Convegno Internazionale sulla Fratellanza – Info Comune

500 leader religiosi ad Abu Dhabi

Si conclude oggi il meeting interreligioso dove intervengono anche Papa Francesco e il Grand Imam di Al Azhar Al Tayyeb

 

E’ iniziato ieri 3 febbraio il Convegno Internazionale sulla Fratellanza (Global Conference of Human Fraternity) promosso dal Council of Elders, Consiglio dei saggi musulmani, presieduto dallo shaykh al-Azhar Ahmad al-Tayyib e fondato ad Abu Dhabi nel 2014. Prima dell’arrivo del Pontefice, si sono già riuniti fin da ieri 500 leader religiosi da tutto il mondo che hanno discusso in 21 workshop con 60 relatori, di cui 30 musulmani e 30 in maggioranza di chiese cristiane.

Delegazioni islamiche europee sono venute da Ucraina, Algeria, Libano, Mauritania, Tunisia, Azerbaijan, Kazakhstan, Malesia, Indonesia,  Bosnia, Albania, Kosovo, Croazia, Russia, India e Pakistan. Dall’Italia il rappresentante musulmano è il presidente della COREIS Italiana, Imam Yahya Pallavicini, che è intervenuto oggi nell’ultimo workshop sul tema della Coesistenza, prima dell’incontro finale che suggella il meeting tra lo Shaykh Ahmad Al-Tayyeb e il Papa.

Diffondiamo qui il testo integrale della relazione dell’imam Pallavicini dal titolo “San Francesco e il Sultano Muhammad”, una “lettura contemplativa ” dello storico incontro tra il santo Patrono d’Italia e il sultano ayyubide Muhammad Malik Al-Kamil, di cui proprio quest’anno ricorre l’ottocentenario (1219-2019).

 

Scarica il testo “San Francesco e il Sultano Muhammad Damietta, 1219. L’incontro di un santo cristiano con un re musulmano

 

NEWSLETTER DI COMUNE 

 

FARE POLITICA
Se a Marx va il merito di aver portato allo scoperto il rimosso economico – il profitto – e a Freud il rimosso della famiglia borghese, la sessualità, secondo Lea Melandri al femminismo va riconosciuto di aver scoperto «la politicità della vita personale, cioè di tutto ciò che è stato considerato da sempre “non politico” (…). Oggi lo slogan “modificazione di sé e modificazione del mondo” è l’utopia che possiamo pensare realizzabile, purché non si perda ancora una volta di vista il “sé” come luogo a cui è necessario sempre tornare e dare parola…». Interrogativi e riflessioni su cosa intendere per “fare politica” e, in particolare, su come affrontare lo sciopero dell’8 marzo, una gio rnata senza le donne
LEA MELANDRI

I MATRIARCATI CHE VERRANNO
Il clan e gli altri sistemi familiari allargati. Le alternative al matrimonio e alle gerarchie consolidate. Il declino dei conflitti di natura economica. Il dono senza obbligo di reciprocità. Il metodo del consenso. Dalla straordinaria esperienza delle società matriarcali una densa teoria di spunti e suggestioni che invitano alla riflessione profonda sulle molte alternative possibili a un sistema votato a un rapporto predatorio nei confronti della natura e all’auto-distruzione di molte specie viventi sul pianeta. Società di pace, matriarcato del passato, presente e futuro (a cura di Heide Goettner – Abrendoth e di Luciana Percovich, Castelvecchi Editore), è un libro prezioso per tutti
ALBERTO CASTAGNOLA

