Buonanotte!

Vivi in modo da lasciare il mondo più abitabile di quando eri arrivato. (Leo Suenens)

Buonanotte! Due fotografie scattate al cimitero di Lampedusa

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8 ottobre: la giornata del camminare

La violenza è tentatrice, perchè dispensa da uno sforzo di attenzione, dal lavorio della ragione. Bisogna sciogliere un nodo? No, si fa prima a toglierlo. (Leone Tolstoy)

Torino, 19 settembre 2017

Carissimi,

camminare, in realtà, almeno per me è stato così, camminare facendo le cose quotidiane. La moto, l’auto sono dei mezzi che ti permettono di fare più cose. Nel 1988 ero entrato in part-time per lavorare già allora nel sociale, specificatamente nel Mais, un organismo non governativo, ma era un modo di fare le cose con più calma come leggere un libro, vedere la televisione. Nel mio caso con più calma vuol dire facendo le cose con riflessione. Poi mia sorella, mia mamma, usavo l’auto per accompagnarle e negli ultimi tempi per essere a casa con mia mamma. Quando partivo per il mondo su un mese di ferie mi dovevo prendere 10 giorni prima e almeno due/tre giorni dopo. Adesso sono sempre Daniele ma ho una serie di “incombenze” maggiori. E’ vero che grazie all’auto ti permette di conoscere gente, essere autonomo ma ora io ho bisogno di uno stacco.

camminareCamminare e creare un mondo nuovo

Paolo Piacentini | 14 settembre 2017 | 0 commenti – http://www.infocomune

 

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di Paolo Piacentini *

 

Quest’anno la Giornata del Camminare si inserisce in un contesto nazionale ed internazionale molto difficile che non è esagerato definire drammatico, perché sembra che tutti i nodi stiano venendo al pettine. L’intreccio tra crisi ambientale, grandi esodi determinati dalle catastrofi naturali e dalle guerre, è sempre più tangibile e invade la scena del nostro “sicuro” occidente aprendo contraddizioni pesanti che invocano un cambio radicale dei nostri modelli di vita individuali e collettivi. Questa irruzione di fenomeni naturali sempre più estremi, che speriamo apra una falla nel muro di omertà di chi vuole continuare a nascondersi dietro il dito del negazionismo o quantomeno a sottovalutare la gravità del momento, ci convince ancora di più sull’utilità e ormai necessità della nostra campagna nazionale finalizzata alla promozione del camminare.

 

Qualcuno potrebbe dire che la nostra promozione del gesto più naturale che ha accompagnato gli spostamenti quotidiani delle persone fino alla metà del secolo scorso, è solo un granello di sabbia nel deserto della crisi ambientale planetaria. Siamo pienamente consapevoli della complessità dei fenomeni e di quante siano le concause dell’attuale situazione ma siamo convinti che anche il granello più piccolo può dare un contributo fondamentale per invertire la rotta.

 

Anche quest’anno le adesioni alla Giornata saranno molto varie e declineranno il camminare nei mille modi possibili, ma più degli altri anni ci sta a cuore che queste iniziative, in programma per domenica 8 ottobre, abbiano un seguito. Per questo in qualità di presidente della Federtrek ho lanciato l’idea che fossero i singoli cittadini a scrivere un appello ai propri sindaci per dire di aderire con convinzione. Quest’appello sta avendo un buon successo, anche se è stato lanciato solo sui social e fa seguito alle lettere ufficiali che abbiamo inviato a tutti i sindaci d’Italia, agli Enti gestori delle aree protette e ad un vasto numero di associazioni che ci seguono da molto tempo.

 

Stanno arrivando già molte adesioni da varie zone d’Italia e siamo sicuri che alla fine le iniziative copriranno tutto il territorio nazionale. Ringrazio in modo particolare, a nome di tutta la Federtrek, Comune-info per lo spazio che riserva al nostro messaggio culturale non solo seguendoci nel periodo che precede la Giornata del Camminare ma con continuità nell’intero arco dell’anno, diffondendo una cultura della sobrietà e della nonviolenza in cui la sfera del camminare come stile di vita quotidiano si inserisce perfettamente.

 

 

 

.

 

Questo il testo della lettera proposta per l’invio da parte dei cittadini:

 

Caro Sindaco

 

ho saputo che anche quest’anno FederTrek organizza, per domenica 8 ottobre, la Giornata Nazionale del Camminare; un momento importante per promuovere il gesto più semplice e naturale di mobilità dolce nelle piazze e nelle strade della nostra città.

 

Sarebbe bello se anche lei decidesse di aderire sensibilizzando i cittadini a muoversi a piedi, almeno per un giorno, per assaporare la bellezza di luoghi che ci circondano ma di cui spesso non sentiamo la presenza.

