COMUNE INFO

MUNICIPI DI MONDI NUOVI
A Bardonecchia promuovono incontri con chi cerca un passaggio oltre confine, per evitare altre morti, questa volta tra le nevi delle Alpi. A Torre Melissa, nonostante la criminalizzazione del soccorso, non smettono di salvare migranti: l’ultima volta un mese fa, quando molti, svegliati dalle urla provenienti dalla spiaggia, non hanno esitato a buttarsi in mare per soccorrere 51 curdi. A Petralia Sottana, intanto, la festa delle tradizioni popolari è cambiata con l’introduzione di ritmi e sapori di altri mondi. Sono solo alcuni dei molti esempi della costruzione di mondi nuovi coltivata dalla Rete dei comuni solidali, nata e cresciuta per sperimentare cooperazione decentrata e accoglienza diffusa, a cominciare da quella di Riace (che ora si prepara a ripartire), ma prima di tutto per ridare senso a una parola maltrattata come solidarietà. È intorno alla vita di ogni giorno di queste comunità, dove è possibile incidere in profondità nelle relazioni, e delle loro municipalità che cresce speranza
ROBERTA FERRUTI

TOMBA E DESERTO
Hanno criminalizzato le Ong e il soccorso. Hanno trasformato il Mediterraneo in un cimitero. Tuttavia, “tra il mare e la terra si è creato un ponte, Le città accoglienti riempiono le loro piazze e riuniscono i loro sindaci, Le navi della società civile si uniscono… – scrive Alessandra Sciurba di Mediterranea – e si soccorrono a vicenda imparando a usare il diritto come strumento di tutela dei diritti…”
ALESSANDRA SCIURBA

ATTO CONTRARIO
Una cena multiculturale, un pomeriggio di capoeira, un concerto, un incontro in bottega sull’economia solidale, una raccolta ecologica autogestita, una lettura di poesie, un dibattito sull’accoglienza diffusa, ma anche una redistribuzione gratuita di cibo invenduto e un carnevale antirazzista… Queste alcune degli appuntamenti di #Attocontrario: dal 15 al 17 marzo iniziative di ogni tipo in tutte le regioni contro il razzismo. “Non canteremo il buio dei nostri giorni ma la bellezza della resistenza…”
AA.VV.

ATTO CONTRARIO. OUVERTURE
2 marzo: incontro e cena a “sfruttamento zero” con Ascanio Celestini. Prenotate subito
APPUNTAMENTO A SCUP

NON VENDESI APPARTAMENTO A NAPOLI
Non manca certo la creatività tra chi ha aderito ad Atto contrario – l’elenco delle iniziative è in costante aggiornamento -, per promuovere ovunque iniziative di ogni tipo contro il razzismo dal 15 al 17 marzo. Dario, ad esempio, ci scrive dalla Germania ma per parlarci di un angolo prezioso di Napoli, di fronte al Vesuvio: un appartamento che invece di finire nelle logiche del mercato immobiliare potrebbe diventare uno spazio comune. “Come trasformare la casa di Bruno in uno spazio comune autogestito, antirazzista, equo e solidale, in un atto di ribellion e, insomma?…”: Se avete qualche buona idea e voglia di mettervi in gioco non esitate
DARIO BECCI

L’INVASIONE DEGLI AIUTI UMANITARI
Quella che si prepara per il Venezuela non sarà un’invasione classica con lo sbarco dei marines sulle spiagge caraibiche. Il paese chiave dell’intervento è il Brasile di Jair Bolsonaro, dove le alte gerarchie in divisa stanno occupando gli incarichi nevralgici dell’intero paese. Ben cinque generali dell’attuale governo sono veterani della scandalosa Missione Onu ad Haiti (Minustah), comandata per oltre 10 anni dal Brasile, forte della sua esperienza di controllo dei poveri con l’occupazione militare delle favelas, connessa con le politiche sociali e, soprattutto, gli “aiuti umanitari”. Guaidó ha annunciato l’apertura del secondo centro di raccolta di nello stato brasiliano di Roraima, confinante con il Venezuela. I militar i di Bolsonaro faranno entrare nel paese “aiuti umanitari”, coordinandosi con la Colombia. Intanto, un generale brasiliano entra a far parte, per la prima volta nella storia, del Comando Sud delle forze armate degli Stati Uniti. La possibile invasione del Venezuela segna il passaggio dell’esportazione della democrazia dalle “missioni di pace” alla strategia degli “aiuti umanitari”, che i militari brasiliani (e latinoamericani) hanno preparato per tredici anni ad Haiti con l’appoggio dei governi progressisti
RAÚL ZIBECHI 