LEGGERE CARLA LONZI NEL NOSTRO TEMPO
Nessuno, a priori, è tanto condizionato da non potersi liberare, né sarà tanto alieno dai condizionamenti da potersi dirne libero. Non siamo condizionate in modo irrimediabile, spiegava Carla Lonzi, ma non è mai esistita un’esperienza di liberazione espressa dalle donne. Lo spazio di ricerca di quella essenziale quanto estrema libertà, per molti aspetti aperto proprio dalla Lonzi negli anni della scoperta dell’autocoscienza, è forse il solo, nei movimenti nati nel Novecento, che non s’è mai richiuso. Anzi, con l’avanzare dei decenni, manifesta nuove e sorprendenti domande di autonomia e soggettività in un mondo dove invece le istituzioni restano intrise in profondità dal segno del patriarcato e le conquiste ottenute dalle lotte delle donne sono esposte a minacce inaudite
DALE ZACCARIA

IL GOVERNO DELL’HAPPY HOUR
Col bicchiere il mano a scambiare al bar due chiacchiere, le loro piccole verità crudeli, il loro cinismo irresponsabile. La politica istituzionale ha i suoi riti. In attesa del prossimo sondaggio e del prossimo brunch. “Ci vediamo alla prossima cena quando tra l’antipasto e i cannelloni bombarderemo la Libia… Non voglio parlare di migranti prima di aver finito la salsa che accompagna i cavoletti di Bruxelles… Con la Brexit ci libereremo anche di quelle tremende torte inglesi piene di burro… Basta che non parliamo dei Kurdi. Mi rovinano la digestione…”
ASCANIO CELESTINI

IN TASCA IL TELEFONO DEGLI AVVOCATI DI STRADA
In tempi dominati da paura e povertà abbiamo sempre più bisogno di cambiare la direzione del nostro sguardo per scoprire mondi poco noti. Gli Avvocati di strada (Ads), ad esempio, sono presenti in 49 città con oltre 900 volontari e mettono ogni giorno a disposizione tempo e saperi, «continuando a coltivare il sogno di stare dalla parte degli ultimi». Di fatto l’associazione Ads è il più grande studio legale del paese. Difendendo gratis chi non si può permettere di pagare ristabiliscono un principio minimo di giustizia. E aiutando i senza dimora in tribunale spesso li aiutano a cominciare una “risalita”
DANIELE BARBIERI

PRINCE, IL LUNGO SOGNO INTERROTTO
«Quello di Prince è un lungo sogno interrotto. Un sogno che parte dalle braccia di una madre. Un sogno che passa per la scuola, l’università, la sua, laggiù, come un’altra speranza. Passa per la fuga. Gli addii. La paura di non farcela… Sì è fermato in una “nostra” stazione. Sotto un “nostro” treno. Nella “nostra” Italia. È l’Italia del “prima gli italiani”. L’Italia delle differenze. L’Italia razzista… E io non posso non pensare ai miei bambini seduti al banco – scrive Penny, maestra e scrittrice -, al loro sguardo pieno di speranza e fiducia nel futuro. C’è un Prince dentro ognuno di loro… La verità è che Prince era anche figlio nostro e noi abbiamo lasciato che v incesse la paura…»
PENNY

IL LIBRO DI CHIMICA DI JERRY
Il libro di chimica che Jerry tiene tra le braccia nella foto che rimbalza sui social ci può aiutare forse a capire qualcosa di più. “Lo esprimo con una provocazione: il diniego alla richiesta asilo di Jerry nella sua tragicità è giusto – scrive Andrea Segre -, perché riconosce che Jerry non doveva chiedere asilo…, doveva poter chiedere di venire regolarmente a studiare chimica in Italia… Noi invece consideriamo Prince Jerry una povera vittima che deve fare richiesta asilo, lo obblighiamo a viaggiare su camion e barconi, ad essere torturato in Libia, a pagare i trafficanti e poi, se sopravvive, ad aspettare per anni il responso di una commissione che verifica non i suoi desideri… Così produciamo morte, solo morte…”
ANDREA SEGRE

