Migranti.it
Il coronavirus ai tempi dell’Ecuador / 2
di Alberto Acosta

Emersione dei rapporti di lavoro/regolarizzazione: pubblicato il decreto interministeriale     Posted: 31 May 2020 06:53 AM PDT   Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto interministeriale 27 maggio 2020 che disciplina le modalità per la presentazione delle domande di emersione di rapporti di lavoro dei cittadini extracomunitari, italiani e dell’Unione europea, e per le domande di permesso di soggiorno temporaneo. Il provvedimento è stato adottato in attuazione dell’articolo 103 (“Emersione di rapporti di lavoro”) del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34. È ora on line la circolare del dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione adottata il 30 maggio per fornire le indicazioni operative relative alla procedura di emersione dei rapporti di lavoro. http://feeds.feedburner.com/~ff/migrantitorino?d=yIl2AUoC8zAhttp://feeds.feedburner.com/~ff/migrantitorino?i=DFCq7gLf0aU:18oZobl_cJo:V_sGLiPBpWUhttp://feeds.feedburner.com/~ff/migrantitorino?d=7Q72WNTAKBAhttp://feeds.feedburner.com/~ff/migrantitorino?d=s4ihqTbc6Eohttp://feeds.feedburner.com/~ff/migrantitorino?d=IzAz0vXT5okhttp://feeds.feedburner.com/~ff/migrantitorino?d=-LCIOIbOqGI     

Torino, 1 giugno 2020

Carissimi,

ieri sono ritornato da Lina, dopo tre mesi di domiciliari, ed insieme abbiamo assistito alla messa di don Fredo con 37 collegamenti e 32 in presenza, mi fa pensare alle presenze fisiche e le virtuali che sono “realtà significative” per un mondo umano.

Una breve correzione al mio scritto. Non avrò bisogno di scrivere una testimonianza del mio vivere durante il Covid, anzi è stata una opportunità nel continuare la mia vita: una testimonianza per i giovani.

Dovrei sviluppare “il mio lavoro”. Le mie esperienze sono un “tutt’uno” al Coronavirus. Da sempre le parole sono pietre come gli scritti. Con wattzap ci si è eliminati gli scritti lasciando spazio alle parole e poi ci siamo assuefatti come mi aveva detto Anna di San Rocco l’anno scorso e poi la vecchiaia e la salute ci fa perdere la memoria. virus. “. Da oltre vent’anni siamo in  un mondo che cambia. Nomino i miei, sopratutto mia sorella, perchè è quando si è ammalata (1994) che è iniziato il “declino”: pochi mesi sembravano gli anni d’oro. A parte il mio caso che in un bellissimo giorno di primavera mia sorella entrava all’ospedale e contemporaneamente stava per essere eletto Berlusconi. Ora tutti e dico proprio tutti ci siamo assuefatti alla società per ubbidire finire, tre mesi fa di stare chiusi in casa ed uscire quando fosse stato necessario. In tutta la mia vita ho sempre fatto ciò che era necessario. Nel necessario ho messo sempre il momento di “svago”, ma non più di tanto.

Nel 2005 ebbi una proposta di un “condominio solidale”: vi allego il mio diario. Il rapporto tra anziani è sempre stato “difficile”  se nella vita non si è stati aperti.

Il Coronavirus è un confine verso un “mondo green”. Molti hanno difficoltà di riprendersi, soprattutto le cooperative come al Cottolengo oppure alla Comunità di Bose: sono più di 80 persone che “costano” come i prezzi delle camere che già trent’anni molti non andavano, come il sottoscritto, perchè non potevano permetterselo. Ed è per quello che avendo avuto dei soldi a disposizione li ho spesi all’80 in solidarietà lavorando nel “No Profit”. Sono stato deluso, ma non illuso perchè ci credo ancora, avendo segnato le spese, che presto mi rientreranno con il “mio lavoro e le mie “proprietà”. In questi due mesi tutti i giornali hanno nominato la “resilienza” del “No Profit”.