I BAMBINI DI FOLIGNO
“I bambini conoscono la differenza tra il bene e il male… sanno fare la cosa giusta, difendere, ad esempio, chi viene umiliato… Conoscono il valore dell’amicizia. A loro non frega niente di che colore sei… – scrive Penny – A loro interessa solo il tuo nome. Da quel momento esatto, si conoscono, si riconoscono e, da quell’attimo in poi, tutto diventa possibile. Persino diventare fratelli… Il nostro grazie deve andare ai bambini della classe di Foligno che con naturalezza hanno scelto di fare la cosa giusta: starsi accanto…”
PENNY

IMMAGINARE UNA CITTÀ EDUCANTE
Immaginiamo: si parla e gioca con la matematica presso il museo del calcolo e della scienza o presso quell’azienda informatica; si fa arte nelle sale e negli spazi comuni del museo, nell’atelier e nella bottega; la biblioteca e la libreria ospitano chi fa ricerca in tutte le direzioni; l’edicola trasformata ad hoc e la redazione del giornale locale ospitano invece giovani e ragazzi che intendono approfondire le notizie e l’attualità, discuterne e farne un quotidiano; la fattoria, la bottega artigiana e il mercato guidano nei loro percorsi e nei loro spazi giovani e adulti desiderosi di capire e approfondire gli aspetti più vari della vita urbana e rurale. Certo, si tratta di ripensare alla radice l’idea di apprendimento e le nostre città, tuttavia dobbiamo e possiamo comi nciare dal contesto e dal tempo in cui viviamo…
GIUSEPPE CAMPAGNOLI

IL PROF DAL MENÙ A TENDINA
Il registro elettronico ha comportato un’incredibile semplificazione, nella vita degli studenti e delle famiglie. Ciò che però lo contraddistingue resta la sua ossessione di fare di ogni cosa statistiche e numeri. “La figura geometrica che descrive il rapporto genitore-studente-docente è quella di un faticoso triangolo…. Con l’inserimento del registro elettronico, questa figura geometrica si è profondamente deformata e nessun quadrilatero è adatto a descriverla… – scrive Giulia Addazi, insegnante – Nella scuola di oggi ci sono miliardi di problemi, ma due mi sembrano quotidiani: lo svilimento della professione del docente e l’ansia paralizzante che colpisce sempre più studenti… Il registro elettronico, nelle sue versioni e nei suoi usi più patologici, sembra portare entrambi i dati ai livelli di pericolosità più elevati… Le scuole dovrebbero scegliere coraggiosamente di proteggere l’ambiente di apprendimento, valorizzando la riflessione sulla valutazione, invitando i tre lati ad avere fiducia, non nei numeri, ma nell’educazione stessa…”
GIULIA ADDAZI

TRENI, ZINGARI E POSTI AL SOLE
Il racconto di una giornata qualunque scandita dagli spostamenti con il treno suburbano, il famoso “passante” che collega l’hinterland di Milano con le zone centrali della città. Il viaggio sui binari, per chi ha occhi e cuore attenti al mondo che attraversa, magari concedendo il riposo dei giusti all’impeto di connettersi per non “perdere” tempo, può essere un’esperienza sorprendente. Può svelare in un attimo la pluralità dei percorsi umani, la diversità degli sguardi e la bellezza dei comportamenti semplici. Quelle che aspettano, dormono, sognano e imprecano intorno a noi sono persone che sembrano anonime e invece sono persone comuni, soggetti capaci di mostrarci frammenti di esistenze segnate dalle cicatrici dal pregi udizio oppure la complicità di un sorriso che vuol dire dignità. È la nostra vita che, a saperlo cogliere, regala perfino un piccolo squarcio di poesia
PATRIZIA CECCONI

VEDERE I MATTATOI PER QUELLO CHE SONO
Se c’è un lavoro riservato da sempre agli schiavi o agli strati più miseri della popolazione è quello dei macellai, oggi spesso destinato ai migranti. “Quella nei macelli è rimasta attività negletta, a causa delle pesanti condizioni in cui viene effettuata e dei salari tutt’altro che appetibili… – scrive Annamaria Manzoni -, ma anche per quello che a volte è lo sconquasso psichico che il lavorarci dentro comporta: si tratta di stare a contatto con la morte violenta di esseri senzienti per la durata della giornata lavorativa, pungolarli ad avanzare nel terrore verso la propria morte, indifferenti alle loro urla disperate…, agire su di loro con una brutalità, che è parte integrante, imprescindibile, del lavoro stesso… È il tempo di vedere i mattatoi per quello che sono, luoghi di violenza… La risposta, se vogliamo restare umani, non è riservarli a chi sta peggio: è tempo di chiuderli, perché, diceva Guido Ceronetti, ‘per quanta giustizia possa esserci in una città, basterà la presenza del mattatoio a farne una figlia della maledizione’…”
ANNAMARIA MANZONI