 

Le chiedo di darmi la possibilità di riprendermi lo spazio e il tempo che spesso nel quotidiano mi viene tolto dalla presenza di troppe auto. Le chiedo di pedonalizzare almeno alcuni ambiti più significativi per poter passeggiare in sicurezza e vedere i bambini correre liberi e felici

 

Le chiedo, banalmente, di approfittare di questo evento per avviare un processo partecipato che provi a ridisegnare una città a misura di persone. Sarebbe bello sognare insieme una città come spazio da conoscere ed amare, un luogo di cui prendersi cura come fosse il semplice prolungamento della nostra casa.

 

Ecco, la città come luogo di bellezza condivisa dove la dimensione dell’abitare rimette al centro della vita comunitaria i vicoli le strade e le piazze, finalmente liberi dal predominio delle auto!

 

Sig Sindaco, dai proviamoci insieme iniziando da una grande giornata di festa dedicata al camminare!

 

*Presidente di FederTrek

Buona giornata!

Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone. (John Steinbeck)

 

Torino, 19 settembre 2017

 

Carissimi,

 

sono i viaggi che fanno le persone. Come avrete letto i miei “libri” sono sempre in viaggio, soprattutto negli ultimi anni, che sono rimasto solo, devo staccare, anche qui è relativo, ognuno ha il suo modo di “staccare”, per chi il lavoro è anche divertimento è più difficile. Ne sa qualcosa Papa Francesco che non fa le ferie o Paolo domenica scorsa nel suo intervento: lavoro e divertimenti.

Ora senz’auto stò meglio, stanotte ho dormito e posso “lavorare” con calma e poi, magari, a Natale, vado in “vacanza” in Nicaragua. Mi hanno scritto ieri che mi aspettano. Ho già due borse da portare ma a pensare alla preparazione dei bagagli, al passaggio della dogana e affini mi viene freddo solo a pensarci. E poi come mi ha detto Gianni: “Bisogna fare finch’è possiamo”. Ed è vero, come mi giro molte persone sono in difficoltà come Luigina che guardava mia mamma: 87 anni ha la leucemia, ha già fatto una chemio ed è molto stanca. Io stesso ho dei problemi, ora stabilizzati, ma fino a quando? Dio vede e provvede!

 

Vincere, e perderemo di Mattia Feltri – Da “La Stampa 19 settembre 2017”

 

Però, quanti bei candidati premier. L’ultimo candidato premier è Luigi Di Maio, candidato premier dei cinque stelle, che ha sette sfidanti sconosciuti, quindi tutti candidati premier che però non diventeranno mai candidati premier: vince Di Maio, sarà lui il candidato premier. Silvio Berlusconi si è candidato premier di Forza Italia, se la legge glielo consentirà, e di tutto il centrodestra, se il centrodestra glielo consentirà. Ma pare di no: Matteo Salvini è il candidato premier della Lega e dice che il candidato premier del centrodestra lo decideranno gli elettori. È d’accordo con lui il candidato premier dei F.lli d’Italia, Giorgia Meloni, che vorrebbe un candidato premier del centrodestra scelto con le primarie. Il candidato premier del Pd è Matteo Renzi anche se qualcuno del Pd vorrebbe che il candidato premier del Pd fosse Paolo Gentiloni. Giuliano Pisapia, che forse sarà il candidato premier di qualcosa, dice che il centrosinistra deve riunirsi e scegliersi un candidato premier, magari Romano Prodi, che però non vuole fare il candidato premier. Ma la sinistra della sinistra pensa che sia morto il centrosinistra e pensa a un proprio candidato premier, ma non sa ancora chi sarà il candidato premier né come si sceglierà, e spera in Massimo D’Alema o Pierluigi Bersani. C’è soltanto un problema: siccome si sono dimenticati di fare una legge che permetta a uno di loro di vincere, abbiamo tantissimi bellissimi candidati premier, e poi il premier sarà uno che non è candidato premier.

 

 

Nostro Teatro di Sinio a Sant’Albano Stura

Portato che fu l’avviso della morte di Pietro a Bonifacio VIII, riferiscono che si sentisse soddisfatto d’animo, perché cessò la causa dei disturbi che potevano recargli i suoi nemici. (Celestino Telera)

Torino, 18 settembre 2017

E volto un’altra pagina. Dopo trent’anni ho venduto l’auto. Stò meglio. Avevo comprato una piccola 126 nera aveva 80000 chilometri: mia mamma la ricordata fino alla morte. L’avevo presa perchè al sabato e alla domenica mi serviva e i miei dovevano andare in campagna e poi duplicavo molte diapositive, proiezioni in tutto il Piemonte. Una volta sono caduto con il motorino e  tutte le diapositive per terra. Ora tutte queste cose moltissimo meno e poi devo “mettere a posto”, far le cose con calma.

