos, in Colombia, che da ventuno anni resiste alla violenza della guerra interna più spietata del Sudamerica. La Comunidad de Paz di San José de Apartadó raccoglie i frutti del cacao che diventano il cioccolato di chi mangia le idee che raccontiamo
MARCO CALABRIA

ABBIAMO FATTO IL BUONO COMUNE
La barretta del cioccolato di Modica chiamata Comune, preparata con il cacao della Comunidad de Paz di San José de Apartadó, per ribellarsi facendo merenda. A gennaio inoltrato contiamo di poter regolarizzare le spedizioni periodiche, perché possiate avere un anno intero per gustare il buono Comune
COME PRENOTARE LA BARRETTA DI CIOCCOLATO CHIAMATA COMUNE

 

RIBELLARSI FACENDO, APPUNTAMENTI CONSIGLIATI:

26 GENNAIO, ROMA. LA CASA SIAMO TUTTE, CONCERTO
Fiorella Mannoia, Paola Turci, Giuliano Sangiorgi… per la Casa delle donne

 

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