QUANDO LE GRANDI OPERE UCCIDONO
Alle 5 del mattino di mercoledì 20 febbraio, Samir Flores Soberanes si preparava per andare a Radio Amiltzinko, l’emittente comunitaria da lui fondata sei anni prima in un piccolo centro dello stato messicano di Morelos. Sua madre l’ha avvertito che lo stavano chiamando fuori dalla porta di casa. Quando Samir, da tempo anche delegato del Consiglio Nazionale Indigeno, è uscito, i killer arrivati a bordo di due automobili lo hanno assassinato con due colpi alla testa. Da diversi anni, con le comunità locali, Samir si batteva contro un mega-progetto energetico devastante, già quasi completato e costato un miliardo di dollari. Il progetto era stato avviato all’epoca del presidente Calderon e per definirne il completamento il governo di Lopez Obrador ha promosso nei prossimi giorni una demagogica consultazione popolare nello Stato avversata dalle popolazioni indigene danneggiate dal progetto che prevede la patecipazione di imprese spagnole e italiane. Domenica 10 febbraio, nella vicina città di Cuautla, lo stesso presidente del Messico aveva partecipato a un’iniziativa pubblica sul referendum definendo la contestazione che veniva fatta a poca distanza, opera di “radicali di sinistra che per me non sono altro che conservatori”. Samir Flores Soberanes, uno dei più noti oppositori al progetto, era stato, come sempre, uno dei principali animatori di quella protesta “radicale” quanto pacifica
YA BASTA PADOVA

UNA SILENZIOSA CORSA AD ARMARSI
Nei prossimi giorni andrà in discussione alla Camera il disegno di legge che ha già passato il vaglio del Senato. Il testo in discussione prevede che sarà sempre legittimo reagire, anche sparando, contro chi si introduca nella propria proprietà (abitazione, terreno, negozio) a prescindere dal fatto che la situazione configuri un pericolo per la propria incolumità fisica. Una revisione della legittima difesa che provocherà un aumento esponenziale delle armi in circolazione e una conseguente maggiore probabilità del loro uso. Diverse associazioni hanno lanciato una campagna per fermare l’approvazione di questa legge
AA.VV.

LE DONNE E I SILENZI DENTRO ALLE MURA DI CASA
La storia delle donne, a volte, ha radici lontane, coperta da una coltre di silenzi. Chiusa dentro alle mura di casa. Alcune donne riescono a sfondarle quelle mura. “Non abbiate paura di stare male, né di parlare del vostro dolore. Non siete sole. Il sentire, spesso, è comune a molte. Ci rende umane e simili – scrive Penny – Non vergognatevi di cercare la felicità. Sentitevi orgogliose, invece, di non essere rimaste immobili. Mute. Infelici…”
C.P.

 

 

RIBELLARSI FACENDO: UN’AGENDA COMUNE

26 FEBBRAIO, CASERTA PIZZA CONTRO IL RAZZISMO
Lo Sprar di Caserta (ex Canapificio) incontra Gino Sorbillo

26 FEBBRAIO, MILANO IVAN ILLICH E L’ARTE DI VIVERE
Presentazione del libri di Franco La Cecla

2 MARZO, ROMA ATTO CONTRARIO. OVERTURE
Una conversazione e una cena con Ascanio Celestini e la redazione di Comune

2 MARZO, NOCERA. 25 ANNI, TUTTA N’ATA STORIA
Festa del commercio equo locale

3 MARZO, ROMA IL CIOCCOLATO DI QUETZAL
Laboratorio e incontro con la coop Aria (via Nazzareno Strampelli 201)

3 MARZO, TREZZANO SUL NAVIGLIO. FESTA DI RIMAFLOW
Sei anni di fabbrica recuperata, sei anni di ribellione

6 MARZO, ROMA NON TACERE, PER DON ROBERTO SARDELLI
Proiezione del film documentario e testimonianze

9 MARZO, NAPOLI COMPLEANNO DI BANCA ETICA
Auguri per i primi venti anni

 

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