 

Liber ha un nuovo libro: Essere

Non morirei mai per le mie convinzioni, perché potrebbero essere sbagliate. (Bertrand Russel)

 

 

Torino, 17 settembre 2017

 

Carissimi,

 

ieri sono stato a messa da don Fredo nella sua parrocchia: il perdono, sempre perdonare, quello che ha ripetuto sempre mia mamma agli amici, ai suoi parenti, e don Dino l’ha ricordato nell’omelia del giorno del suo funerale. Acqua passata, il passato dobbiamo ricordarlo perché riusciremo in nuovo futuro. Poi oggi a Sant’Andrea, meno gente, meno giovani, più case, più auto che è difficoltoso trovare parcheggio. I nuovi marciapiedi hanno limitato i posti auto però c’è lo spazio per i “diversi”: questo è positivo: trent’anni fa non era possibile. Poi da Lina, ho incontrato Armando, Giovanni, sento che siamo “disorientati”: manca la voglia di impegnarsi come un tempo, la vecchiaia, la famiglia, il lavoro, i nipoti. Vi riporto una frase che Lina aveva scritto quando ho terminato il libro de “La Ghiaia” che leggerete poi completamente: piace che sento tutto il mio essere:

 

“…Con la semplicità del volontario, con la semplicità dell’umile, con lo stupore dell’eterno giovane, con la curiosità del ricercatore ha operato un collage che risulta interessante, accattivante e coinvolgente—”.

 

Su “Liber” sullo scaffale dei miei libri è stato pubblicato “Essere”: è una raccolta durata oltre trent’anni: leggendo i vari giornali, opuscoli, libri, tra un lavoro e l’altro nella pausa tra i viaggi; ho ritagliato quelli che mi piacevano di più, che fanno parte del mio “Essere”, del mio vissuto:  poi nel 2004 quando è morta mia mamma ho trovato nei suoi cassetti altre frasi e spesso le stesse…ho scelto di stamparlo nel 2010 tipograficamente a mie spese in bianco nero, per farne più copie e distribuirlo  agli amici. Contemporaneamente ho “stampato”, “Ciabot Mamma Rita”, chè è un poco la mia storia famigliare riguardo al Ciabot. Ho stampato anche “Monteu Roero” su trent’anni di avvenimenti; me li sono pagati tutti e tre con gli amici che hanno apprezzato “Ciabot” e “Essere”.

 

Nel 2013 l’ho aggiornato a colori non stampato tipograficamente”. Ho stampato tipograficamente “Sempre in viaggio” che è un poco la mia storia, il mio curriculum. L’ho aggiornato due volte nel 2015 e nel 2017 ma non più tipograficamente.

 

Prossimo passaggio sarà l’ingresso del nuovo scaffale “Riflessioni”. Aprendo la pagina dello scaffale riflessioni il lettore potrà accedere ai pdf:

 

1981 2017 –   Pensieri TDF blog Daniele: Sono i pensieri che mettevo all’inizio di ogni “lettera agli amici” ed ogni pubblicazione dell’esperienza pubblicata su “Tempi di Fraternità”, Ora potrete leggere tutte le esperienze di solidarietà nello scaffale “Esperienze”.

 

2001 – Sperare contro ogni speranza: un power point di alcune fotografie in cui presentavo i miei impegni, i miei gruppi con la foto finale delle “Torri gemelli”: Sperare contro ogni speranza.

 

2017 – Frasi del blog: sono le frasi che metto all’inizio di ogni post.

Le foto sono state scattate alla Chiesa di Sant’Andrea in via Torrazza Piemonte a Torino

 

Lettera agli amici: Buona domenica!

Immagine1

 

In fondo il nostro unico dovere morale è quello di dissuadere in noi stessi vaste aree di tranquillità, fintanto che si sia in grado di irraggiarla anche sugli altri. (Etty Hillesum)

 

 

Torino, 17 settembre 2017

 

Carissimi,

 

intanto due segnalazioni, sul sito Migranti.Torino.it ci si può iscrivere e tutti i giorni vi arriva una news letter brevissima (in collegamento con documenti aggiornati). Poi “Tempi di Fraternità” una rivista popolare di oltre quarant’anni che è sempre “stata in crisi”. Solo che ora non ci sono giovani e la redazione con gli abbonanti sono “invecchiati”. Ciò che nasce muore, la tecnologia ci fa continuare in ciò che “crediamo” ma bisogna veramente crederci dando la “priorità” .

Poi vi comunico di un prossimo concerto alla:

 

Confraternita di San Rocco               Pastorale Turismo e Tempo Libero Arcidiocesi di Torino

 

UNIVOCA                                                                             Casa del Teatro Sacro e Popolare

 

presentano

 

I SANTI SOCIALI

 

Atto unico

con lettura recitata e musica

Chiesa di San Rocco                          Via San Francesco d’Assisi 1                       Torino

 

Domenica 24 settembre ore 17.00

 

Testi e regia a cura di Beppe Valperga

Interpreti: Rossana Bena, Claudio Bertolotti, Danilo Bonandin, Piero Costanza,

Vito Liuzzi, Beppe Minelli, Silvana Matarazzo, Eni Paoloni, Giorgio Torchio,

Danilo Torrito

 

 

Cari Lettori/Gentili Lettrici della newsletter “Tempi di Fraternità”,

 

vi comunico che con il numero di ottobre, attualmente in stampa, uscirà un supplemento del movimento internazionale “NOI SIAMO CHIESA”.

Il supplemento è gratuito e inserito nel fascicolo di ottobre di TdF.