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Emersione dei rapporti di lavoro/regolarizzazione: pubblicato il decreto interministeriale     Posted: 31 May 2020 06:53 AM PDT   Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto interministeriale 27 maggio 2020 che disciplina le modalità per la presentazione delle domande di emersione di rapporti di lavoro dei cittadini extracomunitari, italiani e dell’Unione europea, e per le domande di permesso di soggiorno temporaneo. Il provvedimento è stato adottato in attuazione dell’articolo 103 (“Emersione di rapporti di lavoro”) del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34. È ora on line la circolare del dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione adottata il 30 maggio per fornire le indicazioni operative relative alla procedura di emersione dei rapporti di lavoro. http://feeds.feedburner.com/~ff/migrantitorino?d=yIl2AUoC8zAhttp://feeds.feedburner.com/~ff/migrantitorino?i=DFCq7gLf0aU:18oZobl_cJo:V_sGLiPBpWUhttp://feeds.feedburner.com/~ff/migrantitorino?d=7Q72WNTAKBAhttp://feeds.feedburner.com/~ff/migrantitorino?d=s4ihqTbc6Eohttp://feeds.feedburner.com/~ff/migrantitorino?d=IzAz0vXT5okhttp://feeds.feedburner.com/~ff/migrantitorino?d=-LCIOIbOqGI     

Torino, 1 giugno 2020

Carissimi,

ieri sono ritornato da Lina, dopo tre mesi di domiciliari, ed insieme abbiamo assistito alla messa di don Fredo con 37 collegamenti e 32 in presenza, mi fa pensare alle presenze fisiche e le virtuali che sono “realtà significative” per un mondo umano.

Una breve correzione al mio scritto. Non avrò bisogno di scrivere una testimonianza del mio vivere durante il Covid, anzi è stata una opportunità nel continuare la mia vita: una testimonianza per i giovani.

Dovrei sviluppare “il mio lavoro”. Le mie esperienze sono un “tutt’uno” al Coronavirus. Da sempre le parole sono pietre come gli scritti. Con wattzap ci si è eliminati gli scritti lasciando spazio alle parole e poi ci siamo assuefatti come mi aveva detto Anna di San Rocco l’anno scorso e poi la vecchiaia e la salute ci fa perdere la memoria. virus. “. Da oltre vent’anni siamo in  un mondo che cambia. Nomino i miei, sopratutto mia sorella, perchè è quando si è ammalata (1994) che è iniziato il “declino”: pochi mesi sembravano gli anni d’oro. A parte il mio caso che in un bellissimo giorno di primavera mia sorella entrava all’ospedale e contemporaneamente stava per essere eletto Berlusconi. Ora tutti e dico proprio tutti ci siamo assuefatti alla società per ubbidire finire, tre mesi fa di stare chiusi in casa ed uscire quando fosse stato necessario. In tutta la mia vita ho sempre fatto ciò che era necessario. Nel necessario ho messo sempre il momento di “svago”, ma non più di tanto.

Nel 2005 ebbi una proposta di un “condominio solidale”: vi allego il mio diario. Il rapporto tra anziani è sempre stato “difficile”  se nella vita non si è stati aperti.

Il Coronavirus è un confine verso un “mondo green”. Molti hanno difficoltà di riprendersi, soprattutto le cooperative come al Cottolengo oppure alla Comunità di Bose: sono più di 80 persone che “costano” come i prezzi delle camere che già trent’anni molti non andavano, come il sottoscritto, perchè non potevano permetterselo. Ed è per quello che avendo avuto dei soldi a disposizione li ho spesi all’80 in solidarietà lavorando nel “No Profit”. Sono stato deluso, ma non illuso perchè ci credo ancora, avendo segnato le spese, che presto mi rientreranno con il “mio lavoro e le mie “proprietà”. In questi due mesi tutti i giornali hanno nominato la “resilienza” del “No Profit”.