SALVINI, ZANOTELLI E LA DISOBBEDIENZA CIVILE
Scrive il ministro dell’interno a proposito di Alex Zanotelli: «Dopo avermi definito razzista, “genio malefico”, criminale (e altri complimenti che al momento mi sfuggono), questo prete sostiene che dovrebbero processarmi non solo per la Diciotti ma anche per la Sea Watch. Olè! P.s. Ma, mi chiedo, un uomo di chiesa può essere sempre così pieno di risentimento e di odio???». In un articolo inviato a Comune qualche mese scrive, tra l’altro, Alex: “È fondamentale imbroccare seriamente la strada della disobbedienza civile per tutte quelle leggi che disumanizzano i nostri fratelli e disumanizzano anche noi… Come afferma il danese Kaj Munk, pastore luterano anti-nazista, ucciso c ome un cane nel 1944: ”Quello che a noi manca è una Santa collera!…”
ALEX ZANOTELLI

BILAL, NATO IN LIBIA E RIFUGIATO A NIAMEY
È stato molto fortunato, Bilal, ed è arrivato in Niger. Nato da una donna fuggita a 14 anni dall’Etiopia e finita in Libia, dove – dopo aver dato alla luce il bambino – ha cercato di uccidersi per sfuggire alle torture, Bilal è sopravvissuto al destino che la persecuzione dei migranti aveva preparato per lui. E per ora vive con sua mamma a Niamey, nelle case di sabbia del Sahel, insieme ad alcune altre centinaia di rifugiati sopravvissuti ai lager finanziati dall’Europa. Pur di tenere i migranti lontani dall’Europa, da paese di transito, il Niger diventa così paese d’asilo. Come recitano i versi della poetessa Warsan Shire, nessuno mette i figli su una barca, a meno che l’acqua non sia più sicura della terra
MAURO ARMANINO

STUDIARE, INCIAMPARE, SALTARE MURI
Il tavolo “Saltamuri, Educazione sconfinata per l’infanzia, i diritti, l’umanità” invita tutte le studentesse e studenti e insegnanti che stanno lavorando sui temi dell’immigrazione di prendere in considerazione «l’idea di incastonare all’ingresso della loro scuola una “pietra d’inciampo” per ricordare il ragazzo del Mali annegato con la pagella cucita nell’abito e i tanti altri giovanissimi migranti mai arrivati in Italia e in Europa, che avrebbero potuto abitare le nostre scuole insieme a noi. Diffondiamo e moltiplichiamo l’idea nata in un liceo della provincia di Salerno»
R.C.

IL GRANDE MONDO DI RIACE
In un mese sono state raccolte novantamila firme per la campagna “Riace premio Nobel per la Pace 2019”. Intanto nei giorni scorsi anche il Comitato per la Costituzione della futura Fondazione di Partecipazione – messo su per rinascere i progetti di Riace – ha fatto importanti passi avanti. E si moltiplicano ovunque le iniziative di sostegno al sindaco Mimmo Lucano. Insomma, Riace si era aperta al mondo, ora è il mondo che accoglie Riace
R.C.

SEMI LOCALI E LOCALISMI
Il vero obiettivo non è difendere i semi perché non si mescolino, non si “imbastardiscano”, ma difendere chi li produce e il modo di produzione umano. Del resto il mondo contadino le sementi le ha fatte sempre girare e con curiosità ha prodotto semenza meticcia ovunque. “Le varietà locali sono un punto di partenza per ritessere un’economia locale non inquinata da logiche orientate dal mercato e al mercato, ma non sono un obiettivo – scrive Massimo Angelini – Sono un punto di partenza per ritessere una comunità intorno al proprio patrimonio (così come il dialetto…), ma non sono un obiettivo. Si parte da lì, non si arriva lì e non ci si arrocca lì…”
MASSIMO ANGELINI