Nel sito è stato pubblicato un nuovo articolo nella pagina https://www.tempidifraternita.it/public/articoli/PHP20170912.htm

È stata aggiornata la pagina iniziale del sito.

Da qualche mese è stata introdotta una nuova modalità di pagamento, molto comoda: si utilizza il telefonino: si tratta di Satispay.

Qui di seguito una comunicazione promozionale con indirizzo del sito e buono di cinque euro.

Per le modalità di abbonamento consultate il sito alla pagina http://www.tempidifraternita.it/segreteria/abbonamenti.htm

Sono graditi indirizzi, cartacei e/o email, di persone interessate a TdF. Invierò loro un paio di numeri come copia saggio; grazie.

 

Sabato 07.10 – Saluzzo – teatro don Bosco – Strì

Sabato 14.10 – Roreto di Cherasco – Strì

Sabato 21.10 – Alba – Fondazione Ferrero – Carvé

Sabato 28.10 – Monastero Bormida – Strì

Sabato 11.11 – La Morra – Strì

Sabato 18.11 (ore 21) e domenica 19.11 (ore 15.30) – Torino – teatro Monterosa – Strì

 

Sabato 02.12 – Trana (To) – Gin e Gena

 

Sabato 09.12 – Monastero Bormida – Carvé

Sabato 16.12 – Bra (Teatro del Poi) – Carvé

 

Sabato 10.02.2018 – Caraglio Teatro Civico – Strì

Sabato 03.03.2018 – ore 21 – Teatro Sociale – Tòte Vigiòte (la nuova commedia in prima assoluta – si può prenotare sin da ora qui su facebook o tel. 0173263990 – 0173613420 – 3341392727)

Domenica 18.03.2018 – Cuneo – Teatro Toselli – -Strì

Venerdì 23.03.2018 – Millesimo – Tòte Vigiòte

 

…e da parte mia venerdi sono stato a Sant’Albano di Stura. Con il telefonino basta digitare dove si vuole andare e la vocina della signorina ti porta a destinazione, da Monteu 40 chilometri mentre da Torino 60. E Oscar e compagnia sono stati contenti di avermi visto. Non ci sono mai andato a Sant’Albano, tra l’altro ho visto che è vicino a Morozzo dove abita Livia Turco, la Ministra della Solidarietà Sociale durante il governo Prodi, Trinità c’è Maria Oderda (magari è già morta) la volontaria che mi aveva ospitato in Brasile nel 1987 dove avevo visitato i progetti dell’Acra sugli insediamenti della terra.

E’ anche bello e comodo adesso girare in auto con lo smartphon, ho vissuto una vita con il sogno di girare per le Langhe a conoscere la gente. In dieci anni ho girato quasi tutto il Piemonte come dice Oscar alla fine di ogni spettacolo. Ma volevo girare anche per l’Italia, qualcosa ho fatto, ultimamente mi ha accompagnato Fabio, ha sempre guidato lui. Nel mentre ho messo a posto a “norma ed ecologicamente” le due “case”. Dovrei andare in Nicaragua, in Brasile “per lavoro” ma anche in Italia come Lampedusa. Un mese fa ho trovato un biglietto via Centro America A e R in Nicaragua sui 700 euro ed in Brasile sui 500. Ad agosto a Lampedusa il costo era di 300 euro. Ora il biglietto per l’America non l’ho più trovato e andare a Lampedusa non “vale la pena” più interessante Agrigento o Settimo Torinese.

Al di là di tutto devo prendermi una pausa, non ho più fatto ferie, pensare a me stesso e “andare avanti” con il mio lavoro. Mi ha detto Madi l’altra sera: “ormai le hai viste tutte, possiamo vederci a marzo con la prima assoluta recita ad Alba”. Vado in viaggio per tre mesi, ho detto tutto quello che devo fare, il mondo cambia ogni giorno che non si sa cosa succede domani come ha detto Paolo domenica scorsa a Magliano: “Io non so cosa faccio fra sei-sette mesi”. Paolo è stato invitato ad un convegno come relatore perché è un giovane, soddisfatto del proprio lavoro, vive con amore non solo per se stesso ma dando un senso alla propria vita con, quello che si dice “buonsenso”. Non sono molti i giovani come lui. Io ne conosco altri come lui, figli dei miei amici. Sono pochi come siamo pochi noi ad impegnarci in modo fuori dell’ordinario, adesso i giovani dicono che si è “speciali” ma siamo sempre stati in pochi.

Mi ricordo dieci anni fa quando sono andato all’Asai ad un incontro con Sergio e Riccardo e Riccardo disse: “vado avanti di sei mesi in sei mesi, tutti mi chiedono e poi?. L’Asai va avanti da oltre vent’anni!”. Ora Riccardo è sui quarant’anni con due ragazzini e continua a lavorare in “progetti educativi” con l’Asai. Da parte mia posso “vivere da una parte e dell’altra del mondo” cosa che solo due anni fa non potevo dirlo, ci sono ancora alcune cose da valutare, non perennemente tutto l’anno: il problema che non “percepisco la pensione” e vivo come Riccardo e Paolo con la differenza che loro sono insegnanti mentre io sono un fotografo però loro sono giovani con un progetto di vita da fare, molto più difficile al giorno d’oggi da poter svolgere, ormai sono vecchio con oltre quarant’anni di lavoro.