VORREI SOTTOPORTI QUESTI 3 ALLEGATI CHE RIGUARDANO UN PROGETTO DI CUI MI ERO OCCUPATO QUALCHE ANNO FA INSIEME AD UN COLLEGA

SI CHIAMA “ CONDOMINIO A GESTIONE SOLIDALE “ ABBREVIATO “ C.G.S. “

FORSE GIA’ IL PRIMO FILE TI POTREBBE DARE UNA IDEA

GLI ALTRI DUE FILE SONO GIA’ PIU’ OPERATIVI E DOVREBBERO INTERVENIRE POI IN UN SECONDO TEMPIO

SONO OVVIAMENTE FILE DA ATTUALIZZARE VISTO IL TEMPO TRASCORSO

LA COSA FU POI MESSA IN STAND BY NON PERCHE’ NON CI CREDEVAMO PIU’

ANZI CI FURONO ALCUNI CONTATTI NEL PUIBBLICO E NEL PRIVATO CHE SI DIMOSTRARONO INCENTIVANTI

POI IL SUDDETTO COLLEGA FU TRASFERITO E COSI’ LA COSA RIMASE LI’ IN ATTESA DI TEMPI MIGLIORI

IO COMINCIAI AD OCCUPARMI D’ ALTRO E LO MISI NELL’ ARCHIVIO COME SI SUOL DIRE

SE ORA TU AVESSI  SOLO IL TEMPO DI ESAMINARE IL CONTENUTO E DIRMI IL TUO PARERE IN MERITO

RICORDO CHE IN ALLORA INTERPELLAMMO ANCHE DEGLI IMMOBILIRISTI CHE CI ESORTARONO A NON DESISTERE CHE L’ IDEA ERA VALIDA E NON DA TRASCURARE

MAGARI NE PARLIAMO A VOCE UN MOMENTO QUANDO CI VEDIAMO DA TE LA PROSSIMA SETTIMANA UN CARO SALUTO FRANCO

Riferimenti: Dott. Ing. Franco Ottone tel. Casa  011. 56.82.349   cellulare   3339085238

Come è morta mia mamma Franco mi fece la proposta di “un condominio solidale”: è un bel progetto per me che sono solo, un anziano oppure per un figlio che abita all’estero e per il genitore essere un investimento. Purtroppo da parte mia non sono stato “attento alla proposta” e Franco non è stato costante come si dovrebbe essere: piccolo cose ma nella continuità. Oltre ad essere un servizio vuole essere un “punto d’incontro tra generazioni”. Poi negli anni sono nati molti “residence” per anziani e studenti e continueranno ad aprire secondo la nostra idea.

Dobbiamo continuare a proporre “utopia”: germogli che qualcuno raccoglierà.

Agli Organi Competenti del Comune di Torino

Oggetto

SOCIAL HOUSING

RICHIESTA AL COMUNE DI TORINO DI UNA AREA EDIFICATORIA IN CONCESSIONE ONEROSA PER LA REALIZZAZIONE DI UN PROGETTO PILOTA INTEGRATO DI ABITAZIONI E SERVIZI COME DI SEGUITO DESCRITTO

      PROGETTO PILOTA DI UN

    CONDOMINIO a GESTIONE SOLIDALE

          (  C.G.S. )

Siamo una associazione  “ in fieri “ animata, per ora in modo informale, da un gruppo di persone ed operatori attivi nel settore immobiliare, sociale, assistenziale,   alla ricerca di una sede che consenta di sviluppare il progetto CGS di pari oggetto. L’associazione verrà regolarmente registrata non appena se ne verificheranno le necessità ed i requisiti.

Il progetto CGS prevede, come atto fondativo, l’acquisizione di un terreno,  preferibilmente  in zona urbana servita da MM o ferrovia o mezzi pubblici,da adibire al fine preposto; si richiede una cessione con passaggio di proprietà in via transitoriaria temporanea per un dato periodo (esempio novantanove anni ) attraverso un comodato oneroso per l’ operatore richiedente.

