Monteu Roero, 23 maggio 2020

Carissimi,

oggi sono 28 anni che hanno assassinato Giovanni Falcone. L’altro ieri ho assistito alla video conferenza di Luigi Garlando che ha scritto il libro su Giovanni percorrendo la sua vita, la sua strada, gli amici, i parenti e la famiglia. Adesso lo si vuole ricordare mettendo un lenzuolo bianco alla finestra. Per caso ho deciso di fare il bucato quindi anch’io appendo il lenzuolo.

Ieri mi sono sentito con Beppe Reburdo. Anche lui è realista, la vede molto difficile la situazione, guardando i giovani, la gente per le strade di Torino. Ma anche qua, con le dovute proporzioni non è da meno. Incontrandomi con chi mi ha venduto il tosaerba o alcuni negozianti, mi hanno confermato ciò che pensavo. Ieri ho mangiato la pizza al Ciabot con Michele, ex educatore della “Casa della Carità”: sono i rapporti personali semplici che sono stati instaurati in questi anni che danno “positività”, indietro non si torna ma bisogna “avere memoria”, non dimenticare, che per “il proprio interesse” non ci siamo fermati, voltati indietro neanche ora dopo il “lockdown” e quindi tutto torna “normale”, “come prima” anzi ancora peggio perchè le armi continuano a costruirle e poi c’è una “crisi economica” che su quattro aziende una chiude anche perchè è anziana. Bisogna ricordare, è importante. Sono molti che ci credono, ma nello stesso tempo non si è abbastanza per “influire” con la “maggioranza silenziosa” e poi “il sistema non ti aiuta” ma il sistema come gli altri siamo noi. Una goccia che fa la differenza. Luigi Gorlando nel libro scrive: “I giovani nati dieci anni fa a Palermo hanno avuto la possibilità di aprire un negozio senza pagare il pizzo, a differenza dell’epoca di Giovanni”. E da parte mia ho fretta di concludere, di scrivere e poi è risaputo, ogni tre generazioni c’è il crollo con una breve risalita nella quarta. Siamo sempre in “una società maschilista. Il futuro è donna ma il presente non ancora. Quindi l’uomo ha sempre cercato “di fare i suoi interessi”.

ROQUE DALTON: POETA COMUNISTA RIVOLUZIONARIO

23 Maggio 2020 La Bottega del Barbieri Lascia un commento

di Sandro Sardella

http://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2020/05/RoqueDalton-PoesiaMURO-300x168.jpg

ROQUE DALTON POETA COMUNISTA RIVOLUZIONARIO

un piccolissimo libro .. 4,5 x 5 cm. .. copertina cartoncino a

colori .. 4 pagine con pochi versi in inglese e spagnolo ..

ADVICE – ROQUE DALTON – “POEMS FOR ALL” n.4 – marzo

2001 .- 24th. Street irregular press – Sacramento – California ..

un piccolissimo libro.. che sta nel palmo della mano .. e

distribuito da Jack Hirschman durante l’International Poetry

Festival del 2012 in San Francisco ..

un piccolissimo libro .. che mi fece incontrare in quei pochi

versi la poesia di Roque Dalton (1935-1975) ..

http://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2020/05/sardella-RoqueDaltonLIBRO.jpg

Consiglio

Non dimenticare mai

che i meno fascisti

tra i fascisti

sono sempre

fascisti

http://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2020/05/sardella-RoqueDaltonIMMAG.jpg

.. successivamente .. mi sono avventurato nella scrittura

di questo splendido poeta del Salvador in : “Il cielo per

cappello” – Multimedia Edizioni di Salerno .. Antologia

poetica a cura di Emanuela Jossa e Irene Campagna – 2011

.. un volume ricco che offre un arco complessivo del lavoro

di questo poeta comunista e rivoluzionario .. la cui morte

fu una delle grandi tragedie della letteratura Latino

Americana e della sinistra Latino Americana ..

la poesia di Roque Dalton .. nel suo corpo a corpo con le

parole diventa lotta .. leggenda e invenzione .. tra fuoco

e amore .. ..

*

AIDA FUCILIAMO LA NOTTE

Aìda fuciliamo la notte

e la terribile

miseria collettiva.

Ecco abbiamo le nostre quattro mani

e la mia voce.

Ci sostengono i tuoi occhi

e il tuo delicato

modo di amarmi incessante.

Ci sostiene questo sangue proteso

fino al corpo del figlio.

Ci sostengono questa atmosfera

questo pane quotidiano

e queste quattro mura

che proteggono i baci.

Rompiamo, Aìda, questa tormenta amara.

Bisogna costruire fazzoletti luminosi

per asciugare le lacrime dell’uomo.

Bisogna condurre il bambino

alla sua musica remota.

Bisogna tornare a fabbricare bambole

bisogna seminare mais nelle città.

Bisogna far esplodere i grattacieli

e fare spazio perché si levi il grano.

Bisogna costruire attrezzi da lavoro

con gli autobus urbani.

Aìda, fuciliamo la notte

e questa orribile bandiera.

Aìda fuciliamo la notte

e i neri cannoni

e le bombe atomiche;

fuciliamo l’odio

e la terribile

miseria collettiva.

*

AMERICALATINA

Il poeta faccia a faccia con la luna

fuma la sua margherita emozionante

beve la sua dose di parole altrui

vola con i suoi pennelli di rugiada

gratta il suo violino pederasta.

Finchè si rompe il muso

contro l’aspro muro di una caserma.

*

A PROPOSITO DI MAL DI TESTA

E’ bello essere comunista,

sebbene procuri molti mal di testa.

E’ che il mal di testa dei comunisti

si presume storico, vale a dire

che non cede alle pastiglie analgesiche

ma solo davanti alla realizzazione del Paradiso in terra.

Così stanno le cose.

Sotto il capitalismo ci fa male la testa

e ce la strappano via.

Nella lotta per la Rivoluzione la testa è una bomba

a scoppio ritardato.

Nella costruzione del socialismo

pianifichiamo il mal di testa

il che non lo fa diminuire, anzi tutto il contrario.

Il comunismo sarà, tra le altre cose,

un’aspirina grande come il sole.

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