 

 

 

Patin Tesor, Vietnam,

Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti. (Luigi Pirandello)

Carissimi, domenica sono stato ad Alba: una festa popolare come tante, i commercianti in dialogo con i giovani, con le associazioni.

Una festa popolare dal buon cibo, buon vino e divertimento a gogò 🎶🤣🎉

A dare il LA ai festeggiamenti del prossimo week-end, saranno RADIO VALLEBELBO, i MINI Ottoni e i nostri Musici e Sbandieratori a suon di tamburi, chiarine e bandiere svolazzanti. E mentre i più grandi degustano con stile, i più piccini si sbellicheranno dalle risate nella piccola arena col Collettivo Sciro’e Daniela febino.

Non mancheranno gli spettacoli di bandiera, i nostri giochi a premi e le focacce cotte in forno a legna 😋 Vi aspettiamo con i vostri amici 😉 CIN🍷 ✨ 🍷CIN

Evento organizzato dal Comitato Piazza San Paolo col patrocinio del Comune di Alba.

Poi un libro sul Vietnam della dottoressa Sandra Scagliotti, Console Onorario del Vietnam:

 

Buona settimana!

Una cosa mi meraviglia più della stupidità con cui gli uomini vivono la propria vita. E’ l’intelligenza che mettono in questa stupidità. (Fernando Pessoa)

 

Torino, 12 settembre 2017

 

Carissimi,

 

questo week-end è stato “pieno”. Ho iniziato venerdi con il bellissimo recital di Cappottelli nella Chiesa di San Rocco sui tempi che abbiamo vissuto. Sotto il link dove potrete vedete il video;

domenica mattina sono andato a sentire Paolo Tibaldi di “Nostro Teatro di Sinio” a Magliano Alfieri, un ottimo intervento sulla “gioia”, un giovane che mette in pratica ciò che ho visto sabato sera e poi domenica una festa popolare in piazza San Paolo ad Alba ma qua devo ancora “organizzare” le foto.

In ultimo il programma di questi mesi di “Nostro Teatro di Sinio”

 

 

Questo il link per poterlo trovare su YUTOUBE

Voglio mandarlo a tutti e tutte per poterlo godere in pace…se vi interessa

Buona vita e buona Utopia Fredo Olivero

 

“…non fa male credere; fa molto male credere male!…”

 

Questa frase di Giorgio Gaber ha sempre avuto per noi una risonanza particolare.

Condividiamo con ogni donna ed ogni uomo una nostalgia: la necessità di “frequentare” l’Utopia a diverso titolo, pur nei sentieri della ricerca personale più variegata. E’ davvero una spinta profonda e inspiegabile questa che dall’origine dei tempi ci invita ad uscire dall’accampamento delle nostre comprensioni codificate per spingerci  sul terreno dell’ignoto e dell’inconoscibile. Una “follia”, a pensarci; quasi una dannazione. A molti verrebbe naturale condannare questa inquietudine come un “vezzo” patologico, una infantile pericolosa attrazione per  il vuoto; una colpevole incapacità di riconoscere la Terra promessa di un Pensiero conquistato e definito, di mettervi radici e di militarvi. Una debolezza dalla quale difendersi con delle scelte di campo precise, definitive per costruire finalmente un accampamento, una struttura, una casa; una sorta di “mausoleo”, per noi e per quelli come noi.

Lì però, l’Utopia – quella che Gaber laicamente chiama “l’uccello”- non ci va più.

E fa molto male credere che per servire l’Utopia si debba costringerla in una casa ed una definizione. Quel tipo di “uccello” è per sua natura libero, e ci invita a seguirlo nelle direttrici della sua sconcertante assurda imprevedibile mentalità, la stessa che chiede a chiunque di noi di “uscire” dalla nostra Terra per andare dove gli verrà indicato. Sembrerebbe lecito pensare che l’Utopia stia proprio in questo andare, e che la nostra grande impresa al suo servizio sia lasciarsi portare in un deserto di non-conoscenza confidando che la strada ci verrà mostrata, un passo alla volta.

 

Ma allora…che siano proprio le nostre case a dover morire?

Le strutture, le “chiese”, gli accampamenti. E se in questi nostri mausolei così faticosamente e sinceramente edificati abbiamo identificato e costretto l’Utopia, non sarebbe forse quel simulacro ciò che dobbiamo far morire, affinché l’Utopia possa ancora e sempre rivelarsi, mostrarci una direzione, camminare con noi?

Morte e resurrezione, senza paura. Ancora, ancora. E ancora.

Mario Coppotelli

 

Questo spettacolo è dedicato a tutti i vagabondi dello Spirito, i senza-casa, i ricercatori.