L’ ordine di grandezza dell’ insediamento urbano è  in un ambito di circa 100 unità abitative per   le ragioni che emergono dal tipo di intervento di seguito descritto , ragioni legate soprattutto  ad una ottimizzazione economica dei costi di esercizio.

L’ unità immobiliare singola tipica ed adatta al progetto è un alloggio bi/trilocale.

Il CGS è un progetto di vita condominiale di tipo comunitario, ma con unità immobiliari indipendenti e di proprietà di ogni singolo condomino.

Le linee guida del progetto sono le seguenti

Impatto minimo sul territoro in fase di costruzione con adozione di tecniche edificatorie volte a ridurre al minimo la scala dell’ intervento.

Sfruttamento delle fonti di energia rinnovabili disponibili per ridurre a zero o ai minimi valori i costi di esercizio.

Il progetto è rivolto a famiglie, single, anziani, studenti ed è gestito con uno speciale regolamento di condominio che contempla non solo reciproci diritti e doveri nel senso civile ed usuale del termine ma anche nel senso etico del termine.

Il progetto prevede la realizzazione di spazi tecnici comuni ( lavanderia, sale gioco per bambini, sale ritrovo per adulti, spazi per attività sportive e di ricreazione etc. ) e di spazi educativi ( riunioni, tempo libero etc. )

Il progetto prevede la commissione all’ amministratore di reperire in loco nuclei mobili di servizi assistenziali ( badante, infant sitting, baby sitting, pulizie etc. ) da adibire alle necessità dei singoli condomini e nell’ interesse dei singoli condomini.

Il progetto prevede la partecipazione e la comune disponibilità Il dei condomini a concorrere ove fossero disponibili alla assunzione di compiti nei servizi di cui al punto5.

Gli spazi ed i servizi di cui ai precedenti punti 4. 5. 6. saranno studiati e commisurati alla giusta dimensione del condominio

Tutto il progetto è incentrato sulla proprietà individuale della singola unità immobiliare da parte di ciascun condomino a tutela della sua irrinunciabile privacy.

Il progetto dal punto di vista gestionale potrà essere affidato ad una associazione ad hoc tipo ONLUS o ad un Fondo appositamente studiato e adattato su misura.

Il progetto ha fine non solo abitativo ma anche e soprattutto sociale ed assistenziale e promozionale di un certo tipo di convivenza tra le persone e rappresenta un investimento che può coinvolgere non solo individui o singole famiglie ma anche famiglie in senso allargato che abbiano o studenti in cerca di spazi indipendenti o anziani che rimangono soli e possono così disporre di una struttura gestita ad hoc con servizi in comune più economici e ad evitare per quanto possibile il collocamento in case di riposo che rappresentano comunque uno sradicamento a volte doloroso per tutti.

Va da sé che il progetto costituisce anche un valido supporto per famiglie giovani con padri e madri  che lavorano e che debbono pensare a come provvedere alla gestione di figli in età preasilo o prescolastica.

Infine il progetto si propone in termini generali e soprattutto in termini economici di sollevare la comunità civile di incombenze e costi di servizi ad anziani e bambini che con il passare del tempo diventano sempre più difficili e cari.

Si conclude affermando  che il nostro progetto che rientra nelle esperienze di social  housing se affrontato con le dovute cautele e attenzioni e sperimentato su una struttura nuova e studiata appositamente allo scopo potrà dare luogo ad un interessante seguito di ricadute positive  che potranno essere di giovamento per tutte le componenti della società.

Ok Mi fa piacere che stai dedicandoti al condominio solidale con molta
attenzione e spero con altrettanto esito
Teniamoci in contatto che forse qualcosa di buono il futuro ci riserva….
Ciao e ancora complimenti Franco ottone

Bravo daniele

sei veramente forte!