UN BUCO NEL CERVELLO DEGLI ECONOMISTI
L’ossessione degli economisti e dei “grandi” media resta la crescita. Intanto le conseguenze dei cambiamenti climatici si fanno ogni giorno sempre più evidenti e incontrollabili. In realtà abbiamo bisogno prima di tutto che vengano abbandonati progetti e investimenti inutili e insensati, pensati solo per inseguire la crescita, per adottare qui e ora migliaia di iniziative diffuse di conversione ecologica per garantire un futuro a noi e a chi verrà dopo di noi: impianti di fonti di energia rinnovabili sufficienti a soddisfare il fabbisogno di tutti; progetti di efficienza nell’uso dell’energia e dei materiali; un’agricoltura ecologica, di prossimità, gestita da imprese di piccola taglia insieme a una revisione radicale della nostra alimentazione; un&rsqu o;edilizia sostenibile, fondata soprattutto sul recupero del già costruito, ponendo un argine al consumo di suolo; la rigenerazione degli assetti idrogeologici del territorio e la salvaguardia degli ecosistemi
GUIDO VIALE

LA CHIAMANO ARTE, MA È UN’ARMA
Il ministro dei Beni culturali non ha dubbi: l’auto a una forma d’arte. Intanto gli incidenti stradali, provocati nella stragrande maggioranza dalle auto, restano le prime cause di morte nel mondo, soprattutto per i giovani e bambini: circa 3.400 morti in Italia: molti più di quelli dovuti alla criminalità o al terrorismo. Naturalmente non solo morti in incidenti stradali, ma anche morti da inquinamento dell’aria. In compenso il 50 per cento del suolo delle città è dedicato a strade, parcheggi, stazioni di servizio
LINDA MAGGIORI

EL SALVADOR AL VOTO SENZA ENTUSIASMO
Anche nel più piccolo dei paesi del Centroamerica, dove migra un quarto della popolazione e 160 milionari raccolgono ancora i frutti dell’87 per cento della produzione nazionale, l’esperienza di governo della sinistra progressista, quella guidata dallo storico Frente Farabundo Martì, che aveva vinto le ultime due consultazioni presidenziali, sembra destinata al tramonto. Non ha cancellato le disuguaglianze sociali e ha seminato molta delusione. Nel voto del 3 febbraio non dovrebbe succedergli la destra tradizionale ma un candidato che esalta il suo nuovo profilo post-ideologico, piuttosto vuoto di contenuti ma capace di raccogliere l’avversità maturata verso la vecchia politica. I movimenti più vivi del pueblo rojo, in particolare quello per la difesa dell’acqua pubblica e quello per la depenalizzazione dell’aborto e contro la violenza sulle donne, restano senza rappresentanza. La loro è una battaglia politica che va combattuta in profondità e ogni giorno
MARIA TERESA MESSIDORO

UN CAPOLAVORO DI ANTROPOLOGIA
Di seguito uno dei migliori trattati di antropologia politico-elettorale mai prodotto. Si tratta di un video che nasce in un contesto specifico, ma la sua forza sta nel fatto che non descrive le singole parti, ma descrive il gioco complessivo che crea le stesse parti. Geniale
MIGUEL MARTINEZ

 

RIBELLARSI FACENDO: UN’AGENDA COMUNE

5 FEBBRAIO, BARI UNA SCUOLA DEMOCRATICA E COOPERATIVA
Presentazione del libro Aprile le porte, curato da Piero Bevilacqua

6 FEBBRAIO, ROMA IL CALCIO SECONDO PASOLINI
Incontro al Cinema Palazzo

7 FEBBRAIO, MILANO MARCIA PER I NUOVI DESAPARECIDOS
Appuntamento in piazza della Scala alle 19,30

9/11 FEBBRAIO, PIACENZA SORGENTE DEL VINO
Vini naturali, tradizione e territorio

9 FEBBRAIO, BRESCIA CAROVANA DEI PACIFICI
Al MoCa incontro con Roberto Papetti e Rce

17 FEBBRAIO, ROMA UN PRESIDIO RUMOROSO E COLORATO
Appello dell’Associazione Genitori Di Donato alla Roma solidale e antirazzista

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