A Lanfranco Rossi. E ad ogni membro del Movimento dei “Ricostruttori nella preghiera”

 

Declinazioni dell’anima

 

Anima Gioiosa e Giocosa

 

Magliano Alfieri, 10 settembre 2017

 

“Declinazioni” vuol essere particolarmente dedicata ai giovani e al loro problematico futuro. I temi del convegno verranno trattati favorendo il dialogo e la condivisione con i partecipanti. Momenti musicali e filmici si alterneranno alle relazioni.

 

 

Paolo Tibaldi

 

Attore poliedrico, classe 1989. Da ormai qualche anno porta in scena trame e racconti che approfondiscono, con diversi stili e tecniche, culture e intrecci relazionali di un territorio, dall’alta letteratura di Beppe Fenoglio, alla magica atmosfera della tradizione popolare. La sua formazione e attività artistica si dipana quindi, nel panorama italiano, su più fronti: dal Teatro di Prosa, classico e contemporaneo, all’interpretazione di personaggi in svariate fiction cine/televisive,

 

Associazione Culturale Amici del Castello Alfieri

c/o Castello Alfieri di Magliano – Via Alfieri, 6

Magliano Alfieri – Tel. 335 5652312

info@amicicastelloalfieri.or

 

Comune di Magliano Alfieri

municipio@maglianoalfieri.cn.it

 

Cooperativa Culturale “L’Incontro”

Via Mandelli, 13/F

12051 Alba (Cn)

lib.incontro@tiscali.it

 

un viaggio nella nostra Terra, con la sua Gente, i Volti, le Parole e le Emozioni

 

ANDATA E RITORNO

 

Vorrei averla davvero la mia età. Non sono mai nel posto giusto, lo so perché guardo sempre l’orologio prima che le cose finiscano, un film, una lezione, una serata. Vorrei spedirmi una lettera per fermare il tempo. Godere dell’attesa. Recuperare la lentezza. Aspettare il postino per giorni, per prendere in mano la busta, riconoscere la calligrafia. Osservarla a lungo immobile. Non so cosa contiene. Prima che la apra, ogni sogno, ogni universo è ancora possibile. Meraviglioso Purgatorio. Vorrei rifugiarmi su qualche collina silenziosa per sottrarmi a questa folle corsa. Non invisibile al centro del mondo, ma in una strada senza nome in un tramonto autunnale, a sbirciare le persone nelle finestre sbiadite che preparano la tavola. Da un’altra parte mi tirano per la giacca e sono di nuovo qua a desiderare di inabissarmi dentro le persone, di riemergere per raccontar di loro, colorarle con le parole. E nel dormiveglia che varco la soglia di due futuri che si intrecciano e sovrappongono di continuo. Giro la maniglia in un futuro e mi ritrovo nell’altro: svolto l’angolo e tutto si dissolve riportandomi nel primo. Sublimano collassando di continuo l’uno dentro l’altro. Come se la morte di uno permettesse la vita dell’altro. Una immensa luce richiede la considerazione della sua proporzionata ombra. Se almeno sapessi qual è la luce. In un futuro ho trampolino per questa penna, e racconta una storia che presto vivrà su uno schermo e mi hanno anche fatto scegliere gli attori! Ma sento freddo, d’improvviso, negli occhi degli altri vedo che sono arrivato da qualche parte, ma i miei allo specchio non li guardo mai. Ho dimenticato qualcosa. Per fare il viaggio ho dovuto lasciare la valigia vuota, perché pesava troppo. Troppo. Tutto quello che ho abbandonato mi appare come se fosse sempre stato lì. Mi stringe il collo come se mi fossi scordato di respirare. Dove sono? Mi precipito alla stazione con le risorgimentali lacrime di un uomo di mezz’età. E’ la mia fermata, il passo è un crescendo di pensieri sconnessi, ogni pietra si ricorda di me, pochi metri e comparirà una casa gialla, la mia, nessun’altra. Sono quasi al vialetto. Peritas sentirà i miei passi ancora prima di vedermi. E vedrò la sua corsa libera verso di me con la lingua impazzita in ogni direzione e gli occhi iniettati di gioia. Quella vera. Quando sarà abbastanza vicino vedrò la mia immagine di bambino riflessa nei suoi occhi. Ancora un passo, uno sguardo e passano trent’anni. La casa stà franando sotto il peso del vuoto. Cammino tra le tegole. Il campanello è dimora di un ragno. Tutti si sono dimenticati di questa casa, Sento una voce, per un istante ritornano i colori, gli alberi, la luce è accesa nello studio di mio padre. Ma è solo un altro universo, un’altra vita, un altro tempo che mi saluta per l’ultima volta.

 

Si dissolve tutto e mi ritrovo a casa nell’altro futuro, ho disfatto la valigia. Se è vero che la parte più lunga del viaggio è la porta, per me è stato un muro. Quel lavoro da impiegato non mi sembra poi così male, anche se ho stretto i miei sogni insieme al nodo della cravatta. Ancora un giorno di quella routine che mi spaventava tanto quando sono scappato a Bologna. Alla fine Bologna era troppo lontano. C’è il vento, ma suona solo, non mi trascina più. Il vicino ha appena riverniciato la cancellata. E credo sarà la più grande novità di oggi. Ma non mi dispiace. Non più. Anche oggi è passato. Notte fredda, penso nevicherà. Mi siedo al tavolo, una sigaretta, una penna, un foglio, forse mi ricordo ancora come si fa. Inizia a nevicare. Meglio portare una coperta al cane.