Complimenti Franco Ottone

Co-housing ritrovarsi in una dimensione umana

Anche a Torino (via Cottolengo 4) è arrivato il primo esempio concreto di “co-housing”, finora in voga soprattutto nel nord Europa. Il co-housing è un modello abitativo che per­mette di superare la proverbiale solitudine metropolitana, potendo usufruire di spazi comuni e servizi extra risparmiando anche sulle spese; può essere applicato· anche lontano dalle città, in piccoli villaggi abban­donati o casolari solitari. In altre parole: più socialità, qualità della vita e risparmio, a patto che ci si dia una mano tra “co-abitan­ti” e si abbia un minimo di elasticità rispetto alla condivisione degli spazi comuni e delle regole condivise. Un po’ come succede già da molti anni negli alloggi presi in affitto da studenti, in cui ognuno ha la propria stanza privata, e poi divide cucina, bagno e canti­na con gli altri. A Torino il merito di questa nuova iniziativa va ascritto all’associazio­ne “CoAbitare”, che da tempo promuove il co-housing in città e dintorni. Racconta Matteo: <Non volevamo più vivere in un condominio che fosse un insieme di tante cellette stagne separate, ma in un ambien­te a misura d’uomo, ecosostenibile, dove poter stringere rapporti gli uni con gli altri, aiutandoci a vicenda>. Una volta trovato il condominio, i futuri coabitanti hanno fon­dato una cooperativa edilizia, “NumeroZe­ro”, per poterlo acquistare. In Italia, infatti, il cohousing non è contemplato dalla legge, quindi come gruppo spontaneo non sarebbe stato possibile comprare l’immo­bile. <Contemporaneamente sono iniziati gli studi per la ristrutturazione – continua Matteo – Abbiamo ricavato otto apparta­menti più le aree comuni: cortile, terrazza, salone, sala polivalente e cantina.> I lavori pesanti sono iniziati a novembre e dovreb-

bero terminare entro il 2010, con un comu­ne denominatore: <Vogliamo realizzare un condominio ecosostenibile e a risparmio energetico, che rientri nella classe B. Per esempio, metteremo il sotto tetto con fibre di legno isolanti, utilizzeremo sughero, pavimenti radianti a bassa temperatura e pannelli solari>. I servizi comuni saranno,

oltre agli spazi appositi, la spesa (con la costituzione di un Gruppo d~Acquisto), le lavanderie al piano (ricavate negli ex bagni sul ballatoio) e il giardino interno. Come dividersi i compiti? <Decideremo tutti in­sieme, andando incontro alle esigenze e inclinazioni di tutti. Possiamo sia specia­Iizzarci ognuno in qualcosa, oppure fare a rotazione seguendo dei turni. Da marzo ci vediamo una volta alla settimana, per co­noscerci meglio e risolvere di volta in volta i problemi. Quando si porrà la questione, troveremo la soluzione migliore>. Un po’ come la scelta dei compagni di avventura, punto molto delicato e decisivo per la buo­na riuscita dell’intero progetto: <Ci si sce­glie reciprocamente, tra chi arriva e chi già c’è. Facciamo vedere la casa, ci conoscia­mo passahdo un po’ di tempo assieme, e spesso scatta il colpo di fulmine. Ora c’è ancora un alloggio vuoto, con diversi can­didati a entrarci. Se tutti confermeranno il loro interesse, dovremo scegliere noi. Sarà antipatico, ma non ci sono alternative.> Un ultimo dubbio prima cha scatti il colpo di ful­mine: quanto costa diventare coabitanti di via Cottolengo 4? Dai 2000 ai 2500 €/m2 a seconda di parametri come l’esposizione, il piano o l’affaccio su piazza Repubblica, nel caso specifico. <Ed è una cifra “chiavi in mano”, già comprensiva di tasse, spese notarili, lavori e tutto il resto.

lnfo: www.coabitare.org; http://www.cohousin­gnumerozero.org

La Stampa del 7 dicembre 2016

Ecco la casa solidale, invece dell’affitto si fa la lavatrice o da baby sitter per tutti Nel Cuneese il condominio “La nova corte”: alloggi a costi bassi in cambio di servizi

 Un condominio vecchio stampo, in cui tutti si conoscono, si aiutano, condividono le difficoltà quotidiane ma anche i compleanni e le feste. In cui c’è chi accompagna i bimbi a scuola, chi fa la spesa per sé e per il vicino, chi mette a disposizione il proprio tempo per aiutare i più piccoli a fare i compiti. Un condominio nuovo, a consumo zero, che risponde alle normative 2020. Due realtà che sembrano lontane ma che si fonderanno in una sola: nel palazzo «La nova corte» che sta nascendo a Fossano, nel Cuneese.