3/2/2009 (Carlo)

 

 

Venerdì 15 settembre, ore 21, a S.Albano Stura presso la scuola media “Battista Tassone, via Morozzo, 14, ritornano Ugo e tutta la sua famiglia per una replica di “Tant o r’é fòl”: per chi vuole vederla o rivederla è l’unica di quest’anno. E poi…

Sabato 07.10 – Saluzzo – teatro don Bosco – Strì

Sabato 14.10 – Roreto di Cherasco – Strì

Sabato 21.10 – Alba – Fondazione Ferrero – Carvé

Sabato 28.10 – Monastero Bormida – Strì

Sabato 11.11 – La Morra – Strì

Sabato 18.11 (ore 21) e domenica 19.11 (ore 15.30) – Torino – teatro Monterosa – Strì

Sabato 02.12 – Trana (To) – Gin e Gena

Sabato 09.12 – Monastero Bormida – Carvé

Sabato 16.12 – Bra (Teatro del Poi) – Carvé

Sabato 10.02.2018 – Caraglio Teatro Civico – Strì

Sabato 03.03.2018 – ore 21 – Teatro Sociale – Tòte Vigiòte (la nuova commedia in prima assoluta – si può prenotare sin da ora qui su facebook o tel. 0173263990 – 0173613420 – 3341392727)

Domenica 18.03.2018 – Cuneo – Teatro Toselli – -Strì

Venerdì 23.03.2018 – Millesimo – Tòte Vigiòte

Venerdì 06.04.2018 – Bollengo – Gin e Gena

 

Buon giorno!

E’ tanto difficile per i ricchi acquisire saggezza

quanto per i saggi acquisire ricchezza. (Epitteto)

 

Torino, 8 settembre 2017

 

Carissimi,

 

l’introduzione dell’omelia di don Fredo con l’invito per il concerto del 9 settembre a San Rocco

 

care tutte e tutti

settimane calde per le decisioni politiche  in atto e i rischi nucleari che possono far terminare l’esperienza umana vivente sulla terra.Non è un videogiochi quello che sta avvenendo ma un rischio reale aggravato della personalità dei protagonisti e dall’incoscienza degli spettatori conniventi e schierati.Il nucleare non lascia vincitori!

Anche l’Italia si è presa la scena  sui temi dei rifugiati.Si può condividere o no ma la situazione non è quella raccontata e legiferata da Minniti. 1 milione di “detenuti” a vario titolo in libia e dintorni,dove i fondi europei(166.milioni di euro )hanno aumentato gli appetiti e entrambi i governatori si son fatti avanti come carcerieri usando personaggi chiamati “sindaci”ma in realtà sono capibastoni armati (tuareg,ex Gheddafiani,militari di entrambi gli schieramenti,pattugliatori ,,e altri..)

 

La nostra città sta tentando di uscire dalla chiusura stagnante  andando a Roma per farsi approvare piani di integrazione e pare che sia riuscita sia per il Moi sia per chiudere i campi rom   e uscendo  in piazza san Carlo con la musica di MI.TO :vedremo

 

Intanto il vescovo di Roma papa Francescoè in Colombia con un ruolo sia religioso che di capo di stato per sostenere il progetto di pace molto difficile ma possibile solo se  la gente lo vuole

Sabato 89 ore 2045 i DEVADATTA  con GABER

Buona vita a tutti e tutte

fredo olivero

 

24^ DOMENICA ORDINARIA ANNO A/ 17.9.2017

 

 PERDONARE:“NON TI DICO FINO A 7, MA FINO A 70 VOLTE 7

Matteo 18,21-35

Matteo si dedica al tema del perdono più degli altri autori dei vangeli.

 

In questo capitolo 18 indica le necessità di confrontarsi con chi, in comunità, commette una colpa e la comunità vuole ricomporre il dissidio.

 

Ricordiamo il tema di domenica: se chi ha commesso la colpa si rifiuta, deve essere amato come un peccatore; un amore in perdita, solo da parte di chi subisce!

 

A questa proposta Pietro reagisce :“Signore, se il fratello (quindi uno della comunità) pecca contro di me fino a quante volte dovrò perdonargli?”

La legge ebraica concedeva fino a 3 volte, il massimo per il perdono. Pietro “fino a 7 volte?”. Vuole sapere il limite massimo.

Gesù di Nazareth dice “fino a 70 volte 7!”.

E’ una famosa espressione del Genesi riferita alla vendetta di Lamek che diceva di aver ucciso un uomo  per una piccola ferita “Caino sarà vendicato 7 volte, Lamek settantasette” (cioè illimitatamente).

Il richiamo al fratricidio Caino-Abele per la comunità dove si riconoscono “fratelli”, vuol far comprendere che la mancanza di perdono porta alla morte anche la comunità.

Attenzione: 70 volte 7 indica una quantità illimitata del perdono e la sua  qualità incondizionata.

E Gesù – come avviene sovente – lo spiega con un esempio (parabola) “Il Regno dei cieli è simile ad un re che volle regolare i conti con i suoi sudditi” (dipendenti). E’ il re che prende l’iniziativa, intende condonare, cancellare i conti degli alti funzionari (alti in quanto si vede dalle somme gestite).

“Aveva cominciato a regolare i conti quando gli fu presentato un tale che gli doveva 10.000 talenti”. E’ una cifra enorme: ogni talento vale da 26 a 36 chili d’oro, 300 mila chili d’oro “poiché non era in grado di restituirli”. E’ un importo che neanche i grandi dirigenti di oggi con le liquidazioni d’oro, possono pagare poiché, rapportato ai salari del tempo, equivale a 160.000 anni di lavoro.

Il servo chiede pazienza ed il padrone ha compassione di quel servo, lo lascia andare e gli condona tutto il debito. Questo indica una misericordia infinita da parte di Dio (e di Gesù).

Questo servo, che ha avuto il condono di una vita, si rivolge ad un altro funzionario che gli deve una relativamente piccola somma “100 denari”, 3 mesi di stipendio, lo prende per il collo e lo fa gettare in prigione. Anziché misericordia, usa il metro della legge, di una giustizia senza volto umano.

I compagni sono dispiaciuti e riferiscono al re la sua scelta, l’incapacità di perdonare. Il padrone è sdegnato e lo dà in mano agli aguzzini, per sempre.

“Così mio padre celeste farà con voi se non condonerete di cuore ciascuno al proprio fratello”. La regola in comunità deve essere la misericordia, se no la comunità si sfascia. Il perdono di Dio è operativo quando si trasforma in perdono nei confronti degli altri.

Ci vuole una “giustizia” capace di andare oltre il giusto,la legge umana

Richiamiamo quanto detto in precedenza su “legare e sciogliere”: il perdono del Padre è legato finchè non si scioglie con  il perdono ai fratelli.

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Liber ha un “nuovo libro”

Non c’è il dolore, non c’è la malattia,

ma c’è una persona che soffre, e ha

bisogno di ascolto e di dialogo. (Eugenio Borgna)

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Carissimi,   Liber ha un  “nuovo libro”

si pensa di metterne uno a settimana (forse il giovedi) diverso tra gli autori, i miei e le mie esperienze, con tempi liberi, senza appuntamenti.

Commento di Daniele: anche questo libro me lo sento mio. L’autore potrei essere io con mia mamma o Fabio con suo nonno. E l’incontro/conflitto tra “generazioni” che potrebbe non esserci, dipende dal nostro rapporto.

Come dice l’autore che sua nonna è nata in un momento sbagliato. Mia mamma me lo diceva sempre che era nata troppo presto, è sempre stata attenta alle nuove tecnologie come la lavatrice, aveva iniziato a lavare nello stagno e nella tinozza con la cenere. Poi con la lavatrice aveva imparato a fare i lavaggi, i prelavaggi a seconda delle roba più o meno sporca. Ho ancora un suo notes che aveva scritto ed insegnato ad Alina e Florina. Volevo imparare ma mi ha sempre detto che faceva più veloce farlo lei che insegnarmi. Ho poi imparato da Alina. Le tende, una volta all’anno, le abbiamo sempre lavate come faceva lei.

Ho cominciato a sviluppare le foto nel soggiorno nelle baccinelle apposite, con mia sorella Anna Maria aveva visto con curiosità le prime foto a colori dove uscivano, pian piano le immagini, ed il computer, nel 1987, che mi aveva regalato mia sorella. Gli raccontavo tutto, e gli faceva piacere sapere, gli dicevo ancora alcuni mesi prima che morisse: “un domani, mamma non andrò più in cantina a prendere le foto e così posso stare con te, e magari andare a Prachiors!”. E lei con uno sguardo, sembra che avesse voluto dirmi: “Non ci sarò più quando potrai farlo”. Ed io rispondevo: “Ma mamma…”. E lei: “Daniele dobbiamo andarcene via tutti”.

Poi nel 1998 ho preso il cellulare, per lei. Abbiamo cominciato insieme. Si era scritto degli appunti. Prima gli ho preso “il salvavite Beghelli” ma non era funzionale. Una volta voleva provarlo, allora lo ha suonato facendomi spaventare ritornando a casa in fretta che ero Ceresole. Abbiamo preso anche il “cordless” ma il telefonino era ottimo perché era sempre disponibile e quando era seduta in poltrona, rispondevo e glielo portavo..

Nel 2000 avevo fatto con Stefania, Patrizia, Marisa un corso internet organizzato dal Servizio del Volontariato. E’ tutto utile e spesso conferma ciò che sappiamo oltre a permetterci di confrontarci con altre persone.