L’obiettivo è creare un condominio «solidale» e per trovare gli inquilini giusti la Open srl, soggetto attuatore, ha pubblicato un bando che ha tra i suoi allegati un questionario stilato per individuare il grado di disponibilità. «Perché senza la buona volontà non si fa nulla» spiega Beppe Beccaria, presidente della Fondazione Noi Altri, ente che riunisce 17 realtà del terzo settore e che collaborerà per l’assegnazione degli alloggi insieme alla Fondazione Crf. A disposizione ci sono 13 bilocali, 15 trilocali e 3 quadrilocali, tutti dotati di box auto e cantina, per cui sono previsti canoni mensili a par

tire da 300, 370 e 450 euro. Destinatari del bando sono nuclei familiari a basso reddito, giovani coppie, anziani in condizioni sociali o economiche svantaggiate, studenti fuori sede, immigrati regolari a basso reddito residenti da almeno dieci anni nel territorio nazionale. Tutti, però, devono rendersi disponibili a vivere in un condominio caratterizzato da inclusione, reciprocità intergenerazionale, condivisione e accoglienza. I progetti solidali saranno studiati insieme ai futuri inquilini, ma le proposte variano dal babysitteraggio alla spesa per gli anziani, dalla creazione di un gruppo di acquisto

solidale al bike-sharing del palazzo. A aiutare l’organizzazione ci sarà un’associazione cittadina. C’è già uno spazio comune da utilizzare per feste, compleanni, come postazione computer, per installare asciugatrici e lavatrici ad uso comune. A tre giorni dall’apertura del bando sono state presentate 4 domande e richieste decine di informazioni. «L’idea di avere qualcuno che ti dia una mano con i bambini è stupenda – racconta Alice, impiegata con due figli -. Una volta era più facile stringere amicizia con il vicino di casa. Sapere che tutti in quel palazzo hanno voglia di creare

una comunità ti fa venire voglia di andarci a vivere». Tra gli interessati c’è Giovanni, che è anziano e ha un figlio disabile: «Se qualcuno fosse disponibile ad aiutarmi nella spesa gli sarei grato, in cambio potrei aiutare i ragazzi con i compiti». Quella che si profila è una sorta di «banca del tempo» condominiale, in cui si restituiscono gli aiuti ricevuti mettendo a disposizione qualche ora di tempo e le proprie competenze. Come quella di Andrea, che potrebbe «insegnare ad utilizzare il computer, ad esempio, ma se un vicino mi aiutasse ogni tanto a preparare la cena i miei figli e mia moglie sarebbero contenti». C’è chi accoglie l’idea delle asciugatrici in comune, «e perché no, anche le lavatrici – spiega Luisa -. Basterebbe un minimo di organizzazione per risparmiare». «Dovrei trasferirmi a Fossano per lavoro ma non conosco nessuno – aggiunge Luca -. Vivere in un condominio in cui c’è amicizia e collaborazione ti sprona a fare il trasloco».

Via Gandolfi 25 – 15100 Alessandria – tel. 333.2192322 fax 0131.039982

www.marchesimonferrato.com   – e-mail: marchesimonferrato@yahoo.it 

2 pensieri riguardo “migranti.it – condominio solidale – Ecuador

  1. Hai voglia di fare un salto a Marinaleda alla fine del Covid

    Sento che si stanno attrezzando per partire

    Che nostalgia a risentire parlare di condominio solidaleb !!!

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